
Le IDF hanno annunciato l’espansione delle operazioni militari in due aree della Striscia di Gaza, il tutto per far pressione su Hamas per liberare i prigionieri anche se questa volta le truppe non entreranno nei tunnel. Il Comandante della Brigata Golani: “L’obiettivo dell’operazione terrestre a Gaza è liberare i rapitori, anche se non andiamo in nessun tunnel o edificio”. Channel 14: “le operazioni militari a Gaza si espanderanno e gradualmente si approfondiranno”. “L’unico modo per fermare la guerra è il rilascio di tutti i rapiti e la fine del governo di Hamas”.
Il padre del prigioniero Nimrod Cohen, ha rivelato nella mattina del 4 di aprile che il ministro vicino a Netanyahu, Ron Dermer, ha detto a chi era vicino a Trump che la maggior parte dei prigionieri era morta nel tentativo di ridurre l’urgenza della necessità del loro rilascio. Sono sempre più deboli le opportunità di portare a casa i prigionieri in mano ad Hamas.
La radio dell’esercito israeliano, riporta le parole dell’opposizione, Yair Lapid,: “Se Netanyahu non rispetta la decisione della Corte Suprema, fermeremo lo Stato fino a nuovo avviso”.
Il re di Giordania chiede la cessazione degli attacchi israeliani a Gaza. Il giornalista Yossi Yhoshah per Yediot Aharonot: “Un evento drammatico sotto la superficie, più vicino ai confini di “Israele”, sta avendo luogo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che punta obiettivi strategici in Siria e cerca – forse – di espandere l’influenza della Turchia nella regione, il che potrebbe rappresentare una minaccia per Israele con il secondo esercito più grande della NATO”.
Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raji ha ribadito ancora una volta: “Il Libano respinge fermamente l’aggressione in corso di Israele, i suoi attacchi quotidiani nel sud e il suo rinnovato attacco a Beirut”. “Invitiamo la comunità internazionale a esercitare la massima pressione su Israele affinché si ritiri da tutti i territori libanesi occupati, ponga fine ai suoi attacchi e alle violazioni della sovranità del Libano, rispetti la cessazione delle ostilità e attui la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.
Dopo l’attacco a Sidone della mattina del 4 aprile, l’Ufficio del primo Ministro libanese: “L’attacco a Sidone o a qualsiasi altra area libanese è una palese violazione della sovranità del Libano, una chiara violazione della risoluzione ONU 1701 e una grave violazione degli accordi di sicurezza relativi alla cessazione delle ostilità”. Il Primo Ministro Nawaf Salam ha sottolineato l’urgente necessità di esercitare la massima pressione su “Israele” per fermare i suoi continui assalti, in particolare sulle aree residenziali, affermando che una completa cessazione delle operazioni militari è essenziale.
Sarebbero almeno tre i morti dopo l’attacco. Il ministro della Difesa Michel Menassa e il ministro degli Esteri Youssef Raji sono arrivati ad Ain el-Tineh per incontrare il presidente del Parlamento Nabih Berri. Fouad Siniora: “La continua violazione del Libano da parte di “Israele” è inaccettabile. Se è richiesta l’attuazione della risoluzione 1701, allora “Israele” è il principale violatore di questa risoluzione, così come dell’intesa raggiunta per attuare questa risoluzione in accordo con i due sponsor internazionali, che devono fare pressione su “Israele” affinché fermi questi attacchi.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornati alle 16:30 del 4 aprile. Un comunicato stampa Houthi recita: “In risposta all’aggressione americana contro il nostro Paese, le forze navali, missilistiche e UAV delle nostre Forze armate hanno preso di mira le navi da guerra nemiche nel Mar Rosso, guidate dalla portaerei americana Truman, con una serie di missili da crociera e droni in un inglese che è stato il secondo nelle ultime 24 ore e continuato per diverse ore”. “Sventati due attacchi contro il nostro paese”
Le forze straniere legate al Ministero della Difesa siriano si sono ritirate dalle basi militari nei villaggi di Tartus, spostandosi alla periferia della città di Tartus a causa delle preoccupazioni per i potenziali attacchi aerei israeliani. Il ritiro ha coinvolto 15 veicoli e numerosi membri del personale, in seguito ai recenti attacchi israeliani che hanno preso di mira siti militari, tra cui un significativo assalto all’aeroporto di Hama.
Gli aerei da guerra israeliani hanno anche colpito l’aeroporto T4 e il Centro di ricerca scientifica di Damasco, mentre le forze di terra hanno bombardato le aree di Daraa. Le forze israeliane sono state avvistate vicino a Nawa, ma non è ancora chiaro se stabiliranno una presenza permanente.
L’esercito libanese sventa un tentativo di 192 siriani di infiltrarsi al confine tra Libano e Siria nel nord. Un’unità UNIFIL è entrata nella periferia di Kfar Hamam nel Libano meridionale senza coordinarsi con l’esercito libanese. Sulla via del ritorno, l’unità non si è fermata al posto di blocco dell’esercito libanese all’ingresso della città.
Successivamente, l’esercito ha intercettato la pattuglia UNIFIL in uno dei suoi posti di blocco nella zona per chiarire lo scopo del suo movimento nella periferia di Kfar Hamam. Sono stati presi contatti con la leadership UNIFIL per protestare contro le azioni della forza finlandese, che ha operato al di fuori del quadro di coordinamento e conformità per fermarsi a un posto di blocco dell’esercito. Tre attacchi aerei israeliani hanno preso di mira la periferia di Naqoura
Un attacco aereo israeliano colpisce un’auto Rapid alla periferia di Alma Al-Shaab, Libano meridionale. Colpito e ucciso il leader delle Brigate Al-Qassam, Hassan Ahmed Farhat noto come: Abu Yasser, ucciso con suo figlio e sua figlia in un raid israeliano che ha preso di mira la loro casa nella città di Sidone, a sud del Libano, all’alba di oggi. Elicotteri nemici israeliani hanno attaccato altre case prefabbricate a Naqoura.
Tre raid su Tiro, nel sud del Libano.
Intercettato missile proveniente dallo Yemen su Israele.
Il Ministero della Salute a Gaza: nelle ultime 24 ore sono arrivati negli ospedali 86 morti e 287 feriti. Attaccata più riprese Khan Yunis. Almeno 10 i morti. Raid lanciati dagli aerei di Israele nel quartiere di Al-Shujaiya e nel quartiere di Al-Tafah, a est della città di Gaza.
Israele tenta di bloccare la marcia di di Kafr Qaddum a est di Qalqilya scontri tra manifestanti e poliziotti. Il Palestine Information Center “Ma’ta” ha riferito ieri sera che in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme, sono stati registrati 14 atti di resistenza nell’arco di 24 ore.
Un palestinese è stato ucciso a Husan, a ovest di Betlemme in scontri con le IDF. Ancora scontri a Jenin. Per il 68° giorno consecutivo: IDF continua la sua azione su Tulkarem e i suoi due accampamenti e continua per il 55esimo giorno l’attacco contro il campo di Nour Shams. Le forze di Israele prendono d’assalto le città di Salem e Qasra, distretto di Nablus.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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