#ISRAELHAMASWAR. Hezbollah: Nessuno può disarmarci. Yemen: prosegue la conquista emiratina verso Marib. Contestata nomina del numero uno del Mossad voluto da Netanyahu 

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Donald Trump prevede di annunciare che il processo di pace per Gaza è entrato nella sua seconda fase il 25 dicembre, riporta Axios. La seconda fase dell’accordo prevede il ritiro del grosso delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, il dispiegamento di una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) e l’istituzione di una nuova struttura di governo. Sarà guidata da un “Consiglio di Pace” che, sotto la guida di Donald Trump, includerà circa 10 leader di paesi arabi e occidentali.

Il cinque dicembre Vladimir Putin in una dichiarazione ha detto: “La creazione di uno Stato palestinese indipendente è la chiave per risolvere il problema della Striscia di Gaza e la Russia è pronta a sostenere il piano di Trump per Gaza, e l’amministrazione deve essere trasferita all’Autorità Nazionale Palestinese”.

Benjamin Netanyahu ha nominato il generale Roman Goffman, di origine bielorussa, direttore del servizio di intelligence estero del Mossad, secondo quanto riportato dal Jerusalem Post. Goffman dovrebbe sostituire l’attuale capo del servizio di intelligence, David Barnea, nel giugno 2026. Goffman è nato in Bielorussia nel 1976 ed è emigrato con la famiglia in Israele nel 1990, dove ha iniziato la sua carriera militare, iniziando il servizio nei corpi corazzati. Nel 2019 è stato promosso a generale di brigata e successivamente, nel 2024, a generale di divisione. È stato ferito nell’attacco terroristico del 7 ottobre 2023. Successivamente è stato nominato Segretario Militare del primo Ministro di Israele.

Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, lo ha dichiarato in diretta tv con queste parole: “Ho nominato il Segretario Militare, il Maggiore Generale Roman Goffman, a capo del Mossad”

L’Israel Hayom citando le parole del giornalista Yoav Limor,: “Non c’è modo di dirlo in modo educato, e non c’è bisogno di indorare la pillola: il primo Ministro Benjamin Netanyahu sta giocando con la sicurezza del Paese, nominando individui inesperti e non qualificati per le posizioni più delicate in Israele. Le strette relazioni, e la conseguente lealtà personale, sono state la base per la nomina di Roman Gofman a nuovo capo del Mossad, non per nessuna delle presunte ragioni professionali citate da Netanyahu nel suo annuncio”.

Dal Libano, il primo Ministro libanese Nawaf Salam ha ribadito alla delegazione internazionale: “la necessità di fare pressione su ‘Israele’ per costringerlo a rispettare i propri obblighi” Secondo il Giornalista Khalil Nasrallah: “c’è un’insistenza da parte del Presidente della Repubblica e del Governo nel far intervenire forze straniere dopo l’UNIFIL, sotto il nome di “internazionalizzazione” o “chi vuole restare, resti!”, e questa è una questione “casuale”, ma mostra uno degli obiettivi di una squadra di libanesi.

Nel frattempo Hezbollah ha pubblicato un nuovo video con la didascalia “Siamo stati e rimarremo… i primi a combattere”. Un chiaro messaggio per gli Stati Uniti per Israele. Il 5 dicembre ad ascendere all’agone politico il Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, proclamato durante la festa organizzata da Hezbollah “Najieh e Maddad” in onore degli studiosi martiri sulla strada per Gerusalemme e del popolo di Bas, presso il “santuario di Sua Eminenza Sayyed Hassan Nasrallah”, nella periferia meridionale di Beirut. Tra le frasi più significative: “Il jihad è un fondamento del nostro sistema islamico su cui siamo cresciuti. Siamo in uno stato di due jihad, il jihad del sé e il jihad dell’esercito. Abbiamo lavorato come Hezbollah per impegnarci nei valori costanti dell’Islam, abbiamo lavorato sul jihad e sulla nobile morale e abbiamo creduto nella stessa parola. Vogliono affrontare la resistenza perché presenta un progetto di cambiamento che ha patriottismo, dignità e indipendenza, e gli arroganti non lo vogliono”.

