#ISRAELHAMASWAR. Israele rompe il fronte di Hezbollah e Maroun al-Ras. Parlamentare israeliano chiama i cristiani alla guerra civile

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L’esercito Israeliano annuncia che 48 soldati, di cui 7, sono rimasti gravemente feriti su vari fronti di combattimento nelle ultime 24 ore. Di questi, 30 si trovano al confine settentrionale con il Libano e 18 nella Striscia di Gaza.

Meir Masri, membro del Comitato centrale del Partito laburista israeliano (un partito socialdemocratico di opposizione), sulla sua pagina “X” in un messaggio in arabo indirizzato ai cristiani libanesi, che può essere interpretato come un appello pubblico per una guerra civile in Libano: “Il mio messaggio ai cristiani in Libano: l’opportunità arriva una volta sola”. 

L’annuncio arriva dopo che Israele ufficialmente afferma di avere catturato Maroun al-Ras, nel Libano meridionale. In precedenza, la Brigata Golani dell’IDF ha affermato di aver distrutto il quartier generale di Hezbollah nella città: “Abbiamo geolocalizzato il video a 33.1045, 35.44821, il che conferma la loro presenza all’interno della città”. Non è stato confermato se quel complesso fosse davvero il quartier generale di Hezbollah. Fino ad ora le estensioni approssimative delle incursioni israeliane delle ultime settimane nel Libano meridionale erano di un’area totale di soli 10,5 kmq, con decine di perdite di personale militare e attrezzature.

Un filmato mostra le forze israeliane che issano la loro bandiera appena a nord dei “Giardini iraniani”. Il che indica che Israele ha il controllo sulle alture a sud della città, quindi ha il controllo del fuoco sul nord.

Sempre nella giornata dell’8 ottobre, le truppe israeliane hanno inseguito le forze irlandesi dell’UNIFIL che operavano lungo la linea blu al confine libanese-israeliano con carri armati, in particolare Merkava-2. L’Asse della Resistenza parla di scontro diretto tra la Resistenza e una forza israeliana infiltrata da dietro una postazione UNIFIL. La resistenza ha sorpreso la forza che avanzava e l’ha presa di mira dopo avergli teso un’imboscata, provocando vittime confermate tra le sue fila. Si apprende da Sky News che una troupe del TG3 rimane coinvolta negli scambi tra Hezbollah e Israele. Morto di infarto l’autista della troupe a seguito dell’attacco e inseguimento in motocicletta al loro mezzo.

Nel frattempo sul fronte libanese è arrivata la IV divisione. L’esercito afferma che la sua 146a Divisione di Riserva ha iniziato le operazioni di terra nel settore occidentale del Libano meridionale. La divisione di riserva si aggiunge alle tre divisioni dell’esercito regolare – la 98a, 36a e 91a – già operanti nei settori centrale e orientale del Libano meridionale.

Le operazioni sono state lanciate dalla divisione con la sua brigata di fanteria di riserva “Carmel” e la brigata corazzata di riserva “Iron Fist” supportata dal suo 213esimo reggimento di artiglieria, hanno detto i militari.

In preparazione anche l’operazione contro l’Iran: “Quattro aerei americani per il rifornimento in Israele. Ci sono già otto navi cisterna con una capacità totale di 400 tonnellate di carburante, cioè 480mila litri, più aerei europei con 200 tonnellate, cioè 480mila litri. 240 mila litri. Ciò consente di riempire rapidamente fino a 720mila litri, ovvero per far volare in Iran aerei d’attacco a 7.000 litri per veicolo, il che equivale a un centinaio di cacciabombardieri”. Ciò assomiglia ad un’operazione su vasta scala che va oltre una semplice risposta simbolica, con una capacità totale di 500 tonnellate di bombe e missili lanciati in aria. E questa partecipazione americana non può essere intesa nei termini di un’operazione di routine per sostenere un alleato che non ne ha bisogno per un’operazione limitata. Questi aerei non devono attendere sulla pista in attesa di una decisione politica o di un piano di volo e operativo, probabilmente tutto è pronto con il consenso degli Stati Uniti, e non è chiaramente una coincidenza che il comandante del Centcom sia arrivato in Israele.

A conferma di ciò le parole alla NBC cita il direttore della CIA Burns: “All’Iran potrebbe volerci una settimana per produrre una bomba nucleare, e i rischi stanno crescendo”. La stessa minaccia fu fatta prima dell’attacco all’Iraq di Saddam Hussein. Il Jerusalem Post riferisce che Israele “si asterrà” dal prendere di mira i siti petroliferi e nucleari iraniani nella “prima fase” della sua rappresaglia. 

