#ISRAELHAMASWAR. Muore in incidente stradale il giudice di Netanyahu, Beni Sagi. Bombardamenti israeliani su Gaza e Libano. Ansar Allah ha lanciato missili nel Mar Rosso minacciando di attaccare il Somaliland

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Il presidente turco Erdogan avverte che la missione di mantenimento della pace a Gaza fallirà senza la partecipazione turca. In un’intervista a Bloomberg, Erdogan ha affermato che una missione internazionale di stabilizzazione a Gaza avrebbe difficoltà a ottenere la legittimità e la fiducia dei palestinesi se la Turchia non vi partecipasse: “Siamo in una posizione chiave per una missione del genere grazie ai nostri legami storici con i palestinesi, ai canali diplomatici e di sicurezza di cui disponiamo”. In passato avevamo rapporti con Israele e la nostra influenza regionale come membro della NATO era notevole.”

Il Presidente dell’Azerbaigian al contrario ha dichiarato: “Non invieremo truppe alle Forze di Sicurezza Internazionali (ISF), che opereranno a Gaza. Dal mio punto di vista, non consideriamo la possibilità di partecipare a guerre al di fuori dell’Azerbaigian. Non intendiamo mettere a rischio la vita e la salute dei cittadini azerbaigiani per il bene di altri”.

Il Jerusalem Post ha ricevuto diverse segnalazioni secondo cui gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di un intervento nelle proteste in corso in Iran, e Israele sta anche cercando di capire se la rimozione del presidente venezuelano Nicolás Maduro consentirà loro di agire contro il governo iraniano.

L’Āyatollāh, Ali Khamenei, commentando le parole giunte via Russia del non attacco di Israele all’Iran ha dichiarato: “Cosa spinge il nemico, mentre affronta il popolo iraniano nella Guerra dei Dodici Giorni, a chiedere prima un cessate il fuoco, per poi tornare e inviare un messaggio affermando di “non voler combattere”, nonostante la nostra consapevolezza della sua natura maligna, ingannevole e mendace, e la nostra mancanza di fiducia nelle sue affermazioni?”. Le manifestazioni in Iran continuano siamo all’11 esimo giorno. 

Tensione anche sul confine libanese: “L’esercito israeliano è attualmente in attesa di una decisione da parte della leadership politica in merito all’azione contro Hezbollah e afferma di essere pienamente preparato per qualsiasi operazione su larga scala”. Fonte media israeliani. 

Il colonnello di riserva delle IDF, Jacques Neriah, avverte che Hezbollah ha riacquistato la sua forza e ha aggiornato il suo arsenale di armi, e che un futuro conflitto nel nord è inevitabile: “Una soluzione alla questione libanese è inevitabile. Hezbollah ha ricevuto armi dalla Siria, ha sviluppato droni e dispone di missili a lungo raggio in grado di raggiungere Tel Aviv”. Secondo lui, sebbene parte della minaccia provenga dall’Iran, l’errore principale è stato quello di Israele: “Ci sono armi che provengono dall’Iran, ma eravamo concentrati sulle nostre vittorie e non siamo riusciti a impedire a Hezbollah di guadagnare terreno. Mentre noi guardavamo avanti, loro si stavano riprendendo e preparando il terreno per il prossimo conflitto”.

Il Portavoce del Ministero dell’Economia iraniano ha condannato gli attacchi di Israele in Libano: “Teheran condanna gli attacchi israeliani al Libano e invita le parti garanti a cessare gli attacchi per assumersi le proprie responsabilità. L’attacco israeliano alle aree residenziali, industriali e infrastrutturali in Libano costituisce una violazione delle leggi e delle risoluzioni internazionali e il governo israeliano deve essere ritenuto responsabile per aver commesso crimini di guerra”.

CNN: “L’Arabia Saudita è preoccupata per la politica degli Emirati Arabi Uniti in Siria e nel Corno d’Africa. Riyadh ritiene che Abu Dhabi abbia stabilito contatti con i rappresentanti della comunità drusa in Siria, alcuni dei cui leader stanno discutendo apertamente la questione della secessione”. Una fonte del governo siriano ha riferito che il presidente Ahmed al-Sharaa si recherà presto in Germania. Sharaa dovrebbe incontrare il cancelliere Friedrich Merz per discutere l’espulsione dei rifugiati siriani con precedenti penali, come proposto dal leader tedesco.

