
Israele annuncia ufficialmente l’apertura del valico di Rafah oggi. La decisione arriva a seguito della parte del piano in 20 punti del Presidente Trump di accordo di pace per Gaza. Israele ha accettato di aprire il valico di Rafah al solo passaggio dei civili, sotto la piena supervisione israeliana.
Secondo il piano, nella prima fase, sarà presente l’Unità del Coordinatore Governativo nelle aree e il servizio di sicurezza Shin Bet al valico, e l’ingresso nella Striscia di Gaza sarà limitato quotidianamente, mentre l’uscita sarà libera senza restrizioni.
Secondo fonti social vicino alla Resistenza islamica: “Il governo tecnico nella Striscia di Gaza ha iniziato la sua attività, ma dal territorio egiziano e non da Gaza”. Il capo dell’intelligence egiziana, Hassan Rashad, ha ospitato il 17 gennaio i membri del “Comitato Nazionale Palestinese per l’Amministrazione della Striscia di Gaza”.
Il valico di Rafah è ai confini con l’Egitto paese che sta attivamente partecipando alle operazioni di monitoraggio per il cessate il fuoco e non solo. Nei giorni scorsi il Comando Centrale dell’Esercito degli Stati Uniti (CENTCOM) ha pubblicato e poi rimosso fotografie che mostrano ufficiali egiziani presso il Centro di Coordinamento Civile-Militare (CMCC) di Kiryat Gat, in Israele.
Le fotografie, che raffiguravano la prima presenza militare egiziana sul suolo israeliano, sono state rimosse su richiesta delle autorità egiziane.
Gli ufficiali egiziani fanno parte della delegazione internazionale presso il CMCC, incaricata di monitorare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, coordinare le consegne di aiuti umanitari a Gaza e pianificare la stabilizzazione post-conflitto.
Il CMCC è stato istituito nell’ottobre 2025 per attuare il piano in 20 punti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la ricostruzione di Gaza. Attualmente impiega centinaia di personale proveniente da diversi paesi. inclusi ufficiali dell’intelligence e strateghi militari di Regno Unito, Francia e Germania.
Il presidente Egiziano è impegnato da molti mesi a sostegno della fine del conflitto di Gaza. L’Egitto è uno dei paesi che dal conflitto Israele Hamas ha perso di più. Il Canale di Suez infatti è una delle strutture che ha perso interini economici di più dopo il porto di Eliat in Israele a causa del blocco navale imposto dagli Houthi. Ed ora lo stesso al Sisi sta chiedendo anche una deescalation in Medio Oriente e nei confronti della crisi iraniana perché significherebbe che tutta la regione esploderebbe. Il 21 gennaio il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha tenuto colloqui telefonici separati con la sua controparte iraniana e con l’inviato speciale di Trump, Steve Whitkoff, ma non sono stati fatti progressi.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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