#ISRAELHAMASWAR. Lo Yemen del Nord scende in campo anche con navi militari contro la Coalizione Internazionale

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Si registra, come previsto, una escalation senza precedenti sul Mar Rosso. Tutti gli agenti presenti in quelle acque vi contribuiranno, e secondo i media filo Houthi “gli indicatori fanno presagire una dichiarazione di guerra in qualsiasi momento, e le prossime ore saranno decisive”. 

Nel frattempo il Quinto Distretto Militare dello Yemen guidato dal Maggiore Generale Yousef Al-Madani ha dichiarato di essere pronto a combattere. In una riunione con i suoi uomini ha dichiarato: «Li sconfiggeremo e li sconfiggeremo nel Mar Rosso». Non è questo l’unico distretto che si unisce alla lotta “palestinese” contro Israele. Il comandante della quinta regione militare, Al-Madani, ha annunciato la piena disponibilità ad affrontare con decisione “il nemico sionista-americano e i suoi scagnozzi”

Per capire a cosa l’Occidente sta andando incontro basta osservare i video che gli Houti stanno mandando on line nella loro rete televisiva con: “Messaggi dei martiri delle forze navali e della difesa costiera durante il sostegno alla battaglia Alluvione di Al-Aqsa, 1445 AH”.

In Yemen, nel nord, a Sanaa, per altro, ad ogni chiamata dei governatori, i cittadini scendono in piazza per protestare contro Israele in segno di solidarietà con i palestinesi, Hamas e alleati. Nella social sfera yemenita Houthi si legge: “Milioni di marce vengono lanciate nei governatorati yemeniti con lo slogan ‘Il sangue dei liberi è sulla via della vittoria’”, “e la dichiarazione finale della marcia di Saada condanna gli omicidi compiuti dal nemico sionista contro i leader della resistenza”.

In un altro messaggio della social sfera di Ansarullah postato dopo la morte di miliziani Houthi a seguito di un attacco americano contro le loro imbarcazioni si legge: “Dio, Dio, nella grande folla e nella presenza onorevole nelle piazze sulla Via Gerusalemme, stanno rispondendo all’appello del leader della rivoluzione yemenita, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi, possa Dio proteggerlo e in onore dei martiri della Marina yemenita che furono martirizzati dal bombardamento del nemico americano-israeliano nel Mar Rosso mentre svolgevano il loro sacro dovere jihadista di sostenerli. I nostri fratelli musulmani, figli del popolo palestinese, a Gaza, in difesa della religione di Dio, portando il Suo messaggio e difendendo le nazioni arabe e islamiche”.

A preoccupare, inoltre, anche la questione delle riserve missilistiche Occidentali. Secondo il quotidiano National Interest “le riserve missilistiche e di munizioni americane sono ancora scarse contro i ripetuti attacchi, a differenza di Pechino, Mosca e Iran, che sono paesi che dispongono di un arsenale militare in crescita”. Nonostante le minacce americane, le forze armate yemenite hanno continuato le loro operazioni e hanno fatto saltare in aria una nave-drone nel Mar Rosso.

Nei dibattiti on line gli Houthi scrivono: “La superiorità militare dell’America non le dà il diritto di commettere crimini di genocidio contro i palestinesi, e la superiorità morale dello Yemen non gli permette di rimanere in silenzio su questi crimini. La logica della forza non gioverà all’America nell’affrontare il popolo yemenita armato della giustizia della sua causa e della fiducia in Nasrallah (E ad Allah appartengono le schiere dei cieli e della terra. E Allah è potente, saggio)”

Il 2024 dunque apre con una seria possibilità di allargamento del conflitto o comunque denso di problemi regionali in cui i preparativi americani per le elezioni, daranno un contributo negativo. 

È prevedibile che sia ​​il Partito Democratico che il Partito Repubblicano cercheranno di competere per ottenere i favori delle lobby di diverso genere legate al mondo ebraico e islamico, anche a scapito della politica estera. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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