E ancora Qassem ha detto: “Hezbollah ha dimostrato di essere un polo che unisce gli altri a livello nazionale ed è stato in grado di contribuire alla formazione di una resistenza globale per tutte le forze. Hezbollah è riuscito a costruire un rapporto con la più importante corrente cristiana nel 2006, con il Movimento Patriottico Libero, dove è stato in grado di fornire un modello per un’alleanza tra Hezbollah e una forza influente sulla scena cristiana”. “È naturale che ci siano divergenze politiche all’interno del Paese, ma la sua organizzazione dovrebbe essere conforme alla Costituzione e al sistema legislativo.” “Collaboriamo con tutti per costruire lo Stato, liberare il territorio, e le nostre azioni lo dimostrano: non aspettiamo un certificato da nessuno e non rilasciamo certificati a nessuno. Nessuno dovrebbe opporsi al rilascio di certificati nazionali, hanno bisogno di qualcuno che li assolva dai loro brutti trascorsi politici, dai loro crimini e dalla guerra civile”. “Collaboriamo con tutti per costruire lo Stato, liberare il territorio, e le nostre azioni lo dimostrano: non aspettiamo un certificato da nessuno e non rilasciamo certificati a nessuno”. “Le elezioni parlamentari rivelano la realtà e sono decisive.”

Su Israele ha dichiarato: “L’aggressione israeliana non è finalizzata al possesso di armi o alla resistenza di Hezbollah, ma all’istituzione di un’occupazione graduale.” “Questo nemico è un nemico espansionista che non ha rispettato l’accordo e ci sono attacchi costanti, e non è per il bene delle armi presenti a Hezbollah, ma piuttosto per stabilire una graduale occupazione del Libano e attirare il “Grande Israele” attraverso le porte del Libano”. “America e “Israele” non hanno alcuna relazione con il modo in cui organizziamo i nostri affari interni”. “I limiti che dobbiamo rispettare in tutte le nostre relazioni sono i limiti dell’accordo che parla esclusivamente di sud del fiume Litani.” “Israele e l’America non hanno alcun rapporto con le armi, il ripristino delle capacità e la strategia difensiva, né con le relazioni tra i libanesi.” “Americani e israeliani vogliono cancellare la nostra esistenza. Sia chiaro, difenderemo noi stessi e il nostro Paese e non ci arrenderemo né ci ritireremo”. “Nessuno al mondo può impedirci di difenderci, che provino altre soluzioni e cerchino gruppi sconfitti per discuterne con loro”.

Le forze interne di Hamas pubblicano una nota sulle foto di Yasser Abu Shahab dopo la sua uccisione: “Proprio come vi avevamo detto; Israele non vi proteggerà’”. E in una nota stampa affermano “Il destino di Yasser Abu Shabab è il destino inevitabile di ogni traditore” “Israele non sarà in grado di proteggere nessuno dei suoi complici, e l’unità del nostro popolo con le sue famiglie è una barriera di sicurezza, e non sarà un rifugio per bande sospette. Apprezziamo la posizione delle famiglie che hanno preso le distanze da Abu Shabab e da tutti coloro coinvolti nell’attacco al nostro popolo”

