#ISRAELHAMASWAR. Haredi dicono no al servizio militare, chiedono fine del governo Netanyahu. Quinta fase escalation Houthi: colpite tre navi. Scontri al confine libanese

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Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller: “L’accordo di cessate il fuoco a Gaza è nell’interesse di Israele”. Miller ha affermato che il modo migliore per prevenire l’escalation della tensione nel nord di Israele è raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza, sostenendo che un accordo di tregua è nell’interesse di Israele stesso.

La comunità Haredi chiede di rovesciare il governo israeliano a causa della coscrizione, Secondo fonti stampa iraniane un rabbino Haredi ha attaccato il gabinetto del primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e ne ha chiesto il rovesciamento visto il conflitto sul servizio militare obbligatorio.

Il rabbino Dov Landau, uno dei leader Haredi di Israele, incita gli studenti delle scuole religiose della Torah a rifiutarsi di prestare servizio nell’esercito: “Non dovreste mai andare agli uffici di reclutamento. Lo Stato che recluta studenti delle scuole bibliche non ha il diritto di esistere.”

I manifestanti israeliani hanno bloccato un’autostrada a Tel Aviv per mostrare la loro opposizione alle politiche del primo Ministro Benjamin Netanyahu. La Radio ufficiale israeliana riporta che: “Netanyahu ha discusso nei giorni scorsi con i suoi più stretti collaboratori della destituzione del ministro della Difesa Yoav Galant”. Al momento non si hanno altri dettagli. 

Bezalel Yoel Smotrich, ministro dei Trasporti, attacca il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Herzi Halevy: “La sua missione è combattere, non parlarci di valori”.

Secondo il Washington Post, “c’è un accordo su chi costituirà le forze di polizia a Gaza: si tratta di 2.500 palestinesi “associati all’Autorità Palestinese” che Israele ha approvato con quel nome e che saranno addestrati negli Stati Uniti e in altri paesi.

Molto clamore per la chiusura delle indagini sull’assalto al kibbutz Be’eri durante l’attacco del 7 ottobre, poiché è uno dei kibbutz che ha ricevuto la maggior parte degli attacchi per molte ore. Le indagini mostrano un quadro difficile, fatto di gravi inadempienze nella difesa del kibbutz, gravi inadempienze dell’intelligence e nella difesa del Muro, e mancata risposta alle richieste di aiuto che arrivavano dai residenti. Le indagini hanno mostrato anche che l’esercito non aveva un quadro chiaro della situazione e per lunghe ore non ha fornito alcuna risposta ai residenti. Le forze che si trovavano nelle vicinanze hanno agito senza la direzione del comando superiore e ad alcune delle forze arrivate sul posto è stato impedito di entrare per affrontare i militanti nelle prime ore dell’evento. L’indagine fornirà risposte sull’esercito che ha causato la morte di 13 coloni del kibbutz dopo che un ufficiale ne aveva ordinato il bombardamento nonostante sapesse che lì si trovavano degli “ostaggi”.

A scendere nell’agone della comunicazione nella giornata dell’11 di luglio, l’Organizzazione Al-Baidar per la difesa dei diritti dei beduini: “i coloni stanno costruendo una strada sterrata sulle terre palestinesi a Nabi’ al-Ghazal, nel nord della Valle del Giordano, con l’obiettivo di conquistarle”.

Infine si torna di parlare di guerra con Hezbollah, e secondo i media israeliani è dubbio che “Israele” sarà in grado di combattere in Libano. L’auspicio è che l’attuale governo raggiunga un accordo che riporti la calma nel nord.

Medici Senza Frontiere riporta che il Nasser Medical Complex è considerato l’ultimo ospedale avanzato ancora operativo nel sud di Gaza, e i suoi dipartimenti sopportano un peso che supera le loro capacità.

Hassan Nasrallah ha affermato nel suo discorso di commemorazione del 10 luglio di aver raggiunto l’obiettivo principale, che è “stressare Israele per costringerlo a fermare la guerra”. Hamas sta negoziando per conto dei palestinesi e di tutte le fazioni. Nasrallah ha confermato che il cessate il fuoco a Gaza… porterà alla cessazione del confronto tra Hezbollah e Israele. Appoggia qualsiasi decisione presa da Hamas nei negoziati.

