#ISRAELHAMASWAR. Libano: a dicembre tre appuntamenti decideranno il futuro del sud. Australia: bandiera di ISIS rinvenuta nell’auto degli attentatori. Bombardamenti nelle aree di Hezbollah

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Axios sostiene che la Casa Bianca abbia inviato un “messaggio di rabbia” al primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in merito all’uccisione di un comandante militare di Hamas da parte delle IDF nel fine settimana, considerata una violazione del cessate il fuoco. Non è chiaro quanto sia attendibile il rapporto, pubblicato dal giornalista israeliano Barak Ravid, ex ufficiale dell’intelligence delle IDF. Di sicuro hanno protestato gli egiziani in qualità di mediatori. I soldati di Israele hanno celebrano l’Hanukkah ebraico accendendo candele all’interno del campo di Tulkarem e questo ha suscitato critiche nelle fila della Resistenza islamica.

Il primo Ministro Netanyahu a seguito dell’attacco a Sidney contro la Sinagoga ha dichiarato: “Il posto sicuro per gli ebrei del mondo è il luogo dove il governo, l’esercito e le forze di sicurezza li proteggono, e questo è lo Stato di Israele”. A rassicurare la popolazione il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Eyal Zamir: “Abbiamo istituito linee di sicurezza in Libano, Siria e Striscia di Gaza”.

Sito di notizie di Walla: “Israele continua a esercitare pressioni americane per un rapido progresso verso la fase successiva dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza, fino alla restituzione del corpo di Ran Guili”. Infine secondo l’Autorità israeliana per la radiodiffusione: Nessun paese ha accettato di unirsi alla forza di stabilizzazione internazionale che verrà istituita a Gaza nell’ambito del piano Trump 

Il 15 dicembre fonti stampa libanesi affermavano che il dossier libanese è in fase di preparazione durante gli incontri dell’inviato statunitense Thomas Brack con i funzionari a Tel Aviv, insieme al dossier sui negoziati con la Siria per raggiungere un accordo sulla sicurezza nell’area del Golan.

Le due settimane che separano la fine dell’anno in corso sono cruciali per il Libano, poiché delineano in gran parte le caratteristiche della fase successiva, che inizia ufficialmente con l’inizio del nuovo anno. Queste due settimane saranno testimoni di 3 incontri importanti, a partire da Parigi il 18 di questo mese, dove il si terrà una riunione riparativa per la Conferenza Internazionale di Sostegno all’Esercito. Sarà seguita immediatamente da una riunione del Comitato per il Meccanismo del Cessate il Fuoco il 19 di questo mese a Naqoura. Ed infine il 29 di questo mese, si terrà l’atteso incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Il comandante dell’esercito libanese, il generale Rodolph Hikkel, e gli alti ufficiali nella giornata del 15 di dicembre sono arrivati nella città di Tiro, nel Libano meridionale, a bordo di un hovercraft militare, insieme ad ambasciatori e addetti militari in Libano. Tutti i presenti dalla caserma di Barakat sono andati verso i villaggi del settore occidentale, in particolare Aita Al-Shaab e Wadi Zabqine, per vedere cosa l’esercito ha realizzato e sta realizzando in termini di controllo delle armi.

Una volta che il Libano avrà completato il Litani meridionale, avrà adempiuto ai suoi pieni obblighi ai sensi della Risoluzione 1701 e dell’accordo di cessate il fuoco (novembre 2024). Il tour per gli addetti militari prevede la visita a una base della resistenza a Wadi Zabqine e a un centro militare.

Dal Libano, la stampa locale afferma che il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha informato il Presidente Joseph Aoun e altri funzionari della sua opposizione al rinvio delle elezioni parlamentari dal prossimo maggio all’estate, ritenendo che il rinvio per motivi tecnici non sia convincente, in quanto il governo può tenere le elezioni nella data prevista. Il discorso di Berri è arrivato dopo che i Presidenti Aoun e Nawaf Salam hanno presentato un accordo per le elezioni. La richiesta del rinvio arriva alla luce delle difficoltà di garantire il voto agli espatriati, si è pensato di posticipare le elezioni a metà estate, consentendo agli espatriati di venire in Libano durante le vacanze per partecipare al voto, a patto che le indicazioni confermino che Berri non è propenso a consentire che la legge venga nuovamente modificata come accaduto nella sessione precedente.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 12:00 del 15 di dicembre. Sarebbero 15 le vittime dell’attacco del 14 dicembre contro una sinagoga di Sydney durante l’Hanukkah. Il rapporto australiano ha dichiarato gli autori della sparatoria di Sydney sono padre e figlio. Secondo la Polizia australiana: “Due ordigni esplosivi trovati sul luogo dell’attacco terroristico a Sydney. Fonti di intelligence in Israele stimano che l’attacco in Australia, in cui sono morte 15 persone, sia stato compiuto da una cellula straniera supportata dall’Iran, in un momento in cui le autorità australiane non hanno confermato ufficialmente alcuna interferenza esterna. La polizia australiana ha informato di aver trovato una bandiera di ISIS nell’auto degli attentatori. La Francia avvierà con la DGSE una propria indagine. Tra i deceduti vi sarebbe un cittadino francese di religione ebraica.

