#ISRAELHAMASWAR. HTS e Alawiti si combattono sulla costa siriana: Israele entra a Daraa. In azione anche i sunniti libanesi pro Jawlani. Scontri tra Hezbollah e HTS al confine libanese

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La balcanizzazione della Siria è in atto, si cerca di epurare tutte le minoranza etniche che fino ad ora in un qualche modo avevano convissuto sotto il nome Siria indipendentemente da chi governasse comunque la famiglia Assad. 

Possiamo riscontrare tre aree di conflitto aperto con morti ammazzati quotidiani. Abbiamo il lato SDF che è costantemente nelle mire di turchi, in quanto curdi che siedono letteralmente sull’oro nero siriano e che cercano di resistere ai Turchi. 

Nel profondo sud c’è Israele che approfittando degli scontri sulla costa sta allargando in un post si legge: “Dopo che tutti i gruppi terroristici HTS (governo al Jawlani/al Shara) si sono mossi per uccidere il popolo siriano sulla costa e hanno lasciato Daraa esposta a Israele, gli abitanti della città di Harrah, nella campagna di Daraa, sono in massima allerta in previsione di qualsiasi incursione israeliana. In modo particolare a Israele interessano le alture del Golan che hanno già preso e sono interessati a creare un governo tuono da dare in mano ai drusi che vi abitano. Questo in funzione anti sciiti rivoluzionari e anti sunniti rivoluzionari che potrebbero minacciare Israele. In alcune foto si vedono “i siriani della campagna di al-Qunaitra, nella Siria meridionale, che vivono sotto controllo israeliano, protestare contro le cellule pro-Assad e contro il Coastal Shield”. 

Nella notte Israele ha lanciano 4 razzi di segnalazione nella campagna di al-Qunaitra, nella Siria meridionale. Le forze israeliane hanno sparato con le mitragliatrici vicino alla città di Suwaysa e Kodna, nella campagna di al-Qunaitra, nella Siria meridionale, intimando ai residenti di restare dentro. I rinforzi israeliani sono arrivati a Jabah, sempre nella campagna di al-Qunaitra, nella Siria meridionale.

Nel frattempo nelle uniche città non toccate dalla rivoluzione siriana in quanto a maggioranza alawita è iniziata la guerra civile: Tartus e Latakia. Sempre secondo account siriani filo alawiti: “Il governo in carica ha iniziato a distribuire armi gratuitamente ai civili a loro fedeli, una mossa che segnala conseguenze catastrofiche e rivela intenzioni premeditate di trascinare la regione in ulteriore caos e violenza”. Ricordiamo che era successo lo stesso nel 2011 da parte degli alawiti in funzione anti sunnita. 

Il 7 marzo il Comando operativo del Consiglio supremo di difesa del nuovo governo siriano ha postato il seguente messaggio: “L’inizio della battaglia di Tartous. Chiediamo a tutta la nostra gente a Tartus di restare a casa”. Settanta morti accertati nella prima notte di battaglia. Le moschee di Idlib chiedono una mobilitazione generale contro le cellule pro-Assad in Siria.

I canali dei gruppi affiliati a HTS (governo Jawlani/al Shara) ora vendono su Telegram foto di alawiti decapitati. Lo slogan che gira tra i combattenti di Jawlani nella social sfera è “O la Siria sarà nostra, o la bruceremo da cima a fondo”.

Nella tarda mattinata del 7 marzo le fazioni siriane alawite (Coastal Shield Brigade) annunciano il controllo del ponte Mi’ar Shaker a Tartous e anche il porto, e Istamo airbase. Negli scontri casa per casa vengono uccisi indistintamente uomini, donne, bambini. 

Ghiath Suleiman Dalla, Comandante del Consiglio Militare Alwaite per la Liberazione della Siria (contro al Jawlani) ha dichiarato: “Stiamo lavorando per negoziare con Jabhat al-Nusra (HTS) per il rilascio dei nostri prigionieri e soldati detenuti nelle prigioni delle bande, in cambio del loro completo ritiro dalle coste siriane. Trattiamo bene i prigionieri e garantiamo loro la sicurezza. I terroristi di Jabhat al-Nusra dovrebbero prestare attenzione: abbiamo centinaia di loro prigionieri e le nostre condizioni sono semplici, non complicate. Devono espellere immediatamente i terroristi stranieri dalle coste.

Il comandante delle operazioni Coastal Shield Muqdad Fatiha ha inoltre invitato drusi, curdi, sciiti e sunniti a combattere “contro le bande terroristiche di Jawlani”. Nel frattempo dal Libano, i sunniti libanesi armati di Wadi Khaled hanno espresso il loro sostegno e hanno annunciato di essere pronti a supportare il governo siriano per attaccare gli alawiti in Siria. 

Inoltre si segnalano scontri lungo il confine Hermel-Homs (confine libanese-siriano), tra clan libanesi pro-Hezbollah e le forze governative siriane. Nella tarda mattina del 7 marzo sono nuovamente scoppiati violenti scontri tra clan libanesi e le forze governative siriane lungo il confine tra Siria e Libano, nelle regioni di Hermel-Homs.

Si registrano imboscate a Aleppo ai danno dei convogli governativi. Mentre la Turchia sta inviando convogli a a sostegno di al Jawlani. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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