A conferma di ciò i media israeliani affermano: “La Marina israeliana si sta preparando per un’operazione al largo delle coste libanesi e si potrà assistere alla partecipazione di navi da sbarco”.

Il ramo militare di Fatah nella Striscia di Gaza sostiene che le “Cyber ​​Units 65 e 1915” di Fatah hanno effettuato un attacco informatico contro “siti web israeliani” l’8 sera.

Il primo Ministro israeliano Netanyahu: “Noi siamo il popolo eterno. Un popolo che lotta per portare la luce in questo mondo… e sradicare il male.” Il presidente israeliano Isaac Herzog, in un’intervista ad Al-Arabiya, del 6 ottobre, invitava le forze politiche del Medio Oriente a lavorare insieme per contrastare l’Iran e formare un’alleanza come la NATO per contrastare i radicali.

In risposta il vicesegretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, in un discorso ha detto che la Resistenza continuerà a combattere. 

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornata alle ore 18:00 dell’8 ottobre

Esplosioni si sono verificate nel porto siriano di Tartus nella giornata del 7 ottobre. In Libano sono tornati bombardamenti aerei: 5 morti il bilancio preliminare dell’attacco israeliano nella città di Al-Khader. 12 gli insediamenti bombardati nella giornata dell’8 ottobre da Israele. Raid nelle città di Qalidah e Aitait nella regione di Tiro. Alle 17:53 on line foto della bandiera israeliana viene issata a Maron al-Ras, nel sud del Libano: questo è il luogo da cui sono stati lanciati molti missili anticarro contro Israele. Coordinate 33.09918, 35.45132, Maroun al-Ras Soccer Park, che si trova nell’estremo sud della città, a soli 850 metri dal confine

Per la prima volta dall’inizio della guerra, l’IDF ha scoperto un tunnel al confine libanese che conduceva al territorio israeliano. Un’incursione israeliana in corso nell’ovest del Libano: questa sarebbe la prima incursione in questa direzione. Un grande convoglio israeliano è stato coinvolto intorno alle 16:00 in un’imboscata nelle foreste di Labbouneh, a est di Aalma el-Chaeb. Il filmato di Al-Mayadeen sembra mostrare il convoglio israeliano che subisce enormi perdite. Al momento non si sa se si siano ritirati a sud. Fonti di Hezbollah parlano di respingimento dell’attacco di Israele a Labouneh. “I veicoli appartenenti all’esercito israeliano bruciano a seguito degli attacchi di Hezbollah dopo che una forza sionista ha tentato di infiltrarsi nella periferia della città di Labbouneh, e ci sono numerosi morti e feriti tra le fila dell’esercito Israeliano e dei suoi mercenari”, si legge sui social.

In Israele sono state segnalate numerose intercettazioni del sistema di difesa missilistico Iron Dome nell’area di Haifa. O media israeliani parlano di circa 100 razzi su Haifa. Vi sarebbe stata anche intercettazione transatmosferica della difesa missilistica israeliana Arrow-3. 

Sirene in azione in Galilea a Metulla in matricolar modo. 

Continuano le ostilità, riprese il 6 ottobre, nella striscia di Gaza. Secondo fonti palestinesi la più sanguinosa di sempre. Le Brigate Al-Qassam rivendicano scontri con una forza speciale israeliana nell’area del “Blocco 2” del campo di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Morti nelle fila dell’esercito Israeliano ad Al-Tawam, a nord-ovest della città di Gaza.

Le brigate dei Martiri di Al-Aqsa, Brigata Al-Amoudi: “i nostri combattenti sono stati in grado di impegnarsi in feroci scontri con mitragliatrici con una forza di fanteria israeliana nell’asse dell’incursione nell’area di Al-Tawam, a nord-ovest della città di Gaza, confermando alcune vittime tra i loro ranghi”. Scontri tra le Qassam e le IDF a ovest del campo di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Le IDF in un comunicato affermano: “e truppe IDF continuano l’attività operativa nella Striscia di Gaza. Nel giorno scorso, le truppe IDF hanno eliminato circa 20 uomini di Hamas in attacchi aerei e scontri ravvicinati nell’area di Jabaliya. Le truppe IDF hanno smantellato un deposito di armi e localizzato armi, tra cui granate e fucili AK-47. Le truppe hanno eliminato i uomini di Hamas che operavano in una struttura da cui venivano sparati missili anticarro e localizzati grandi quantità di armi”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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