Aidarus al-Zoubaidi (Vicepresidente del Consiglio di Transizione Meridionale dello Yemen, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti) ribadisce la disponibilità delle sue forze a partecipare a qualsiasi operazione militare per liberare le regioni settentrionali dal controllo degli Houthi”, fonte Sky News Arabia. In risposta il portavoce degli Houthi Yemen: “Israele” si prepara a duri attacchi contro il Libano. […] Le forze armate in Yemen sono pronte e agiranno secondo le istruzioni di Abdul-Malik al-Houthi per attaccare Israele quando colpirà civili innocenti in Libano”.

Intensi attacchi da parte di Israele registrati nel fine settimana. Distruzione con mitragliatrici di un sito di recente costruzione di Tal Hamra verso la periferia della città di Al-Khiyam. Lancio di due colpi di mortaio dal sito di Al-Malikiyah verso l’area di Al-Mahafir, fuori dalla città di Aitaroun. Un drone israeliano ha sganciato bombe esplosive su un’abitazione nell’area di Al-Salam, sulla strada Al-Ghabeh, alla periferia meridionale della città di Aitaroun. Un drone israeliano ha preso di mira un’auto nella città di Jouya. Un drone delle IDF ha sganciato una bomba sonica sulla città di Ramiyeh. Un raid di droni israeliani ha preso di mira un’auto nella città di Safad Al-Batiikh. Sempre attacco di droni israeliani registrato U nella zona di Tayr Harma, tra Yatar e Jabal Al-Batim. Un proiettile di artiglieria israeliana è caduto nella fattoria “Shanoh”, alla periferia della città di Halta, ad Al-Arqoub. Un bombardamento di artiglieria israeliana ha preso di mira la periferia della città di Halta. Un drone israeliano ha preso di mira due trattori con 3 bombe nel quartiere “Al-Wasitani” nella città di Chebaa. Colpita la fattoria Bustara, alla periferia della città di Kfarchouba, attacchi provenienti dalla collina “Al-Rimtha”. Colpi di mitragliatrici dal sito di Al-Jardah verso la periferia della città di Al-Dhahira.

La mattina del 15 dicembre, una violenta esplosione è stata udita nel settore orientale del Libano meridionale. Un drone israeliano ha sganciato una bomba esplosiva sulla casa presa di mira ieri sera nella zona di Salam, alla periferia della città di Aytron. Quattro gli attacchi in città. Un aereo israeliano ha sganciato una bomba sulla spiaggia di Ras Al-Naqoura. Attacco di drone israeliano a Al-Dhahira. Un quadrirotore israeliano decolla dal sito di recente costruzione di Jabal al-Bat, sganciando litri di esplosivo su una delle case nel quartiere “Al-Matit” nella città di Ayta al-Shaab.

Secondo Human Rights Watch: gli attacchi israeliani contro le attrezzature per la ricostruzione e le infrastrutture civili nel Libano meridionale costituiscono crimini di guerra. L'”esercito” israeliano, dopo aver ridotto in macerie le città di confine nel Libano meridionale, cerca di ostacolare la ricostruzione di ciò che ha distrutto e il ritorno dei residenti. I raid israeliani hanno distrutto oltre 360 ​​veicoli pesanti, tra cui bulldozer ed escavatori, e ancora un impianto di asfalto e cemento. Infine Human Rights Watch afferma in un comunicato: “Non abbiamo trovato prove di obiettivi militari nei siti presi di mira dall’esercito israeliano e nelle aree circostanti”. “Non abbiamo trovato prove che i rifornimenti presi di mira dall'”esercito israeliano” siano stati utilizzati per scopi militari da Hezbollah”. 

Secondo il corrispondente di Al-Mayadeen, l’artiglieria israeliana bombarda le aree settentrionali del campo di Al-Bureij nella Striscia di Gaza centrale. Mentre un aereo israeliano ha lancia un raid a nord-est di Khan Younis in concomitanza con un intenso bombardamento di artiglieria a est di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Ancora nella mattina del 15 di dicembre elicotteri israeliani aprono il fuoco sulle aree sotto il controllo dell’occupazione dietro la linea gialla a est della città di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. I mezzi di Israele aprono il fuoco intensivamente a nord di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale. 

Autobus di coloni, accompagnati da mezzi militari, hanno preso d’assalto la città di Awarta, a sud di Nablus, per celebrare la preghiera talmudica presso il santuario di Al-Ezir. Il 15 dicembre le forze di israele prendono d’assalto la città di Hebron, a nord.

Fonti israeliane riferiscono che le IDF aprono il fuoco contro un palestinese nei pressi dell’insediamento di “Kedumim”, tra Qalqilya e Nablus, presumibilmente nel tentativo di effettuare un accoltellamento. Si apprenderà che si tratta di un israeliano, un giovane malato di mente che si è avvicinato ai militari con un coltello. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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