#ISRAELHAMASWAR. Il mercante di segreti fa tremare ancora i salotti frequentati dal Mossad. Impostore?

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Sulla social sfera ha avuto ampio risalto la storia di quello che stato definito il mercanti di segreti Ari Ben-Menashe. Ritorna in auge con il caso Epstein. Ma era già uno dei protagonisti del libro The Samson Option del 1991 di Seymour Hersh. 

Ari Ben-Menashe sostiene l’ipotesi che Epstein fosse legato a servizi segreti, in particolare al Mossad. Ben-Menashe, ex agente dell’intelligence israeliana, nel 2020, in un’intervista alla russa RT International, ha dichiarato che sia Epstein sia Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell, erano agenti del Mossad. Secondo Ben-Menashe, Epstein gestiva un’operazione di raccolta di informazioni e ricatto, utilizzando le sue dimore piene di telecamere nascoste per compromettere personaggi potenti. L’8 agosto del 2025 l’ex agente dell’intelligence israeliana Ari Ben-Menashe disse in diretta tv: “Epstein è stato usato per incastrare diversi presidenti degli Stati Uniti”. Parlando con Going Underground, Ben-Menashe ha affermato che Jeffrey Epstein lavorava per l’intelligence israeliana, conducendo operazioni per incastrare e per ricattare diversi presidenti degli Stati Uniti

Ari, il cui nome si traduce dal farsi come “persiano, ariano”, ha navigato tra gli interessi di personaggi influenti della sicurezza e della politica. Lavorava per l’intelligence militare israeliana, AMAN, ma era disposto a far trapelare informazioni sensibili sulla politica israeliana, se necessario. Lavorava per gli americani, ma anche lì era disposto a parlare della scandalosa vendita di armi all’Iran. Ari non aveva dubbi che prima o poi avrebbero cercato di eliminarlo, quindi è sempre stato abile nel far trapelare informazioni sensibili all’opinione pubblica per salvarsi la vita. Sebbene molti lo considerino ancora un “impostore”.

Ari Ben-Menashe è nato nel 1951 a Teheran, in Iran, da genitori ebrei iraniani. Da bambino, la sua famiglia si trasferì in Israele, dove in seguito prestò servizio nell’esercito. Secondo le sue stesse dichiarazioni, dal 1977 al 1987 lavorò per l’agenzia di intelligence militare israeliana AMAN, occupandosi di questioni relative al Medio Oriente e all’Iran. Alla fine degli anni ’80, Ben-Menashe si trovò al centro di uno scandalo internazionale di alto profilo. Affermò di aver partecipato a operazioni segrete israeliane e statunitensi per fornire armi all’Iran in cambio di concessioni politiche e del rilascio di ostaggi, episodi che in seguito divennero noti come l’affare Iran-Contra.

Nel 1989, fu arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di aver venduto illegalmente aerei da combattimento all’Iran, ma un anno dopo un tribunale lo assolse. Ben-Menashe emigrò poi in Canada, dove ottenne la cittadinanza e fondò la società di consulenza Dickens & Madson (Canada) Inc. Dagli anni ’90, Ben-Menashe si è dedicato all’attività di lobbying e consulenza politica, specializzandosi in paesi con regimi instabili. Ha affermato di aver consigliato o rappresentato i leader di Zimbabwe, Congo, Sudan, Venezuela e diversi altri politici mediorientali e africani.

Nel 2020, la sua azienda è stata incaricata da Sadyr Japarov, allora presidente ad interim del Kirghizistan, di fare lobbying a Washington. Nel 2021, Ben-Menashe ha firmato un contratto del valore di circa 2 milioni di dollari con l’esercito del Myanmar, salito al potere dopo il colpo di stato.

Il mercante di segreti è particolarmente noto per il suo coinvolgimento diretto nell’importante vicenda Iran-Contra, ma numerosi timbri sul suo passaporto indicano che ha condotto accordi anche in altri paesi. Non ha ignorato nemmeno l’Africa. Ari è stato avvistato in Zimbabwe, Repubblica Democratica del Congo, Kenya e Sudan. Ari attualmente risiede in Canada, dove è già stato interrogato approfonditamente dalle agenzie di intelligence locali. Ha 73 anni, ma non si è ancora ritirato dal mondo degli affari. Solo negli ultimi cinque anni ha già offerto i suoi servizi come “consulente politico” in Kirghizistan, Myanmar, Botswana, Kenya e Palestina.

Il 10 settembre 2025 si apprendeva dalla social sfera legata alla Resistenza palestinese che: “Negli ultimi mesi, si è svolto dietro le quinte un processo per insediare un nuovo governatore di Gaza, un importante uomo d’affari palestinese di nome Samir Hilila (Samir Huleileh). Secondo le parti interessate, così come secondo i documenti presentati al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, si tratta di un tentativo di portare nel settore qualcuno che operi sotto l’egida della Lega Araba, sia accettabile per Israele e gli Stati Uniti e consenta di affrontare il “giorno dopo” la guerra. Hilila è gestito, tra gli altri, da un controverso uomo di lobbying, un ex israeliano di nome Ari Ben Menashe, che opera dal Canada. Secondo lui, l’iniziativa ha acquisito slancio nelle ultime settimane, in parte grazie agli incontri tenutisi su questo tema negli Stati Uniti e ai contatti presi da Hilila in Egitto”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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