#ISRAELHAMASWAR. Khamenei: nessuna ripresa del dialogo con USA. Sfiducia tra mediatori. Israele continua le incursioni in Siria e Libano

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A seguito delle notizie secondo cui l’Iran avrebbe recentemente tentato di riprendere i negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti, il leader iraniano Ali Khamenei in un discorso alla nazione del 27 novembre ha dichiarato: “Questo governo non è degno che la Repubblica Islamica si rivolga a lui o mantenga i contatti con esso”.

Secondo il Wall Street Journal: “L’Iran ha trasferito centinaia di milioni di dollari a Hezbollah nell’ultimo anno tramite varie entità a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, consentendogli di eludere le sanzioni contro l’Iran”. La pubblicazione descrive un metodo semplice per trasferire ingenti somme di denaro al gruppo: “Il denaro viene depositato presso un intermediario a Dubai e immediatamente prelevato dall’intermediario in Libano”.

Sempre secondo i ben informati Israele si sta preparando a una risposta molto più dura rispetto ai precedenti cicli di attacchi contro l’Iran. Israele stima che il prossimo conflitto potrebbe protrarsi significativamente, superando il limite di 12 giorni precedentemente previsto. L’esercito è in stato di massima allerta, consapevole che questa volta si tratta di una campagna completamente diversa.

A Israele ha risposto lo stesso Khamenei nello stesso discorso: “I Basij sono un prezioso movimento nazionale e siamo tutti in debito con loro. Oggi, nelle strade di Europa e America, i giovani cantano slogan a sostegno della Palestina e della resistenza”. “Il nostro Paese, che è una delle principali vittime dell’arroganza globale (Stati Uniti, Israele, ecc.), ha bisogno dei Basij e delle forze popolari più di chiunque altro. Il concetto di resistenza è nato in Iran, è diventato globale e continuerà a diffondersi e intensificarsi.”

“Nella Guerra dei 12 Giorni, la nazione iraniana ha sconfitto sia l’America che Israele, che avevano cospirato insieme. Sono stati sconfitti e sono tornati a mani vuote. La guerra contro l’Iran, che desideravano da oltre 20 anni, non è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi.”

“Abbiamo subito perdite e vite umane indimenticabili, ma questa è la natura della guerra. Tuttavia, la Repubblica Islamica ha dimostrato di essere un centro di potere e coraggio. Israele ha subito perdite materiali maggiori dell’Iran durante la guerra.”

“L’America è la più grande sconfitta nella Guerra dei 12 Giorni. Hanno utilizzato le loro capacità militari più sofisticate, ma non hanno raggiunto il loro obiettivo (di distruggere il programma nucleare, ndr). Il Primo Ministro sionista (Netanyahu, ndr) è la persona più odiata al mondo.”

“Se gli Stati Uniti non avessero fornito un supporto continuo a Israele, il genocidio non sarebbe mai potuto avvenire. Si sono diffuse voci secondo cui l’Iran avrebbe recentemente scambiato questo o quel messaggio con gli Stati Uniti. Questa è una BUGIA totale e assoluta.” “L’America non ha principi e non risparmia nemmeno i suoi alleati. È disposta a fare tutto per il petrolio e le risorse. Guardate cosa sta succedendo con il Venezuela.”

“Dico al caro popolo iraniano: sì, alcuni di noi potrebbero avere delle divergenze, e va bene. Ma dobbiamo rimanere uniti di fronte al nemico. Il mio secondo consiglio al popolo iraniano è di sostenere il vostro Presidente e il vostro governo. Stanno cercando di fare del bene.”

I media israeliani affermano che il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti arriverà in Israele il prossimo fine settimana.

Continuano le polemiche in merito alla fuga di notizie sulle intenzioni di Israele comunicate ai mediatori. Il Ministro degli Esteri di Singapore aveva avvertito la sua controparte egiziana che “Israele” avrebbe esteso la sua aggressione contro Libano, Siria e Palestina, fonte Al-Akhbar”, la stessa fonte riporta che il Ministro degli Esteri egiziano ha dichiarato: “Le fughe di notizie sono andate troppo oltre e hanno creato un clima di frustrazione e risentimento, persino all’interno dell’amministrazione egiziana al Cairo”, che ha cercato di smentirle.

