#ISRAELHAMASWAR. I vantaggi di Israele nel tutelare le minoranze etniche in Siria: drusi e curdi. Non gli alawiti 

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I drusi sono una delle tante minoranze della Siria. Secondo la social fera siriana: “ i drusi sono una setta dell’Islam e, proprio come qualsiasi altro gruppo religioso o setta, i siriani drusi fanno parte della società siriana. Alcuni erano ingegneri, medici, insegnanti, e hanno avuto un ruolo nella protezione della Siria anche sotto il regime di Bashar al Assad. Tuttavia, sono una minoranza”.

Essendo una minoranza nel momento di difficoltà cercano sempre solidi alleati anche fuori dai confini, leggasi Israele. Tel Aviv schierandosi con i drusi, si guadagna un alleato, sfruttando la debolezza di una minoranza per ottenere sostenitori e lealisti. I drusi, inoltre, geograficamente parlando, si trovano nella parte meridionale della Siria, la loro presenza strategica è sfruttabile e reclutabile sotto “protezione”, quindi Israele ha le sue motivazioni per schierare le proprie truppe e conquistare quanti più territori possibile espandendo la propria presenza nei territori siriani abitati dai drusi.

Stesso scenario con i curdi e i loro movimenti separatisti. I curdi desiderano disperatamente l’indipendenza territoriale e non solo da ora, quindi Israele si è affrettato a giocare un ruolo di sostenitore amichevole, guadagnando così più alleati, poiché i curdi hanno spesso gli stessi nemici di Israele, leggasi l’Iran. La protezione dei curdi siriani è altrettanto strategica per Israele. I curdi vivono nel nord della Siria ai confini con la Turchia altro paese con cui Israele ha un rapporto di amore e odio e quindi grazie ai curdi può avere una sorta di sorveglianza sulle manovre e i desiderata turchi. 

Allo stesso tempo i drusi e i curdi possono dire di aver avuto sostegno da Israele quando nessun altro glielo dava. La stessa cosa non è successa con gli alawiti, anche questa una minoranza che però è molto vicina agli sciiti duodecimani, e Israele non è “amicale” verso gli sciiti, poiché sono gli sciiti iraniani, a combatterli, quindi non vede alcun vantaggio nello schierarsi con gli alawiti e offrire loro protezione, conoscendo la natura degli alawiti e la vicinanza allo sciismo duodecimano, che può anche tradursi in vicinanza al sostegno, all’appoggio e all’allineamento con Iran ed Hezbollah.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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