
Anche i santuari possono diventare terreno di scontro in Medio Oriente in una situazione che è già di per sé molto delicata. L’evento è accaduto in Libano e la questione riguarda un santuario israeliano che secondo i libanesi è l’ennesimo pretesto per Israele per allungare i confini verso il paese dei Cedri, per altro in una zona ancora molto sensibile agli eventi dei mesi scorsi in quanto terreno di scontro tra Israele e Hezbollah.
I libanesi infatti, via social media, hanno lamentato che “israeliani civili i sono entrati nella città libanese di Hula per visitare la tomba di un loro defunto, supportati dall’esercito israeliano”. “La tomba e la presenza israeliana era ed è sotto la protezione dell’esercito israeliano. Nessun commento da parte dello stato libanese e dell’esercito inerme”. Il timore manifestato dai libanesi via social sfera è che anche in questo villaggio Israele decida di creare un’altra zona cuscinetto nel più completo silenzio libanese.
Non solo, dal Libano lamentano che forze IDF continuano a sparare al confine verso la periferia della città di Kfar Kila, e un lavoratore siriano è stato gravemente ferito alla testa
Nella giornata del sette marzo dopo che la tensione è salita, l’esercito libanese ha rilasciato infine una dichiarazione: “Nel contesto dei continui attacchi e violazioni della sovranità del Libano da parte del nemico israeliano, elementi delle forze nemiche hanno deliberatamente portato dei coloni a visitare un presunto santuario religioso nell’area di Abbad-Hola a sud, il che rappresenta una palese violazione della sovranità nazionale libanese”.
“L’ingresso di coloni dall’entità israeliana nel territorio libanese è uno degli aspetti della persistenza del nemico nel violare le leggi internazionali, le risoluzioni e gli accordi pertinenti, in particolare la risoluzione 1701 e l’accordo di cessate il fuoco. Il comando dell’esercito sta seguendo la questione in coordinamento con il comitato composto da cinque membri che supervisiona l’accordo di cessate il fuoco e con la Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL)”.
Nei giorni scorsi gli sciiti di Hezbollah lamentavano che agli israeliani è consentito entrare nel Libano meridionale per pregare. Dopo gli scontri e i tentativi di ingresso illegale, le IDF hanno raggiunto accordi con i Breslov Hasidim, in base ai quali ai Hasidim che pregano sarà consentito entrare nella tomba di Rav Ashi al confine libanese. L’ingresso avverrà in modo ordinato e con l’approvazione, la scorta e la sicurezza delle forze delle IDF, nel complesso della tomba, che si trova vicino a Margaliot e al posto di Tziporen.
I funzionari del Comando settentrionale e della Brigata 769 (la brigata regionale) hanno recentemente tenuto colloqui con i rappresentanti dei Breslov Hasidim e hanno raggiunto questi accordi con loro, al fine di impedire tentativi non autorizzati di entrare nel complesso della tomba, come è accaduto più volte negli ultimi mesi. Le IDF non hanno ancora risposto ai dettagli. Lo stato libanese non è intervenuto nel merito.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










