Il costo della guerra sostenuto da Israele è stato stimato in 130 miliardi di dollari. Il ministero delle Finanze israeliano ha annunciato che i costi del governo per la guerra con Hamas e Hezbollah nel 2024 hanno superato i 100 miliardi di shekel (30 miliardi di dollari), il che ha portato a un aumento del debito pubblico a 1,33 trilioni di shekel.
In precedenza, il quotidiano economico Calcalist, citando la manipolazione governativa dei dati economici ufficiali, ha affermato che il costo della guerra nella Striscia di Gaza aveva raggiunto circa 250 miliardi di shekel (67,57 miliardi di dollari) entro la fine del 2024. Nel frattempo, i centri di ricerca israeliani hanno raddoppiato questa cifra e considerano i costi della guerra, compresi i danni, oltre 130 miliardi di dollari.
Secondo un rapporto del The Times of Israel, anche il debito totale del governo israeliano è aumentato da 1,13 trilioni di shekel nel 2023 a 1,33 trilioni di shekel nel 2024. Calcalist ha anche definito gli alti costi della guerra di Gaza indicativi del “fallimento” della guerra.
Per Israele i costi sostenuti, non solo economici soprattutto in perdite di vite umane, hanno portato al successo: sono stati eliminati i vertici di Hezbollah e Hamas. Anche se la questione non è ancora chiusa.
Il britannico David Hirst è sulla stessa lunghezza d’onda: “Hamas ha continuato a emergere dalle macerie per combattere ancora, trasformando Beit Hanoun in un campo minato per i soldati israeliani. Dall’inizio delle ultime operazioni militari nel nord di Gaza, cinquantacinque ufficiali e soldati israeliani sono morti lungo questo asse. Se c’è un esercito che oggi si sta impoverendo ed esaurendo, è l’esercito di Israele. La semplice realtà militare della vita a Gaza è che, dopo quindici mesi, Hamas può ancora reclutare e rinnovare a un ritmo più veloce di quello con cui Israele uccide i suoi leader o combattenti”.
Eppure questo non sembra preoccupare molto il governo di Israele che ha mobilitato ancora uomini. In Libano dove ha dichiarato di voler restare almeno fino alla fine di aprile le IDF hanno creato un centro militare che include dormitori e protezione circondati da blocchi di cemento ed è situato vicino al sito UNIFIL sulla strada Markaba/Houla.
Mentre sono nove i punti di controllo/basi che Israele ha costruito in Siria, demolendo tutta l’area circostante nella zona al Qusayr e nelle aree delle altre del Golan.
La 252a Divisione del Sinai, una divisione di riserva del Comando meridionale dell’IDF, a cui è stato ordinato di prepararsi per il dispiegamento immediato nella Striscia di Gaza. Si dice che il suo comandante, il generale di brigata Yehuda Wah, sia arrivato al confine tra Israele e Gaza. Infine l’Autorità per la resistenza al muro e agli insediamenti sostiene che: “Il numero di barriere e cancelli di ferro installati dall’esercito di occupazione in Cisgiordania ha raggiunto 898 posti di blocco militari e cancelli di ferro, di cui 18 dall’inizio dell’anno 2025 in corso e 146 dopo il 7 ottobre 2023”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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