#ISRAELHAMASWAR. ISRAELE – STATI UNITI, pronto il piano per annettere la Cisgiordania. I mediatori avvertono: Hamas pronto a riprendere le armi

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Prigionieri ancora al centro dei negoziati. Secondo il quotidiano libanese Al-Akhbar il 25 febbraio si sono tenuti intensi contatti tra mediatori negli Stati Uniti, in Egitto e in Qatar per risolvere la crisi relativa al rilascio dei prigionieri palestinesi, il cui rilascio è stato rinviato.

Secondo il rapporto, l’obiettivo è quello di formulare intese sui prigionieri che avrebbero dovuto essere rilasciati sabato. I rapporti affermano anche che l’Egitto sta cercando di “introdurre aggiustamenti” riguardo al numero di persone rilasciate in cambio della consegna di due o tre prigionieri israeliani morti.

Fonti partecipanti alle trattative hanno affermato che i tentativi dei mediatori sono vicini a raggiungere una formula transattiva che preveda il trasferimento dei corpi senza “cerimonie”. Ha inoltre affermato che la misura costituirebbe un “preludio” ad ulteriori operazioni durante la “fase transitoria” verso la seconda fase. In questo contesto, Egitto e Qatar hanno messo in guardia sulle conseguenze delle violazioni attribuite a Israele.

Funzionari egiziani hanno parlato con le loro controparti americane e hanno avvertito del “pericolo di un ritorno ai combattimenti”. Hanno sottolineato che uno scenario del genere “distruggerebbe tutto ciò che è stato concordato nelle ultime settimane”. Si sostiene inoltre che Hamas abbia la capacità di rispondere alle violazioni israeliane in un modo che avrebbe conseguenze disastrose per entrambe le parti.

Le famiglie dei rapiti si sono incontrate con il coordinatore del dossier dei prigionieri e delle persone scomparse, Gal Hirsch, e hanno sentito per la prima volta da un alto funzionario che Israele sta cercando di portare avanti l’accordo.

Sempre in ambito di negoziati vi sarebbero disaccordi sul futuro della Striscia di Gaza: L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti vogliono disarmare Hamas, mentre Egitto e Qatar si oppongono. Israele vuole estendere l’accordo nella Striscia di Gaza per altri 42 giorni senza discutere di fermare la guerra in questa fase.

Sul fronte interno si apprende dalla testata Maariv che Netanyahu si rifiuta di presentare le sue cartelle cliniche alla corte come parte di una causa intentata contro i giornalisti a causa delle accuse secondo cui non era in buona salute. Il tribunale ha minacciato di emettere ordini giudiziari contro Netanyahu entro due settimane e mezzo se non avesse consegnato la sua cartella clinica.

La testata Yedioth Ahronoth riferisce che ledelegazioni dei leader di Israele sono in America per portare avanti i passi avanti verso l’annessione della Cisgiordania, con il forte sostegno di Trump. “L’establishment della sicurezza si sta preparando a tenere una serie di incontri per discutere la questione dei campi di Jenin, Tulkarm e Nur Shams”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno incontrato a Tel Aviv il comandante del Comando centrale americano (CENTCOM), Michael Eric Kurilla. L’inviato americano Stephen Witkoff arriverà oggi in Israele nel mezzo delle tensioni nei negoziati tra Hamas e Israele.

La ricostruzione del sistema sanitario nella Striscia di Gaza costerà almeno sette miliardi di dollari, ha detto il portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per i territori palestinesi Rick Peperkorn in un briefing a Ginevra.

Si alza la tensione Libano – Israele. Il Primo Ministro Nawaf Salam legge la dichiarazione ministeriale: “Il governo sottolinea il rispetto degli impegni assunti, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione della risoluzione 1701 senza alcuna parzialità o selezione. Lo Stato che vogliamo è uno Stato che si assume pienamente la responsabilità della sicurezza del Paese, ne difende i confini e scoraggia l’aggressore Siamo impegnati a proteggere le libertà, la sicurezza e i diritti fondamentali del popolo libanese, e il governo si sforzerà di essere degno del suo nome, “Governo di Salvezza e Riforma. Il governo si impegna, in conformità con il Documento dell’Accordo di Taif, ad adottare tutte le misure necessarie per liberare le terre libanesi dall’occupazione israeliana, estendere la sovranità statale su tutte le sue terre esclusivamente con le proprie forze e dispiegare l’esercito nelle zone di confine a sud”.

