#ISRAELHAMASWAR. Intelligence israeliana: Al-Aqsa Flood è iniziata nel 2015. Knesset: no allo stato palestinese a ovest del Giordano

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Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha chiesto di raggiungere subito un accordo sul cessate il fuoco a Gaza, affermando: “La situazione umanitaria a Gaza è una vergogna morale per tutti noi”.

La Corte di giustizia internazionale annuncerà oggi il suo parere consultivo su Israele. 

L’esercito americano annuncia la fine della missione “floating dock” al largo di Gaza. L’esercito americano ha annunciato la fine della missione del bacino galleggiante costruito al largo della Striscia di Gaza, con la pretesa di portare aiuti nella Striscia, sottolineando che “gli aiuti saranno trasportati tramite navi che salpano da Cipro fino al porto di Ashdod .”

I ministri dell’Azerbaigian e di Israele si sono incontrati per discutere della nuova cooperazione spaziale.

Ali Bakri Keni, ministro degli Esteri ad interim dell’Iran, al Consiglio di sicurezza dell’ONU ha dichiarato: “Espandere la guerra al Libano sarebbe un grave errore di calcolo e porterebbe la situazione nella regione fuori controllo, metto in guardia contro un’avventura del genere. L’invasione israeliana del Libano incontrerà una risposta forte e deplorevole da parte della comunità internazionale, dei paesi regionali e dei gruppi di resistenza”.

I media israeliani hanno riferito che per la prima volta dal 7 ottobre, la maggioranza dell’opinione pubblica israeliana ha espresso sfiducia nei militari e negli alti dirigenti militari, con oltre il 55% degli intervistati. Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha affermato che l’esercito israeliano è pronto a lanciare un’offensiva in Libano in qualsiasi momento. Secondo Gallant, tutto dipende dalle azioni del movimento libanese Hezbollah e da ulteriori negoziati.

Israele chiede agli Stati Uniti l’impegno di avere il diritto di rispondere a qualsiasi violazione da parte di Hezbollah, nel caso di un accordo globale tra Israele e Libano fonte Israeli Broadcasting Company. Channel 12 di Israele ha pubblicato un’indagine della divisione di intelligence militare israeliana, secondo la quale Hamas ha iniziato i preparativi per l’operazione Al-Aqsa Flood nel 2015, 8 anni fa.

Secondo la testata Haaretz: “La Knesset ha approvato una risoluzione che esprime l’opposizione di principio del parlamento israeliano alla creazione di uno Stato palestinese a ovest del fiume Giordano.” E ancora, l’Assemblea generale della Knesset ha approvato in prima lettura, il 18 luglio, il progetto di legge che estende il servizio regolare dei soldati nell’esercito, per un periodo di cinque anni.

Benjamin Netanyahu sta lavorando dietro le quinte per conquistare il favore di Donald Trump a dirlo il sito americano Axios che ha confermato i tentativi del primo Ministro israeliano di ricucire i rapporti con l’ex presidente degli Stati Uniti, e candidato repubblicano, hanno mostrato alcuni progressi dopo il tentativo di assassinare Trump.

Nelle prime ore del mattino registrati attacchi aerei americani contro l’aeroporto internazionale di Hodeidah, secondo le fonti yemenite si è trattato di tre raid di aerei statunitensi-britannici sull’aeroporto internazionale di Hodeidah. 

Come di consueto il giovedì il leader Houthi, Abul Malik al Houti ha tenuto un discorso: “Dio ha desiderato il jihad per il Suo bene e ne ha spiegato l’importanza, i risultati e i grandi e grandi guadagni”. “La brutalità del nemico israeliano a Gaza è un quadro chiaro del percorso dei criminali contro i quali Dio ci ha comandato di condurre il jihad”. 

Dure critiche ai paesi arabi vicini geograficamente al popolo palestinese che stanno sostenendo Israele come Giordania, Egitto e Arabia Saudita. Paese nel mirino Houthi per cui si prevedono attacchi a breve da parte di Ansar Allah insieme alla Resistenza Islamica irachena. 

Al Houthi ha elogiato le Brigate Al-Qassam, insieme alle Brigate Al-Quds e al resto delle fazioni nella Striscia di Gaza, perchè: “sono state in grado di adattarsi al campo di battaglia”. Al Houthi ha anche parlato di nuovo reclutamento e fabbricazione di armi da parte della resistenza palestinese “sotto un blocco molto severo sulla consegna di armi a Gaza”. Secondo al Houthi: “Il livello di impatto delle operazioni a Gaza è arrivato al punto di impedire al nemico di insediarsi in qualsiasi asse in cui volesse insediarsi”. Ha anche citato la questione del Libano sud – nord Israele “Il fronte Hezbollah è un fronte importante, attivo, caldo e influente contro il nemico israeliano”. 

