
Il 19 agosto Blinken e Netanyahu hanno avuto colloqui individuali per due ore e mezza. Il segretario di Stato americano Blinken in una conferenza stampa in Israele ha detto: “Sono venuto a riaffermare il nostro impegno per la sicurezza di Israele, anche nelle ultime settimane, per prima cosa scoraggiare e, se necessario, chiarire che siamo assolutamente pronti a difendere Israele“.
Netanyahu durante il suo incontro con le famiglie dei soldati uccisi in merito alle richieste di lasciare gli assi conquisti ha detto: “Non abbandoneremo gli assi di Filadelfia e Netzarim in nessuna circostanza, nonostante le enormi pressioni che ci vengono esercitate, e questa è una base strategica, sia militare che politica”.
A Blinken invece risponde Hamas con un comunicato ufficiale: “Abbiamo seguito con grande stupore e disapprovazione le dichiarazioni di Biden in cui affermava che il Movimento si stava allontanando dall’accordo di cessate il fuoco. Confermiamo che le dichiarazioni di Biden e Blinken sono accuse fuorvianti e non riflettono la realtà della nostra posizione, che desidera porre fine all’aggressione”.
E aggiungono: “Le dichiarazioni di Biden e Blinken rientrano nel quadro del pregiudizio americano nei confronti di Israele e della collaborazione nell’aggressione e nella guerra di sterminio. Riteniamo che queste dichiarazioni siano il via libera americano affinché il governo estremista sionista commetta ulteriori crimini contro i civili. Ciò che ci è stato presentato di recente costituisce un’inversione di ciò che i partiti hanno raggiunto il 2 luglio, che si basava sulla dichiarazione di Biden. I mediatori in Qatar ed Egitto sanno che il movimento si è comportato positivamente in tutti i negoziati e che Netanyahu ostacola sempre il raggiungimento di un accordo. Riaffermiamo il nostro impegno nei confronti di quanto concordato con i mediatori il 2 luglio, che si basa sulla dichiarazione di Biden e sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Chiediamo ai mediatori di assumersi le proprie responsabilità e di obbligare l’occupazione ad accettare la dichiarazione di Biden e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza”.
Anche Hezbollah rifiuta la nuova proposta statunitense per i negoziati: ”La reazione di Hezbollah è stata legata ai negoziati, non appena Hamas ha annunciato la sua opposizione alla nuova proposta – Hezbollah è stata liberata dalle restrizioni imposte e ha aspettato per non essere incolpata della rottura del sistema” negoziati”. “La risposta di Hezbollah è pronta, l’obiettivo è chiaro, definito e scelto con cura affinché Netanyahu non lo usi come scusa per intensificare ed espandere la guerra in Libano. Se vuole intensificare l’escalation e attaccare obiettivi importanti in Libano, Hezbollah lo impegnerà in una guerra di logoramento dalla quale le città israeliane non usciranno indenni”.
I corpi degli ostaggi Yagev Buchshtab, Alexander Dancyg, Avraham Munder, Yoram Metzger, Nadav Popplewell e Haim Perry ritornano in Israele. Probabilmente uccisi, in prigionia, da raid israeliani contro i tunnel di Hamas. Ma non se ne ha certezza. In merito all’operazione di recupero dei corpi, in un comunicato congiunto IDF e ISA si legge: “IDF e ISA hanno salvato i corpi degli ostaggi Yagev Buchshtab, Alexander Dancyg, Avraham Munder, Yoram Metzger, Nadav Popplewell e Haim Perry dall’area di Khan Yunis nella Striscia di Gaza. Durante la notte del 19 agosto sono stati salvati i corpi dall’area di Khan Yunis nella Striscia di Gaza”.
“L’operazione di salvataggio è stata condotta sotto il comando della 98a Divisione e portata a termine dalla Brigata Paracadutisti, dall’Unità Yahalom e dal 75° Battaglione, insieme alle forze ISA. L’operazione è stata resa possibile da informazioni precise fornite dall’ISA, dalle unità di intelligence dell’IDF e dal quartier generale degli ostaggi dell’IDF Intelligence Directorate. In seguito a una procedura di identificazione condotta dal National Institute of Forensic Medicine e dalla Israel Police, il team degli ostaggi dell’IDF Manpower Directorate, responsabile dell’accompagnamento delle famiglie degli ostaggi, ha informato oggi le loro famiglie e comunità. L’IDF e l’ISA inviano le loro più sentite condoglianze alle famiglie”.