Nawaf Salam ha dichiarato in conferenza stampa: “Il governo afferma il diritto del Libano all’autodifesa in caso di attacco e il dovere dello Stato di monopolizzare il trasporto di armi”. 

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti da Israele aggiornato alle ore 14:00 del 25 di febbraio. Israele ha dato notizie contrastanti in merito alla sua presenza nel Golan. Attraverso intermediari, ha chiarito alle autorità turche e siriane che non intende rimanere permanentemente nella zona cuscinetto. Ma il primo ministro Benjamin Netanyahu continua a dire: “Rimarremo nel sud della Siria per il prossimo futuro”. 

Nella giornata del 25 febbraio sirene sul Golan per sospetto lancio di missili. Si è poi rivelato un falso allarme per sospetta infiltrazione di droni. Le sirene hanno suonato anche a Yonatan e Ramat Magshimim nel Golan per paura di un’infiltrazione.

Il Portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari, riferisce: “Abbiamo arrestato due sospetti vicino al confine dopo essere entrati in Israele dalla Giordania”. “Le forze dell’esercito israeliano hanno individuato delle impronte vicino al confine nella zona del Mar Morto. Le forze di sicurezza stanno attualmente effettuando operazioni di rastrellamento nella zona per verificare che non vi siano state infiltrazioni.”

Continuano gli attacchi di droni israeliani in Libano. Nella notte del 25 febbraio un attacco di droni israeliani ha preso di mira Janta, probabilmente prendendo di mira membri di Hezbollah Janta si trova nell’estremo nord-est del Libano, e non è sotto la risoluzione 1701. Secondo Amichai Stein, giornalista: In “Israele” stimano che “prima o poi” Hezbollah tenterà di attaccare le posizioni dell’esercito israeliano nel sud del Libano. Hezbollah aspetterà “un certo periodo” e darà una possibilità alla diplomazia. Voli a bassa quota da parte di aerei Israeliani nell’area di Al-Zahrani e dintorni e ancora nei dintorni della città di Tiro, a sud del Libano.

Sparatoria da veicoli israeliani a nord-est del campo di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza registrata la sera del 24 febbraio febbraio bombardamenti ripresi nella tarda mattinata del 25 febbraio. E ancora colpi di arma da fuoco da parte di carri armati israeliani a sud della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza nella mattinata del 25 febbraio. Sparatoria da veicoli israeliani a est della città di Abasan Al Kabira, a est di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.

L’IDF ha alzato l’allerta sul confine meridionale e si sta preparando a utilizzare le brigate di riserva in una rinnovata operazione di terra a Gaza, Hamas sta anche rafforzando militarmente il suo controllo sul terreno. Hamas ha trasferito migliaia di militanti dal sud della Striscia di Gaza al nord mentre l’esercito israeliano si ritirava dal corridoio Netzarim.


Continuano gli scontri tra le forze israeliane e Hamas a Jenin e a Tubas. Le forze dell’autorità palestinese hanno circondato una casa nel quartiere di Al-Deir nella città di Tubas. Assalti delle IDF registrati nella moschea dell’Imam Ali nelle vicinanze del cimitero occidentale di Nablus. Nell notte del 25 febbraio assalto delle IDF alla città di Beit Ummar, a nord di Hebron.

Le IDF prendono d’assalto la città di Al-Ram, a nord di Gerusalemme e il villaggio di Kafr Al-Labad, a est di Tulkarem. Infine, secondo Yedioth Ahronoth,: L’esercito ha raccomandato di non affrettarsi a riportare i palestinesi sfollati nei campi della Cisgiordania.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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