Il Ministero degli Affari Esteri libanese annuncia di aver presentato un reclamo al Consiglio di Sicurezza contro Israele per aver costruito due muri all’interno del territorio libanese, vicino alla città di Yaroun. Nella sua denuncia al Consiglio di sicurezza, il Libano ha chiesto un’azione urgente per dissuadere Israele dal violare la sovranità libanese e costringerlo a rimuovere i due muri e l’immediato ritiro a sud della Linea Blu da tutte le aree ancora occupate all’interno del Libano, compresi i cinque posti di frontiera.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari. Scontro nel sud della Siria tra militari israeliani e elementi di Jamaa al-Islamia. Mentre erano in corso le commemorazioni per il primo anno dalla vittoria di Mohammed Al Jawlani su Bashar Al Assad, 27 novembre notte – una pattuglia israeliana avanzava nella città di Beit Jinn, nella campagna di Damasco. Durante il raid, diversi giovani li hanno affrontati. 

Le IDF sono state costrette a ripiegare da Beit Jinn ed è scoppiato uno scontro armato, hanno dovuto abbandonare un veicolo militare, che stato successivamente bombardato dalla stessa aviazione israeliana. Sarebbero 14 i morti, numerosi feriti. Sei militari delle IDF, tra cui tre ufficiali, sono rimasti feriti; tre sono in condizioni critiche.

I militari delle IDF appartengono alla alla 55a Brigata di Riserva, operanti sotto la “200a Brigata”. Fonti locali riferiscono che “Israele ha affermato di aver preso di mira membri di Jamaa al-Islamia, perché presumibilmente pianificando attacchi all’interno di Israele, accuse frequentemente utilizzate dall’esercito sionista per giustificare ripetute violazioni”.

Nella versione dell’IDF: “Il 27 sera, le truppe della 55a Brigata, al comando della 210a Divisione, hanno completato un’operazione per catturare tre uomini affiliati alla “Jamma Islamiya” nella Siria meridionale. Durante l’operazione, le truppe si sono scontrate faccia a faccia con i terroristi. Durante l’operazione, tre soldati sono rimasti gravemente feriti e altri tre hanno riportato ferite di varia entità. Le truppe hanno completato l’attività nella zona. Diversi terroristi sono stati eliminati e i sospettati sono stati arrestati”.

E ancora in Siria, coloni israeliani hanno attraversato il confine con la Siria vicino alla città di Bir Ajam nel tentativo di stabilire un avamposto. 

Continuano gli attacchi nel sud del Libano: un quadricottero israeliano ha sganciato ordigni esplosivi a mezzanotte su una casa nella città di Houla, nel Quartiere di Al-Marj. Due proiettili sparati da un carro armato israeliano hanno colpito l’area tra Aitaroun e Blida. L’Esercito libanese sostiene che UNIFIL ha ritirato parte del suo equipaggiamento e delle sue navi.

Striscia di Gaza: Secondo i media palestinesi, nella mattina del 28 novembre aerei israeliani hanno lanciato un pesante fuoco a est di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Amnesty International: “L’esercito israeliano occupa attualmente il 58% della Striscia di Gaza”.

Secondo i media locali, il 28 novembre i veicoli israeliani hanno aperto il fuoco nel nord-est del campo profughi di Al-Bureij, al centro della Striscia di Gaza. La Direzione Generale della Protezione Civile nella Striscia di Gaza: il 50% dei servizi di protezione civile nella Striscia di Gaza ha praticamente interrotto le proprie operazioni a causa della mancanza di carburante per far funzionare i veicoli. I media riportano che le forze israeliane hanno lanciato razzi razzi sulla Striscia di Gaza settentrionale nella notte tra il 27 e il 28.

Sono sempre più crude le immagini che arrivano dalla CIsgiordania. Israele costringe le famiglie palestinesi a lasciare le loro case nel campo di Far’a, a sud di Tubas. Inoltre giovani coloni attaccano continuo i civili a Yatta. Altri video mostrano giovani coloni con le tipiche treccine inseguire donne e anziani e bastonarli alla testa in Cisgiordania.

Le Brigate Al-Quds – Battaglione Tubas afferma: ”Esplosivo antiuomo di fabbricazione locale prende di mira la fanteria nell’asse di Wadi al-Tayasir”. Sempre dalla social sfera giungono immagini di esecuzione di due giovani palestinesi disarmati da parte delle IDF a Jenin

Infine coloni sostenuti dalle IDF hanno appiccato il fuoco all’interno della moschea di al-Falah, a nord di Bidya, in Cisgiordania.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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