Sempre nella giornata dell’11 luglio a parlare anche il neo eletto presidente iraniano Masoud Pezeshkian che nella sua lettera al capo dell’Ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh scrive: “Il sostegno dell’Iran al popolo palestinese è un dovere umanitario e un obbligo islamico”. “L’Iran considera il sostegno del popolo palestinese e la sua lotta contro l’occupazione di Israele un dovere umanitario e un obbligo islamico, e costituisce un’adesione ai nobili principi e obiettivi della Rivoluzione Islamica e del suo fondatore, l’Imam Khomeini”. “Personalmente sono fiducioso che la vittoria sarà per la cara Palestina, una vittoria sostenuta da Dio, grazie alla fermezza storica del popolo palestinese, alla fermezza di Gaza oppressa, capace e potente, e grazie all’eroismo dei combattenti della resistenza palestinese”. 

La brigata Nasr al-Din Amer: “Dal momento che i sauditi hanno accettato di essere uno strumento per l’America in questa guerra, romperemo queste misure. I nostri aeroporti saranno chiusi. Chiuderemo i loro aeroporti. Non abbiamo nulla da perdere. Per quanto riguarda il Regno, ci sono bellissimi aeroporti e ha una grande riserva di petrolio che brucerà e aumenterà la temperatura nella regione”.

Il comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC), generale Hossein Salami, ha spiegato ai microfoni iraniani che la Resistenza si è notevolmente espansa in Yemen, Iraq, Libano e Palestina. Il movimento Ansarullah dello Yemen ha ufficialmente aperto un nuovo quartier generale nel quartiere Jadriyah di Baghdad, vicino alla Zona Verde, fortemente fortificata, che ospita gli uffici governativi e l’ambasciata degli Stati Uniti, hanno riferito i media iracheni, notizia non confermata da altre fonti.

Dallo Yemen Mohammad Al-Bukhaiti del bureau Houthi, riferisce che se la guerra a Gaza non si ferma, “saremo costretti ad annunciare la quinta fase di escalation”. La United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) ha annunciato che una nave battente bandiera liberiana è stata colpita da un attacco missilistico vicino alle coste dello Yemen nella giornata del 10 luglio. 

Recentemente, lo Yemen ha rivelato nuove capacità militari navali. Le più importanti di queste armi sono il missile “Hatem 2” e il drone marino “Toofan Destroyer”. Imbarcazioni che spesso vengono imbottite di esplosivo e lanciate anche lontano dalla zona minacciata dallo Yemen, all’imboccatura orientale del Golfo di Aden. Tra il 9 e il 10 luglio tre navi sono state attaccate dagli Houthi, fonte generale Yahya Saree, portavoce delle forze armate yemenite.

Ed ora uno sguardo all’aggravamento Israele – Hamas-Hezbollah aggiornato alle ore 15:30 dell’11 luglio.

I bombardamenti dell’artiglieria israeliana colpiscono la periferia della città di Aitaroun e di Alma al-Shaab, nel sud del Libano. L’Agenzia di stampa nazionale in Libano ha parlato di pesanti bombardamenti dell’artiglieria israeliana contro la periferia delle città di Houla, Wadi Saluki e Aitaroun.

Media israeliani riportano di un incendio è scoppiato vicino all’insediamento “Shlomi” a seguito di attacchi missilistici dal sud del Libano. La resistenza islamica in Libano rivendica attacco missilistico nelle vicinanze del sito “Hanita”. 

Allarme per infiltrazione di droni sul Golan, oramai da diversi giorni Hezbollah cerca di colpire le strutture israeliane nel Golan.

La Resistenza Irachena rivendica l’attacco al porto di Ashdod utilizzando droni. Le Brigate Al-Nasser Salah al-Din: “Noi, insieme alle Brigate Martire Abdul Qadir al-Husseini, rivendichiamo il bombardamento contro un raduno di veicoli e soldati nemici nel sito militare di Zikim con 107 missili”.