L’IDF ha informato la Siria di un presunto complotto dell’Iran, insieme ad altri “elementi ostili”, per assassinare il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, riferisce Walla. Il sette gennaio Israele, Siria e Stati Uniti hanno concordato di formare un meccanismo di intelligence congiunto in un paese neutrale per condividere informazioni e allentare le tensioni. Inizieranno anche colloqui civili su medicina, energia e agricoltura sotto la supervisione degli Stati Uniti per rafforzare la stabilità regionale.

Il 6 gennaio un Tu-214SR governativo è volato in Israele. Continuano le proteste antigovernative su larga scala in Israele. Anche la situazione nei territori palestinesi è tutt’altro che calma. Proteste e tensioni interne continuano ad aumentare. Un autobus ha investito manifestanti ultra-ortodossi (haredi). Diverse persone sono rimaste gravemente ferite. Una troupe di Kan News è stata violentemente aggredita durante una manifestazione Haredi a Gerusalemme: la Polizia di Frontiera ha salvato la troupe.

In Israele muore Yosef Eisental, ucciso in un attentato con un’auto, nipote del rabbino Uriel Eisental.

Il sette gennaio è diventata di dominio pubblico la notizia che il giudice Beni Sagi, procuratore del tribunale di Beer Sheva e responsabile delle indagini sul caso Tzahi Livor, direttamente collegato al caso di corruzione di Bibi Netanyahu, è morto in un brutale incidente stradale tre giorni fa. Secondo altre fonti: “Il giudice che presiede il caso di corruzione di Netanyahu è stato trovato morto in un sospetto “incidente” stradale”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 15:00 del 7 gennaio. Le Forze dello Scudo Nazionale, sostenute dall’Arabia Saudita, hanno iniziato a entrare nel Governatorato di Shabwah, nello Yemen sudorientale, sotto il controllo del Consiglio di Transizione Meridionale, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti. Elicotteri sauditi stanno conducendo operazioni al largo della costa meridionale dello Yemen. Secondo le prime notizie, si stanno dirigendo verso Aden, la capitale controllata dal Consiglio di Transizione Meridionale. Tre elicotteri sauditi, modelli Apache e CH-47 Chinook, hanno sorvolato lo Yemen meridionale.

Il Vice Ministro degli Esteri del governo di Sana’a: “Qualsiasi presenza israeliana nella regione del “Somaliland” è considerata un obiettivo militare per le Forze Armate yemenite”. Secondo fonti locali, le Forze Armate yemenite (Ansar Allah) hanno lanciato oggi cinque missili balistici nell’ambito di una manovra nel Mar Rosso.

Continuano gli attacchi mirati di Israele nel sud del Libano. Colpita: Kfardounine attacco con missili. L’esercito libanese effettuerà a breve un bombardamento ad Ain al-Kabira a Bint Jbeil. Aereo israeliano colpirà l’area di Khallat Wardeh ad Aita al-Shaab con una bomba sonora. Aerei da guerra israeliani hanno condotto attacchi aerei su un edificio a Sidone, nel Libano meridionale, causando vittime. I servizi di emergenza stanno lavorando sul posto per recuperare le vittime dell’attacco.

Le IDF hanno diffuso il filmato degli attacchi aerei di lunedì contro edifici presumibilmente utilizzati da Hezbollah e Hamas in Libano. Un secondo missile ha preso di mira l’escavatore a Mays al-Jabal, ma non è esploso.

Durante la notte, gli israeliani si sono introdotti per 3 km nel territorio del Libano e hanno demolito una villa civile sopravvissuta alla guerra durata due anni. Israele il 7 gennaio ha attaccato attaccato diversi veicoli del genio tra Aita e Mays al-Jabal

I punti di osservazione delle IDF e il sistema di controllo aereo hanno rilevato un drone domenica sera che ha attraversato il confine occidentale di Israele nel tentativo di trasportare armi. Dopo la scoperta, le forze dell’IDF della brigata Parran hanno distrutto un drone che trasportava tre fucili automatici M16 e relativi caricatori. L’arma rinvenuta è stata consegnata alle forze di sicurezza per ulteriori accertamenti.

Un autobus ha investito i manifestanti ultra-ortodossi in via Geremia a Gerusalemme. Secondo Israel Today: “Secondo l’interrogatorio iniziale dell’autista presso la stazione di polizia, avrebbe chiamato la stazione 100 minuti prima dell’incidente. Ha affermato di essere stato aggredito dai manifestanti e di essersi sentito minacciato. Il sospettato è residente a Gerusalemme Est”.

Un bombardamento aereo israeliano ha come obiettivo Sharq Makhim al-Brij, nel centro della Striscia di Gaza. Intensi bombardamenti di artiglieria segnalati a est di Gaza City.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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