
Gli Stati Uniti chiudono tre delle otto basi operative nel nord-est della Siria. In totale saranno ritirati dal Paese 600 militari. Il Mission Support Site Green Village, MSS Euphrates e una terza struttura molto più piccola stanno chiudendo. Tra 60 giorni i comandanti americani valuteranno se apportare ulteriori tagli. Fonti siriane però riportano che i militari statunitensi non stanno lasciando la Siria ma stanno rafforzando la loro presenza ad al Hassakah e a Raqqa.
Il rappresentante permanente della Russia all’ONU, Vasily Nebenzya, ha dichiarato che il personale militare russo rimane ai propri incarichi in Siria. “Sapete che il nostro inviato speciale ha visitato la Siria. Il nostro presidente ha parlato con il leader di transizione. I nostri militari sono dove erano”, ha detto Nebenzya ai giornalisti.
Sempre più spinosa per il premier Benjamin Netanyau, la questione della petizione per il cessate il fuoco partita dai militari. Secondo Haaretz un medico militare di riserva ha dichiarato: “I medici che firmavano petizioni che chiedevano la fine della guerra venivano convocati per incontri con i loro ufficiali. Gli agenti hanno chiesto ai medici che avevano firmato le petizioni di ritirare le loro firme, considerandole illegali. Non ho paura di essere licenziato, quello che sta succedendo sono tentativi da parte dei politici di spingere l’esercito a prendere posizione contro di noi. La notizia rivela una netta divisione all’interno dell’establishment militare israeliano, perfino tra i medici militari, il che riflette l’entità dell’erosione interna sul fronte israeliano. Ecco una formula analitica che supporta la resistenza”.
Channel 13, citando un funzionario israeliano sul rilascio dei prigionieri: “I negoziati non si sono fermati e non abbiamo ricevuto alcuna risposta ufficiale da Hamas alla proposta di accordo”. Il capo della delegazione negoziale e capo del movimento Hamas nella Striscia di Gaza, Khalil Al-Hayya: “Accogliamo con favore la posizione di Adam Boehler, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Trump, volta a porre fine insieme alla questione dei prigionieri e alla guerra. Questa posizione si interseca con quella del movimento, che è pronto a raggiungere un accordo globale su un unico pacchetto di scambio di prigionieri, in cambio della cessazione della guerra, del ritiro dell’occupazione dalla Striscia di Gaza e della ricostruzione”. Nel tardo pomeriggio Hamas decide la posizione: “niente accordi parziali, niente cessate il fuoco, niente prigionieri”.
Terzo atterraggio di un C-17 presso la base aerea di Nevatim nelle ultime 24 ore. I media israeliani hanno riferito che trasportava bombe, tra cui bombe bunker-buster, per un possibile attacco all’Iran. Fonti stampa israeliane riferiscono: Israele impedisce al presidente palestinese Mahmoud Abbas di recarsi in Siria per incontrare al-Julani e rifiuta di concedere il permesso a due elicotteri giordani di raggiungere il quartier generale della Muqata’a a Ramallah. Mahmoud Abbas è stato costretto a viaggiare via terra attraverso il valico di Karameh fino alla Giordania e da lì in aereo fino a Damasco.
Il Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, venerdì 18 aprile 2025, alle 20:30, su Al-Manar TV, ha tenuto un discorso sulla strategia di difesa e della situazione generale. Strategia difensiva e sul futuro delle armi di Hezbollah.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 17:00 del 18 aprile. Attacchi aerei statunitensi sul porto petrolifero di Ras Issa a Hodeidah, nello Yemen occidentale. Sarebbero almeno 74 i morti e 171 feriti, secondo un bilancio preliminare fornito dal Ministero della Salute yemenita.
Gli Houthi hanno annunciato di aver abbattuto un drone americano MQ-9 “Reaper” che operava nei cieli del governatorato di Sana’a, in Yemen. Non sono ancora state pubblicate prove visive, tuttavia, se fosse vero, si tratterebbe del 19° drone di questo tipo ad essere abbattuto in Yemen, il quinto da quando Trump si è insediato e il quarto dall’inizio della nuova campagna di bombardamenti su larga scala sullo Yemen. Gli Houthi hanno anche annunciato di aver preso di mira la portaerei USS Carl Vinson e ancora la Truman e le sue navi da guerra con missili da crociera e droni. Se fosse vero, questa sarebbe la prima volta che viene presa di mira da quando è arrivata nell’area. Inoltre in un comunicato gli Houthi: “La forza missilistica delle forze armate yemenite ha condotto un’operazione militare prendendo di mira un obiettivo militare nei pressi dell’aeroporto Ben Gurion, nella regione occupata di Jaffa, utilizzando un missile balistico “Zulfiqar””.
Nella notte del 17 aprile e del 18 aprile: Nuovo attacco israeliano ha preso di mira una stazione di servizio e una casa prefabbricata ad Aita al-Shaab; Un elicottero Apache israeliano ha lanciato due missili su Aita al-Shaab, prendendo di mira una stanza prefabbricata e una stazione di servizio precedentemente colpite da un attacco aereo. Il 18 aprile un attacco israeliano ha colpito un’auto sull’autostrada Ghazieh, vicino all’ingresso di Maghdosha. Secondo il Ministero della Salute libanese: Una persona è stata uccisa nell’attacco aereo israeliano che ha colpito un veicolo sulla strada Saida-Ghazieh, nel Libano meridionale.
Un attacco di droni israeliani ha nuovamente preso di mira delle stanze prefabbricate a Mhaibib, nel Libano meridionale. Intensi voli di droni nemici israeliani sul Libano meridionale e sulla valle della Bekaa.
Si sono udite successive esplosioni a Tel Aviv e a Gerusalemme. Le ambulanze israeliane hanno confermato feriti tra i coloni durante la fuga precipitosa verso i rifugi dopo aver udito le sirene di un missile yemenita.
Le IDF hanno aperto il fuoco nelle zone a nord-est del campo di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
Due dichiarazioni delle Brigate Al-Qassam (ala armata di Hamas): “Al ritorno dalle linee di combattimento, i nostri mujaheddin hanno confermato che una forza israeliano è stata attirata nei pressi di una sorgente sotterranea con trappole esplosive. Non appena i membri delle forze sono arrivati sul posto e diversi soldati sono scesi all’interno, la sorgente sotterranea è stata fatta detonare con diversi ordigni esplosivi, uccidendo e ferendo diversi membri delle forze mercoledì pomeriggio nella zona di “Qizan al-Najjar” a sud della città di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.” E ancora: ”Al ritorno dalle linee di combattimento, i nostri combattenti hanno confermato la detonazione di tre ordigni ad alto potenziale in due bulldozer militari sionisti D9 mercoledì pomeriggio nella zona di Qizan al-Najjar, a sud di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.” Le IDF e hanno lanciato un raid nella città di Abasan al-Kabira, a est di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Un video mostra l’attacco IDF a Jabalia al-Balad, nella Striscia di Gaza. Nella giornata del 18 aprile, le Brigate Al-Qassam: “abbiamo fatto esplodere 3 ordigni ad alto esplosivo in due bulldozer D9 dell’esercito israeliano nella zona di Qizan al-Najjar, a sud di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale”.
Soldati e coloni espellono i cittadini dalla zona di Al-Hamar, nella Cisgiordania meridionale, e sequestrano le loro terre. Le IDF hanno allestito un posto di blocco durante il raid nel villaggio di Salem, a est di Nablus.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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