“Durante l’operazione, le forze hanno individuato un pozzo di un tunnel profondo circa 10 metri che conduceva a un percorso sotterraneo dove sono stati trovati i corpi degli ostaggi. I soldati dell’Unità Yahalom e dell’ISA hanno esaminato il percorso e neutralizzato gli ostacoli, le porte blindate, le armi, gli esplosivi e i nascondigli utilizzati da Hamas”.
Il Presidente egiziano Al-Sisi Al-Sisi ha detto che: “È ora di porre fine alla guerra in corso a Gaza e di ricorrere alla voce della ragione”.
Non si placano le minacce iraniane che chiedono vendetta per l’uccisone del numero uno del politburò di Hamas. Il Vice comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane: “La vendetta per il martire Ismail Haniyeh è inevitabile e verrà portata a termine al momento opportuno”.
A fare da eco a queste parole quelle degli Houthi che hanno pubblicato un video che mostra i razzi e dal titolo: “La risposta è in arrivo”.
L’IAF nella notte del 19 agosto ha colpito un certo numero di depositi di armi di Hezbollah nell’area di Beqaa in Libano. Dopo gli attacchi, sono state identificate esplosioni secondarie, che indicano la presenza di grandi quantità di armi nei depositi colpiti. Inoltre, un aereo dell’IAF ha eliminato Hussein Ali Hussein nell’area di Deir Qanoun nel Libano meridionale. Hussein era un elemento di spicco nell’unità missilistica di Hezbollah nell’area di Yarine. La notizia è stata confermata da Hezbollah. Colpita anche Tayibe nel Libano meridionale, colpita la struttura in cui operava Hezbollah.
Difficile giornata per i coloni degli insediamenti del nord di Israele. Channel 12 ha scritto che 80 missili sono stati lanciati nella mattinata del 20 agosto dal Libano verso il nord di Israele. Sotto tiro l’area di Dovev e Bar’am, fonte IDF. Sirene in allerta anche a a Ortal, nel nord di Israele.
Secondo le IDF: “In seguito alle sirene che hanno suonato poco fa nelle aree dell’Alta Galilea e delle alture del Golan, sono stati identificati circa 55 proiettili provenienti dal territorio libanese”. I servizi antincendio e di soccorso israeliani stanno attualmente operando per spegnere gli incendi scoppiati in diverse aree nel nord di Israele a causa della caduta di proiettili. Poco dopo i lanci, l’IAF ha colpito uno dei lanciatori da cui erano stati sparati i proiettili.
La Resistenza islamica ha postato. On line immagini degli attacchi contro la caserma Zarit dell’esercito israeliano sul confine meridionale libanese.
Sirene a attive a Shtoula, Elon, Afdoun, Manot e Neve Ziv nella Galilea occidentale. A Capri, a est di Nahariya.
La Resistenza Islamica ha bombardato martedì 20/08/2024 il quartier generale della 146a divisione a Jatoun Basaliyat con razzi Katyusha e ancora il sito di Al-Marj con armi missilistiche.
Sempre la Resistenza rivendica bombardamento con missili contro i soldati e veicoli israeliani nell’asse “Netzarim”.
Aerei israeliani nella notte del 19 agosto hanno bombardato il “Mustafa Hafez”, che ospita gli sfollati, a ovest di Gaza City. Nove i morti e feriti. Secondo le IDF sotto la scuola si nascondeva un covo di Hamas.
Le Qassam hanno rivendicato attacco contro i Merkavah con un proiettile Al-Yassin 105 vicino all’Università di Al-Quds nel quartiere di Tal Al-Sultan, a ovest del città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza; colpito militare all’interno di una casa con un proiettile TBG vicino alla scuola Al-Qadisiyah nel campo occidentale nel quartiere di Tal al-Sultan, a ovest della città di Rafah, in scontri diretti sarebbero morti tre soldati israeliani.
Bombardamento delle Qassam, a al Omar Al-Agha nella zona di Al-Qarara, a nord-est della città di Khan Yunis. Colpito un bulldozer militare D9 vicino al Red Housing Junction nel quartiere Tal al-Sultan, a ovest della città di Rafah.
Le truppe delle IDF hanno ucciso circa 40 uomini di Hamas, sono stati eliminati in combattimenti ravvicinati e attacchi dell’IAF. Sempre da comunicato IDF si apprende che “Nel corso della giornata, le truppe delle IDF hanno eliminato numerosi uomini di Hamas e smantellato numerosi siti infrastrutturali nell’area di Khan Yunis, tra cui siti di lancio da cui venivano lanciati proiettili verso il territorio israeliano”.
Secondo Kan 11 Channel: “Ordigni ad alto potenziale esplosivo sono arrivati ai gruppi armati palestinesi in Cisgiordania e spedizioni di armi pericolose sono arrivate attraverso le fessure nella recinzione di confine con la Giordania”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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