
A quanto si apprende dai media vi sarebbe in corso un confronto tutto americano per il fallimento delle operazioni nello Yemen contro gli Houthi. “Il 10 di luglio lo Yemen ha ampliato il cerchio delle controversie americane”, titolavano account on line, a quanto pare il vicepresidente della commissione intelligence del Senato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha lanciato un attacco senza precedenti contro il presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Rubio ha riferito che gli attacchi statunitensi allo Yemen non hanno raggiunto i loro obiettivi, spiegando che tutti avevano preso di mira magazzini vuoti. Rubio ha cercato di incolpare il presidente degli Stati Uniti Biden. Le dichiarazioni di Rubio sono arrivate alla vigilia dell’inizio di un ampio dibattito mediatico in America sulle ragioni del fallimento americano nella battaglia in Yemen. Battaglia intrapresa per sbloccare la via del mare bloccata dagli Houthi con gli attacchi contro le navi in funzione anti israeliana. La maggior parte degli esperti attribuisce la questione a un fallimento dell’intelligence.
Nel gennaio di quest’anno, gli Stati Uniti hanno iniziato una massiccia aggressione contro lo Yemen, che comprendeva la maggior parte dei governatorati yemeniti. Secondo reti social però, i dati dell’intelligence sui siti Houthi non erano stati aggiornati. Lo stesso leader di Ansar Allah, Abdul Malik al-Houthi, in più occasioni ha riferito che i bombardamenti anglo-americani hanno continuato ad attaccare gli stessi siti che venivano attaccati durante il conflitto con Emirati e Arabia Saudita, solo che questi siti sono abbandonati da anni.
Non ha funzionato nemmeno l’azione di disturbo che il governo di Aden avrebbe dovuto fare contro gli Houthi che hanno dimostrato avere una superiorità “militare” nella gestione della guerra elettronica nonostante ad Aden arrivasse sostegno dai britannici.
Anche dal Regno Unito cominciano ad arrivare segnali di allarme, vi sarebbe infatti preoccupazione per le recenti operazioni di Sanaa: “le più vaste finora”. I media britannici hanno espresso preoccupazione per le recenti operazioni effettuate da Sanaa nel Mar Arabico e nel Golfo di Aden e hanno confermato che rappresentano un ampliamento della portata degli attacchi. A preoccupare anche il crescente utilizzo da parte degli Houthi di imbarcazioni con trappole esplosive nel Mar Rosso.
Gli attacchi sono destinati inoltre ad aumentare con la V fase di escalation promessa da Abdul Malik al-Houthi visto che la guerra a Gaza non si è fermata. Fase che sarà portata avanti con il supporto della resistenza islamica irachena.
L’Arabia Saudita nel tentativo di frenare Ansar Allah ha lanciato una nuova escalation contro il settore commerciale nelle aree controllate dal governo di Sana’a. Ha incaricato il governatore della Banca Centrale di Aden di annullare le licenze di sei banche che in precedenza avevano smesso di trattare con loro perché si erano rifiutate di spostare i loro centri da Sanaa ad Aden.
Secondo un documento diffuso dagli attivisti, il governatore della Banca di Aden ha chiesto alla società del sistema “SWIFT” di ritirare il sistema dalle sei banche entro una settimana, per impedire loro di effettuare bonifici bancari.
Il passo rappresenta una nuova escalation che troverà una risposta, soprattutto da quando il leader del movimento Ansar Allah, Abdul-Malik al-Houthi, ha avvertito l’Arabia Saudita che qualsiasi attacco all’economia e al sostentamento dei cittadini sarà accolto con una simile violenza. Ha parlato di stabilire una nuova equazione: “banche per banche, aeroporto di Riyadh per aeroporto di Sana’a e porti per porto”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/