La forza di sicurezza “Radea” di Hamas ha annunciato che un clan palestinese locale ha ucciso Yasser Abu Shabab, comandante della milizia “Forze Popolari” sostenuta da Israele, insieme a diversi altri militanti. Le Forze Popolari sono una milizia locale di Gaza composta da palestinesi anti-Hamas e operano nella zona orientale di Rafah. Ha collaborato con le IDF, svolgendo operazioni di sicurezza, in cambio della sicurezza nella sua piccola porzione di territorio che ospita le sue caserme.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari di interesse per la questione israelo-palestinese aggiornato alle 14:30 del 5 dicembre. Dallo Yemen si apprende che: le forze dell’STC sostenute dagli Emirati Arabi Uniti hanno catturato al-Abr, l’ultima roccaforte delle forze sostenute dall’Arabia Saudita in quella regione. Non c’è una seria resistenza contro le forze dell’STC sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, che stanno avanzando quasi senza combattimenti, e tutti gli occhi sono ora puntati su Marib, l’ultima area strategica e importante sotto il controllo del regime sostenuto dall’Arabia Saudita. Le forze dell’STC sostenute dagli Emirati Arabi Uniti si stanno dirigendo verso Marib e sono stati segnalati scontri tra loro e le forze del regime sostenuto dall’Arabia Saudita.

Il presidente del regime sostenuto dall’Arabia Saudita ha lasciato il Paese per Riyadh e il suo ufficio ha rilasciato una dichiarazione al riguardo: Sua Eccellenza il Presidente Dr. Rashad Mohammed Al-Alimi, Presidente del Consiglio Presidenziale, ha lasciato venerdì la capitale temporanea, Aden, per dirigersi nel Regno fraterno dell’Arabia Saudita per tenere consultazioni con le parti interessate regionali e internazionali in merito agli ultimi sviluppi nel Paese, in particolare ai recenti eventi nei governatorati orientali.

L’UKMTO segnala che 15 piccole imbarcazioni si sono avvicinate a un’imbarcazione a 15 miglia nautiche a ovest dello Yemen e hanno ingaggiato uno scontro a fuoco. Le imbarcazioni hanno poi abbandonato la scena e l’imbarcazione sta proseguendo il suo viaggio verso il porto successivo. Non si segnalano vittime. 

La televisione iraniana ha lanciato un avvertimento alle navi americane in prossimità della zona in cui si stanno svolgendo esercitazioni navali iraniane. La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha emesso avvertimenti alle navi da guerra statunitensi al largo delle coste meridionali dell’Iran, informandole di tenersi lontane dalla zona di un’importante esercitazione navale attualmente in corso. L’esercitazione in corso copre le zone marittime del Golfo Persico, lo Stretto di Hormuz, il Mare di Oman e le Isole Nazeat – bu Musa, Grande Tunb, Piccola Tunb e Isola di Siri. Un drone dell’IRGC ha nomitoraato una nave da guerra statunitense nel Golfo Persico. La seconda fase di esercitazioni della Marina dell’IRGC ha previsto attacchi missilistici e droni a lungo raggio, test di difesa aerea e guerra elettronica nel Golfo di Oman e nello Stretto di Hormuz.

In Libano, dopo l’annuncio di evacuazione lanciato da Israele per il sud del Libano sono arrivati i bombardamenti di Israele. Un drone israeliano ha sganciato una bomba vicino alla città di Adeisa, nel sud del Paese. Nella giornata del cinque dicembre l’esercito libanese ha fatto esplodere i resti nel campo di Aaynatha dalle 15:30 alle 18:00.

I Battaglioni Saraya Al-Quds Jenin, Cisgiordania hanno rivendicato: “I nostri combattenti della compagnia Silat al-Dhahr sono riusciti a far detonare un ordigno esplosivo teleguidato di tipo Sijil sul percorso dei veicoli militari che assaltavano la città”. Si segnalano scontri al checkpoint di Barta’a ci sarebbero feriti tra i palestinesi.

Feriti a causa del bombardamento dell’artiglieria israeliana nell’area di Al-Jurama nel campo di Jabalia, nella Striscia di Gaza settentrionale. Le IDF stanno effettuando operazioni di demolizione su diversi edifici nei pressi di Mushtaha Street, alla periferia del quartiere Shuja’iyya, a est di Gaza City. Attacco aereo israeliano a est del quartiere di Al-Zaytun, a sud-est di Gaza City

Una persona ferita è stata trasferita da Beit Lahiya all’ospedale Al-Shifa dopo essere stata colpita da un colpo di artiglieria israeliano.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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