#ISRAELHAMASWAR. Israele: crisi legale per l’arruolamento dei soldati i con doppia cittadinanza

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L’esercito israeliano ha richiamato circa 130.000 riservisti, tra cui decine di migliaia di cittadini con doppia cittadinanza, scatenando una controversia legale sul coinvolgimento dei loro paesi di origine nelle operazione nella Striscia di Gaza.

La legge israeliana impone ai cittadini con doppia cittadinanza di prestare servizio militare anche se residenti all’estero, mentre i loro paesi (Stati Uniti, Canada, Francia, Gran Bretagna e Australia) sono firmatari delle Convenzioni di Ginevra e della Convenzione sul genocidio, che li obbligano legalmente a impedire la partecipazione alle violazioni.

La Corte Internazionale di Giustizia ha affermato nel luglio 2024 che gli Stati membri devono astenersi da qualsiasi sostegno alla continuazione dell’occupazione di Gaza e degli altri territori.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno avvertito che il servizio di cittadini con doppia cittadinanza nell’esercito israeliano potrebbe costituire “complicità diretta” nel genocidio. Alcuni paesi (Stati Uniti, Canada, Francia, Germania e Regno Unito) hanno leggi che proibiscono l’arruolamento in eserciti stranieri, ma spesso esentano o ignorano Israele.

In Canada, la Polizia Federale ha avviato indagini su presunti crimini di guerra contro cittadini con doppia cittadinanza. In Gran Bretagna e Belgio, sono stati presentati casi alla Corte Penale Internazionale e alla polizia nazionale contro centinaia di soldati israeliani. Gli esperti di diritto internazionale sottolineano che la mancata azione penale da parte degli stati non li assolve dalla responsabilità, ma può persino costituire una “tacita complicità” nei crimini.

Sempre in materia di stranieri al servizio di Israele in Libano c’è stato uno scandalo inerente al rilascio di un libanese che lavorava per Israele. Si tratta di Mohieddine Hasna che è stato rilasciato dal giudice Mounir Suleiman presso la Corte di Cassazione Militare. È stato scoperto che Hasna aveva fornito al suo referente del Mossad cercapersone e frequenze radio di Hezbollah.

Si ritiene che le stesse informazioni siano state utilizzate da Israele per uccidere e ferire centinaia di uomini e donne libanesi. Quando il tribunale militare lo ha condannato a 15 anni di carcere, Hezbollah ha esultato. Ma alla fine l’agente è stato rilasciato. Si dice che il padre dell’uomo abbia incontrato funzionari politici per mediare per il rilascio del figlio, vantandosi persino di aver recentemente incontrato il presidente Joseph Aoun.

Hezbollah parla di ingiustizia, in quanto Hasna – agente libanese – ha dato a Israele l’accesso alle reti WiFi libanesi, le stesse reti che possono aiutare Israele a mappare ogni singola casa e a identificare chi ci vive.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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