
Il Ministro degli Esteri libanese Youssef Rajji in una serie di dichiarazioni alla stampa il 15 di luglio ha detto: “Il Libano rimane impegnato ad affermare la propria sovranità su tutto il suo territorio, come stipulato nell’accordo di Taif e ribadito nella dichiarazione ministeriale.” “È essenziale rinnovare il mandato dell’UNIFIL per un altro anno.”
E ancora: “Invitiamo l’Unione Europea a sostenere la piena sovranità del Libano e a fornire le garanzie necessarie per prevenire qualsiasi futura escalation.” “Esortiamo a lanciare un’iniziativa globale a sostegno dell’esercito libanese, unica forza armata legittima nel Sud del Paese, accanto all’UNIFIL, e principale garante della pace.” “L’esercito ha notevolmente rafforzato il suo dispiegamento a sud del fiume Litani, con un numero di truppe che dovrebbe raggiungere i 10.000; un chiaro segno della nostra determinazione a proteggere la sovranità nazionale e a rafforzare la stabilità regionale.” “Qualsiasi indebolimento del ruolo dell’esercito libanese metterà a repentaglio la stabilità regionale.” “La continua occupazione di cinque colline strategiche, nonostante l’accordo mediato da Stati Uniti e Francia, rimane un ostacolo importante alla de-escalation nel Libano meridionale.”
E ritornando sugli attacchi compiuti da Israele: ”I continui attacchi con droni e raid aerei nel Sud e nella Bekaa richiedono un’urgente attenzione internazionale.” “Invitiamo l’UE a mobilitare gli sforzi diplomatici per porre fine a queste violazioni e sostenere il diritto del Libano alla piena sovranità.” “Proponiamo di organizzare una conferenza euro-araba dedicata alla ricostruzione del Libano.” “Per quanto riguarda la Siria, chiediamo l’avvio di un rientro sicuro, dignitoso e coordinato dei rifugiati siriani nel loro Paese”. ”Rinnovo l’invito al Ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shaybani a visitare il Libano il prima possibile per iniziare ad affrontare le questioni in sospeso tra i due Paesi.”
Ricordiamo che la Siria e il Libano hanno in corso anche una disputa territoriale ai loro confini.
Nel frattempo il Libano sta cercando di attuare le sanzioni statunitensi. La Banque du Liban ha emesso la circolare n. 170, che ha diffidato banche, banche d’investimento, istituti di cambio, società di trasferimento di denaro, istituti finanziari autorizzati e altri soggetti dal trattare con l’Associazione Al-Qard Al-Hassan, in quanto soggetta a sanzioni americane e perché i fondi da essa provenienti potrebbero contaminare i fondi bancari ed esporli a rischi nei loro rapporti con banche corrispondenti all’estero.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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