
Alle 17:43 del 27 luglio dagli account social libanesi arriva la notizia di un “impatto” a Majdal Shams, Golan, vicino a un parco giochi. In realtà si saprà che si tratta di una scuola Druso – Siriana. C’erano 500 persone al raduno a Majdal Shams quando i razzi hanno colpito. La situazione è molto critica ed è stata segnalata al primo Ministro israeliano.
Hezbollah nel frattempo rivendica l’attacco a due basi israeliane nel Golan. Non è la prima volta che accade. On line, nel Web, c’è un video che mostra l’Iron Dome in azione, visto dal villaggio Majdal Shams già a marzo. E anche in quel caso sono caduti detriti nella zona del villaggio Majdal Shams. Hezbollah ha attaccato con droni e missili le basi israeliane e un missile Falaq potrebbe aver colpito per sbaglio il villaggio o essere stato deviato dall’azione dall’Iron Dome. Secondo alcune fonti libanesi della social sfera: “L’impatto è troppo piccolo per un Falaq-1, L’impatto non è coerente con un Katyusha – Grad, L’impatto non è coerente con un Iron Dome. L’esplosione ha caratteri di carburante”.
Il media Al-Arabi parla dell’atmosfera in città, affermano che la gente del posto non è sicura di cosa sia esploso. Cita che molti sostengono che un razzo sia stato lanciato da Jabal al-Sheikh, controllato da Israele, verso il villaggio. Cita anche un membro israeliano dell’ambulanza israeliana, che afferma di non credere che si tratti di un razzo proveniente dal Libano.
Alle 19:25 del 27 luglio l’esito dell’attacco era di 10 morti; 6 feriti gravi; 3 feriti medi; 4 feriti lievi. 23 vittime nel totale. Israele e gli Stati Uniti hanno accusato Hezbollah che ha negato categoricamente. A questo punto era già informato il primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu che era a Washington per consultazioni sulla sicurezza.
Alla luce degli ultimi sviluppi, il ministro della Difesa Yoav Galant ha tenuto una valutazione della situazione operativa con il Capo di Stato Maggiore, Generale Herzi Halevi e il Capo dello Shin Bet Ronan Bar. Durante la sua conferenza stampa, il portavoce dell’esercito israeliano definisce israeliani i caduti sulle alture del Golan. Ma un giornalista intervenuto ha detto: “Non sono cittadini israeliani”. Nessuno ha ribattuto.
Ricordiamo che Majdal Shams è una città drusa siriana situata a nord del Golan. I suoi residenti non hanno la cittadinanza israeliana, simile allo status di Gerusalemme, ed è stata occupata nel 1967, si tratta di terre contese tra Siria e Israele, che grazie all’Intervento di Trump, le ha dichiarate suo territorio nel 2019. Alla città non è stato chiesto di evacuare come altri insediamenti israeliani.
Sottolineiamo anche come da alcune settimane vi sia un braccio di ferro tra i drusi libanesi e israeliani, i primi hanno chiesto ai secondi di lasciare la partecipazione nella guerra contro Hamas perché sono parte del “popolo Arabo”. Dal 2016 i drusi siriani nel Golan partecipano con una loro unità all’esercito israeliano.
Stante la situazione Hezbollah non avrebbe nessun interesse a colpire la comunità drusa, mentre ha molto interesse a distruggere le basi israeliane nel Golan. Ma quello che è successo subito dopo è stata una escalation nella regione.
La Resistenza islamica in Libano nega categoricamente le accuse riportate da alcuni organi di stampa israeliani e da varie piattaforme mediatiche in merito all’attacco a Majdal Shams e conferma che la Resistenza islamica non ha alcun collegamento con l’incidente e nega categoricamente tutte le accuse a riguardo, definendole false.
Israele respinge la dichiarazione di Hezbollah. In una dichiarazione successiva alla negazione da parte di Hezbollah di aver effettuato l’attacco missilistico su Majdal Shams, l’IDF afferma che “in base alle valutazioni effettuate dall’IDF e alle informazioni a nostra disposizione, il lancio di razzi su Majdal Shams è stato effettuato da Hezbollah (…) Hezbollah è dietro il lancio del razzo che ha colpito il campo di calcio di Majdal Shams e ha causato molte vittime civili, tra cui bambini”.
Il comandante della 210a divisione, il tenente colonnello Yair Balai, ha condotto una valutazione della situazione presso il centro operativo di Majdal Shams, insieme al comandante dell’Home Front Center del Northern Command e ad altri comandanti, dopo il fatto. All’incontro hanno partecipato leader religiosi drusi e ufficiali drusi nell’esercito israeliano. Che hanno chiesto una dura risposta contro il Libano.
A fine giornata del 27 luglio, gli attacchi sono cronologicamente i seguenti: Israele attacca Kfarkila uccidendo 4 membri di Hezbollah. Risposta di Hezbollah attacca varie basi israeliane sulle alture del Golan con razzi e droni come rappresaglia. Un impatto è stato segnalato nella città drusa di Majdal Shams durante l’attacco di Hezbollah. Le basi israeliane sono collocate sopra e sotto il villaggio.
Sono stati segnalati 10 morti e 30 feriti. La maggioranza/tutti sono drusi arabi locali. Il villaggio è per lo più pro-Siria o almeno non supporta ampiamente Israele. La maggioranza non ha la cittadinanza israeliana. Hezbollah nega di aver preso di mira il villaggio, non accenna al fatto che si tratti di un errore di tiro. Israele afferma che un singolo razzo pesante è caduto nel villaggio.
Da parte libanese è atteso un violento attacco israeliano in Libano che provocherà molte vittime ma non una guerra contro il Libano.
Durante l’incidente c’è stata una sola allerta nel villaggio, con un solo razzo/missile/intercettore segnalato che ha colpito il villaggio o nelle sue vicinanze. Tutte le altre allerte erano nella punta della Galilea e a sud e a est di Majdal Shams. Di nuovo, nessuna.
Il portavoce dell’IDF in una dichiarazione del 27 luglio ha detto: “I morti sono tutti bambini e ragazzi di età compresa tra 10 e 20 anni. Condividiamo il dolore delle famiglie e abbracciamo la comunità drusa in questo momento difficile. Un’indagine iniziale mostra che è stato attivato un allarme, ma è stato un allarme immediato, troppo breve. Questo è un singolo razzo. Non ci sono cambiamenti nelle direttive del Comando del Fronte Interno. Questo è un incidente molto grave e agiremo di conseguenza. Il CoS dell’IDF e il capo del Mossad stanno discutendo un piano d’azione”.
Il comandante della regione settentrionale, il maggiore generale Uri Gordin, ha fatto una telefonata con il leader della comunità drusa, lo sceicco Muwafaq Tarif. Tarif, che è il leader generale dei drusi in Israele/Palestina, ha chiesto una risposta molto dura e ha preteso un attacco molto duro in Libano.
Il governo libanese ha rilasciato una dichiarazione “in cui condanna tutti gli atti di violenza e gli attacchi contro i civili, chiedendo l’immediata cessazione delle ostilità su tutti i fronti”. La dichiarazione sottolinea che “prendere di mira i civili è una palese violazione del diritto internazionale e contraddice i principi di umanità”.
Graziella Giangiulio e Antonio Albanese