Esplosioni negli insediamenti “Gaza Envelope” dopo il lancio di una salva missilistica. Sirene in azione nell’alta Galilea, in 10 aree sin dalle prime ore del mattino. Secondo i media israeliani c’è stata una esplosione di droni nella zona di Al-Kabri, nella Galilea occidentale. La Resistenza Islamica in Libano riferisce di un attacco aereo con uno squadrone di droni contro il nuovo quartier generale del Comando Battaglione Artiglieria della 146a Divisione, a sud di “al Kabri”. La radio israeliana riporta danni agli edifici della città. 

Le Brigate Al-Quds parlano di bombardamento degli insediamenti di “Holeit”, “Yatid” e “Avishalom” nella Striscia di Gaza con una salva missilistica. Bombardamenti dell’artiglieria israeliana sul quartiere di Al-Sabra, a sud di Gaza City e ancora aerei israeliani che hanno preso di mira le vicinanze dell’ospedale Al-Shifa a Gaza City. Scontri nelle vicinanze del Dipartimento Passaporti nel quartiere di Al-Rimal nel centro di Gaza City.

In un comunicato IDF si legge: “Le attività operative dell’IDF continuano in tutta la Striscia di Gaza. Questa settimana, l’IDF e l’ISA hanno eliminato Hassan Abu Kuik, capo della sicurezza operativa delle forze di sicurezza interna di Hamas nei campi centrali di Gaza. Hassan era un agente militare, attivo nell’ufficio di emergenza di Hamas, e guidò numerosi attacchi contro lo Stato di Israele. Inoltre, l’IDF ha eliminato Naser Mehanna, comandante di una squadra dell’intelligence militare di Hamas”. 

“Le truppe dell’IDF continuano l’attività operativa mirata e basata sull’intelligence nell’area di Rafah. Il 10 scorso, in collaborazione con l’IAF, le truppe hanno eliminato decine di miliziani di Hamas. Le truppe hanno anche smantellato diversi siti di infrastrutture terroristiche equipaggiati con esplosivi, nonché pozzi di tunnel nell’area. Durante i raid mirati nell’area di Tel al-Sultan, le truppe hanno individuato pozzi di tunnel di Hamas, RPG e armi aggiuntive”. 

Le forze israeliane si sono ritirate da Shujaiya, nella giornata dell’11 luglio secondo fonti palestinesi l’artiglieria israeliana ha fumogeni nelle vicinanze di Al-Sinaa nel quartiere di Tal Al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City. Israele ha bombardato i piani superiori della Mushtaha Tower 6, a ovest di Gaza City. 

Scontri registrati anche nel centro della striscia di Gaza: colpi nelle vicinanze del cimitero di Al-Far nell’area di Al-Zaafran, a est del campo di Al-Maghazi. Un incendio è scoppiato in una casa nel nuovo campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, dopo che un drone israeliano ha lanciato su di essa materiali infiammabili. Bombardamenti di artiglieria israeliana si registrano sulle zone settentrionali del Governatorato Centrale della Striscia di Gaza.

Le sirene hanno suonato in 6 città a sud della Striscia di Gaza. Aerei israeliani hanno lanciato un raid sulle zone orientali della città di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Le IDF hanno saltare in aria edifici residenziali nel centro della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. Artiglieria IDF in azione nelle vicinanze del quartiere Shaboura nel centro di Rafah. Anche gli elicotteri hanno partecipato alle operazioni nel sud e ovest di Rafah.

A partire dalla notte dell’11 di luglio le forze israeliane hanno preso d’assalto la città di Qalqilya e la cittadina di Zeita, a nord di Tulkarem. Presa d’assalto la città di Hebron, così come il quartiere di Al-Tira a Ramallah. Fonti locali riportano scontri tra combattenti della resistenza e forze IDF durante l’assalto al campo di Balata, a est di Nablus, in Cisgiordania. Rinforzi militari israeliani accompagnati da un bulldozer, prendendo d’assalto la città di Nablus dal checkpoint di Awarta.

In risposta i resistenti prendono di mira il checkpoint di Sanauz a ovest di Tulkarem con proiettili. I coloni prendono d’assalto la Moschea Ibrahimi nella città di Hebron, e le dotazioni chiedono alle persone di recarsi lì adesso per pregare.

Secondo l’Associazione dei prigionieri palestinesi: “Le forze di israele hanno arrestato 15 cittadini della Cisgiordania nella giornata del 10 e 11 luglio tra cui una donna ed ex prigionieri”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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