In merito alle operazioni condotte dagli Houthi, Abdul Malik al Houthi ha detto: “Questa settimana, il Fronte iracheno ha effettuato operazioni con droni verso il porto di Haifa e contro obiettivi nella zona di Umm al-Rashrash (Eilat). Le operazioni del Fronte yemenita nella Battaglia della Conquista Promessa e del Sacro Jihad questa settimana sono state effettuate con 25 missili balistici e alati, un drone e una nave da guerra”. Mentre: “Il numero totale di navi prese di mira legate ad americani, israeliani e britannici ha raggiunto le 170 navi”. Le operazioni di Ansar Allah vanno dal Mar Rosso, nel Mar Arabico, nel Golfo di Aden e a Bab al-Mandab. Ed ora spiega al Houthi: “Cerchiamo, a Dio piacendo, di rafforzare le operazioni nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo dopo che sarà diventato un campo sotto controllo. […] sposteremo il livello di escalation e di influenza sempre più verso l’Oceano Indiano e il Mar Mediterraneo”. 

Ed ora uno sguardo all’aggravamento Israele – Hamas – Hezbollah aggiornato alle ore 16:00 del 18 luglio. 

Tra le prime ore e il tardo pomeriggio del 18 luglio, Israele ha attaccato due auto uccidendone i passeggeri nel sud del Libano, tra i deceduti due leader uno di Hamas uno di Hezbollah. Il primo attacco è avvenuto nella Bekaa occidentale. Il movimento Hamas piange il rappresentante nel Consiglio legislativo palestinese, Muhammad Shihab Abu Abd al-Rahman; nell’area di Jabal al-Battam, è morto Hassan Ali Mhanna, abitante del villaggio di Jebal al-Battam. Secondo l’IDF un aereo dell’IAF ha colpito ed eliminato Mohammed Jabarah, membro di Hamas in Libano, nella zona di Beqaa. Mohammed Jabarah è stato responsabile di attacchi terroristici e lanci di missili contro lo Stato di Israele, compresi attacchi coordinati con l’organizzazione terroristica Jamaa Islamiya.

Inoltre, l’artiglieria israeliana ha preso di mira i seguenti villaggi nel sud del Libano: Al-Bustan, Kfar Hammam, Marwahin, Kfarkila, Blida. 

Sempre le IDF in un comunicato scrivono che l’IAF ha colpito le infrastrutture di Hezbollah nell’area di Ain El Tineh e due postazioni militari di Hezbollah nelle aree di Zibqin e Maryamine nel Libano meridionale. Inoltre, l’artiglieria dell’IDF ha colpito l’area di Blida, nel sud del Libano, per eliminare una minaccia.

A partire dalle 05:54 del mattino del 18 luglio le sirene sono entrate in finzione nelle comunità vicino alla Striscia di Gaza e nell’area di Nir Am, si è accertato che si trattava di una falsa identificazione.

Anche a Gaza L’IDF e l’ISA hanno eliminato il comandante delle forze navali del Jihad islamico, Anas Murad a e un altro elemento di Hamas, Ahmad Almasri, che ha partecipato al massacro del 7 ottobre.

Le truppe dell’IDF continuano un’attività operativa nell’area di Rafah. Nell’ultimo giorno, le truppe dell’IDF hanno localizzato diversi pozzi di tunnel nell’area. Inoltre, in coordinamento con l’IAF, sono stati uccisi diversi elementi di Hamas. Neutralizzato anche il cecchino che ha ucciso il sergente di prima classe Tal Lahat. In un’operazione congiunta IDF e ISA, circa 20 uomini di Hamas del battaglione Al-Shati, inclusi uomini delle al Nukhba, addetti alla sorveglianza, ingegneri e cecchini, sono stati colpiti dall’IAF ed eliminati, tra questi Ismael Shakshak, che ha partecipato all’aggressione nel territorio israeliano del 7 ottobre. 

A Gaza sud le Brigate Al-Qassam hanno attaccato militari israeliani di stanza nell’area “Al-Izba”, a sud-ovest del quartiere Tal Al-Sultan nella città di Rafah, con colpi di mortaio, insieme alle Brigate Al-Nasser. 

In Cisgiordania le al-Qassam rivendicano la responsabilità di aver sparato e ferito tre soldati israeliani a est di Tulkarem Le Brigate Al-Qassam, hanno rivendicato, martedì, la responsabilità dell’operazione Tulkarem, che ha portato al ferimento di tre coloni. Sarebbero state 14 azioni di resistenza in Cisgiordania in 24 ore da parte delle milizie affiliate ad Hamas. 

Nella giornata del 18 di luglio si registrano feriti israeliani per una della bomba in un veicolo israeliano a Hermish, a ovest di Jenin vicino al checkpoint di Barta’a. Nord della Cisgiordania, i feriti sarebbero almeno tre. 

Cinquanta cittadini sono stati sfollati dalle loro case dopo la demolizione di 5 case nel villaggio di Al-Walaja a Gerusalemme.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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