
Nolenti o volenti, per la risoluzione del conflitto tra Israele e Hamas ci sono almeno altri tre attori da cui non si può prescindere perché direttamente coinvolti nel conflitto: la resistenza islamica, Hezbollah e gli Houthi: tutti fanno capo all’Iran.
In modo particolare gli Houthi per voce del Comandante della Brigata di Difesa Costiera delle Forze di Sana’a, Generale Muhammad Ali Al-Qadiri, il 28 febbraio hanno dato la loro versione dei fatti rispetto agli attacchi statunitensi-britannici: “La Marina yemenita possiede armi di qualità avanzata che svolgono complesse missioni offensive e deterrenti contro flotte e navi americane e britanniche nelle acque territoriali”.
Il Generale Muhammad Ali Al-Qadiri, ha spiegato che la sua Brigata è a difesa della costa e protegge le acque territoriali con tutte le capacità e impone la sua sovranità sulle acque territoriali dello Yemen. In realtà non è la prima volta che il generale parla ai media precedentemente aveva detto: “Siamo orgogliosi delle capacità militari avanzate che abbiamo raggiunto oggi, e le ambizioni sono ancora grandi, e saranno raggiunte, grazie a Dio e grazie alle indicazioni di la leadership rivoluzionaria, politica e militare”.
E ancora: “Lo diciamo oggi con tutto orgoglio. Siamo custodi della rotta di navigazione nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden, nel Mar Arabico e nello Stretto di Bab. Al-Mandab, e nessuno avrà la sovranità sulle nostre acque territoriali e sulla geopolitica del nuovo Yemen, che si sta riprendendo, forte e fortemente presente nei forum internazionali”.
Secondo Al-Qadiri la battaglia per l’Alluvione di Al-Aqsa e la partecipazione dello Yemen all’imposizione del blocco navale su Israele e “al confronto con le forze navali più potenti del mondo, America e Gran Bretagna, durante i quali le forze armate yemenite hanno imposto una battaglia qualitativa con regole tattiche e capacità militari superiori, che non erano nella mente dei paesi della coalizione per proteggere le navi israeliane, che affronta il suo destino con la più grande battuta d’arresto nella storia delle guerre navali”.
In effetti quando gli Houthi sono entrati in campo pro Hamas questi non li hanno molto apprezzati, ma a entrare subito in sintonia con Ansar Allah è stato Hezbollah e la Resistenza islamica, evidentemente la pianificazione del blocco navale non è stata fatta tanto con Hamas quanto con Hezbollah e l’Iran.
In ogni caso, il comandante della brigata di difesa costiera ha osservato che la marina yemenita “è stata ricostruita al massimo livello e ora possiede armi di qualità avanzata, dai missili alle cannoniere e ai droni sottomarini. Il cambiamento qualitativo nelle operazioni militari per scoraggiare navi e corazzate americane e britanniche, che sono ora sotto il fuoco della marina yemenita nel Bahrein rosso e arabo e Bab al-Mandab, ha rivelato a tutti i paesi del mondo che lo Yemen è diventato una figura difficile e una fonte di ispirazione per i popoli liberi”.
Secondo al-Qadiri gli Houthi hanno i sottomarini e li hanno perché spiega il comandante: “sono considerati uno dei pilastri delle forze navali e il mezzo di attacco più importante nelle guerre e negli scontri marittimi in cui i paesi competono per armarsi con loro e svilupparli con le specifiche e le tecnologie più recenti”. A detta di al Qadiri ci sono “sottomarini nucleari e missilistici con equipaggio, sottomarini destinati allo spionaggio e all’intelligence e sottomarini d’attacco senza equipaggio (droni marini) controllati a distanza, che sono considerati i sottomarini più pericolosi. In battaglia, i paesi produttori sono arrivati a sviluppare sottomarini senza pilota come uno dei migliori mezzi d’attacco che hanno un impatto profondo. Nelle guerre contemporanee e future, molti di questi sottomarini sono stati progettati, guidati da sottomarini spia e sottomarini suicidi, che sono considerati un nuova parte nell’elenco delle armi moderne più importanti”. Non ha spiegato di cosa è in realtà in possesso la marina di Ansar Allah ma di certo quello che ha viene dall’Iran.
Nella sua lunga dichiarazione Al-Qadiri ha continuato: “Lo stato di ansia e confusione è diventato evidente, soprattutto tra l’amministrazione americana, che ha annunciato con dichiarazioni di sconfitta e preoccupazione per il possesso da parte dello Yemen di questa tecnologia avanzata, che è considerata una nuova aggiunta al suo capacità missilistiche e aeree, che hanno infranto la superiorità delle flotte americane e hanno completamente fallito nel proteggere le navi di Israele”. Sono in Bahrein, russo e arabo.
Lo Yemen sarebbe diventato secondo il Comandante: “una nazione forte e temuta che deve affrontare le potenze coloniali. Lo Yemen sta con orgoglio dalla parte della verità e a sostegno degli oppressi di Gaza, che stanno morendo di fame e sete in una situazione che ha superato la fase catastrofica sotto un assedio globale imposto dall’entità criminale sionista, in coincidenza con la sua aggressione contro la Striscia di Gaza e i massacri genocidi che sta commettendo contro i civili”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio










