#ISRAELHAMASWAR. Hamas accetta la tregua. L’Iran il 16 agosto ha sparato contro impianti energetici di Haifa. Nuovi S400 a Isfahan e nuovi radar

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Tensioni in Israele. Smotrich al membro della Knesset del suo partito, Rothman, dopo che gli è stato negato l’ingresso in Australia: “Il popolo di Israele vi sostiene contro tutti gli antisemiti del mondo”. Scondo Ben-Gvir: “Il sostegno del governo australiano ad Hamas e il divieto di ingresso al parlamentare Rothman sono una vergogna storica”. 

Netanyahu e ex leader militari convocati per un’indagine sulle mancanze del 7 ottobre nel contesto delle politiche di sicurezza. Netanyahu si oppone alle elezioni anticipate, ma gli incontri a riguardo sono aumentati dopo il ritiro degli Haredim dal governo. Per la testata Yedioth Ahronoth: “Netanyahu ha recentemente intensificato i suoi incontri con stretti collaboratori in preparazione alla possibilità di elezioni anticipate”. Netanyahu si sta preparando per le prossime elezioni e sta valutando come unire Smotrich e Ben-Gvir, nonostante l’animosità tra loro, insieme al membro della Knesset Avi Maoz, in un unico blocco. Tra i progetti che sta valutando c’è la creazione di un partito sussidiario che catturerebbe i voti del “pubblico di destra” che non desidera votare per il partito “Likud” o per Smotrich e Ben-Gvir, invece di far andare quei voti a Lieberman o Naftali Bennett. Sta valutando di affidare la gestione a Ofer Feintar (ex comandante della Brigata Givati) o a Yossi Cohen (ex capo del Mossad).

Infine sulla questione dell’invasione di Gaza e la sua occupazione, la radio dell’esercito Israeliano ha riferito: “A causa della grave carenza di soldati (stimata in circa 10-12 mila soldati assenti dai ranghi dell’esercito) e del mancato arruolamento degli “Haredim”, l’esercito sta valutando la possibilità di rivolgersi alle comunità ebraiche all’estero per incoraggiare i giovani ad arruolarsi per il servizio militare in Israele. Secondo studi condotti dal dipartimento delle risorse umane dell’esercito, il potenziale di reclutamento nella fascia di età 18-25 anni (età di servizio) nelle principali comunità ebraiche supera i 10 mila giovani in ogni coorte annuale. Le principali comunità su cui si concentrerà l’iniziativa sono quelle degli Stati Uniti e della Francia”.

Fonti per Arab Television affermano il 18 agosto: “Il movimento di Hamas ha ricevuto una nuova proposta per un accordo di cessate il fuoco a Gaza e risponderà oggi”. Hamas ha accettato la proposta. “Hamas e le fazioni della resistenza palestinese hanno accettato la proposta dei mediatori egiziano e qatariota. La proposta prevede un ritiro a una profondità di mille metri nelle aree settentrionali e orientali della Striscia, ad eccezione di Al-Shujaiya e Beit Lahia. La proposta prevede la modifica delle mappe di ridistribuzione verso nord e verso est. Gli aiuti saranno inviati alla Striscia di Gaza immediatamente dopo l’entrata in vigore dell’accordo, in quantità intensive e coordinate, in conformità con l’accordo del 19 gennaio 2025. In cambio dei 10 prigionieri viventi, il rilascio di 140 prigionieri palestinesi che scontano l’ergastolo e di 60 condannati a più di 15 anni”.

Il Primo Ministro palestinese Mohammed Mustafa, accompagnato dal Ministro degli Esteri egiziano, è arrivato all’aeroporto di Al-Arish per monitorare l’andamento delle operazioni al valico di Rafah e l’assistenza umanitaria a Gaza.

Tensioni sulla questione Gaza anche negli Stati Uniti: il 17 agosto almeno sette feriti in una sparatoria in un ristorante nel quartiere di Crown Heights a New York, sede di una numerosa comunità ebraica e haredi. 

Il Ministro degli Esteri britannico David Lammy ribadisce: “Siamo fermamente contrari ai piani di insediamento israeliani che divideranno il futuro Stato palestinese in due parti”.

Non va meglio in Libano: “L’amministrazione Trump spinge per porre fine alla missione della Forza Interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL). Il Segretario di Stato Marco Rubio ha approvato un piano per ridurre e porre fine alla missione UNIFIL entro sei mesi, secondo funzionari dell’amministrazione Trump e collaboratori del Congresso. L’amministrazione Trump considera la forza di peacekeeping, forte di 10.000 uomini, uno “spreco di denaro” che non fa altro che ritardare l’eliminazione dell’influenza di Hezbollah nel Libano meridionale. I funzionari affermano che la missione non è riuscita a disarmare il gruppo militante sostenuto dall’Iran e a ripristinare il pieno controllo del governo libanese sulla regione di confine”. Il Libano in più riprese ha sostenuto la necessità di mantenere la missione. No deciso da parte di Hezbollah e Amal sul fronte “ritiro armi” se per primo Israele non lascia il Libano. Il 18 agosto incontro tra il presidente Joseph Aoun e gli inviati americani Tom Brake e Morgan Ortagus a Palazzo Baabda. 

Al-Diyar ha appreso che il motivo principale dell’accompagnamento di Barrak da parte di Ortega è che attualmente sta gestendo il dossier di rinnovo dell’UNIFIL per conto americano. In questo contesto, fonti ufficiali libanesi hanno sottolineato che il Libano confermerà il rinnovo delle forze internazionali secondo le norme attualmente in vigore e senza ampliarne il mandato, sulla base del principio che il loro ruolo è attualmente essenziale nell’assistere e supportare l’esercito nell’attuazione delle sue richieste a sud del fiume Litani, nonché nell’intraprendere la missione di coordinamento con Israele, che occupa ancora parte del suo territorio. Questo si aggiunge ai compiti sociali e umanitari che svolgono in una regione che rimane afflitta e ha molto bisogno di risollevarsi.

Il portavoce delle IDF afferma che sono stati lanciati 161 pacchi di aiuti umanitari su Gaza. Uno dei paesi che ha partecipato ai lanci aerei è l’Indonesia, un paese musulmano che non intrattiene relazioni diplomatiche con Israele. Il 17 agosto sempre le IDF hanno dichiarato: “L’operazione “Gideon’s Chariots” ha raggiunto i suoi obiettivi, le IDF passeranno presto alla fase successiva a Gaza City, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore di Israele”.

Si alza la tensione anche tra Israele e Iran. Il generale dell’esercito iraniano Rahim Safavi, Consigliere del Comandante Supremo delle Forze Armate Iraniane, in una dichiarazione ha rivelato: “ Esiste la possibilità di una nuova guerra tra Iran e Israele. È necessario adottare una strategia offensiva, poiché la miglior difesa è l’attacco”. E ancora: “Ogni momento può essere testimone di una nuova escalation e non esiste alcun protocollo o accordo tra noi, l’America e l’entità sionista”.

Secondo Calcalist: La guerra con l’Iran ha fatto regredire l’economia israeliana di un anno. I dati dell’Ufficio Centrale di Statistica per il secondo trimestre rivelano un calo del 3,5% del prodotto interno lordo, una diminuzione della produzione commerciale del 7%, una diminuzione dei consumi individuali di oltre il 5% e un crollo degli investimenti nell’edilizia.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari alle ore 16:00 del 18 agosto: Il 17 agosto l’esercito israeliano segnala il lancio di un missile balistico dallo Yemen verso Israele. È stato intercettato. 

Il 17 agosto, rumori forti provenienti da motori di aerei sconosciuti sono stati uditi di notte in diverse grandi città dell’Iran. Secondo quanto riportato sui social media, i rumori sono stati uditi nei cieli di Teheran, Isfahan e altre città. Non c’è stata alcuna conferma ufficiale da parte delle autorità sull’origine del rumore e l’identità del velivolo rimane sconosciuta. I residenti hanno espresso preoccupazione e confusione, mentre la causa del fenomeno rimane un mistero.

Un incendio è scoppiato in depositi di petrolio e petrolio appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nel sud di Teheran. Secondo i turchi a Ishfan l’Iran ha condotto le sue prime operazioni di lancio operativo del sistema di difesa aerea russo S-400.È stato schierato un reggimento completo: radar, centri di comando, piattaforme di lancio, missili (48N6E3 e forse 40N6)

Alle 00:01 del 18 agosto, un attacco con un drone israeliano ha preso di mira tre veicoli equipaggiati con mitragliatrici pesanti da 23 mm, provocando la morte di 12 militanti delle bande di al-Jolani sulla strada Daraa-Damasco.

Dal Libano, una forza finlandese dell’UNIFIL conduce pattugliamenti di ricerca nelle foreste di Al-Qusayr in concomitanza con voli di droni israeliani a bassa quota sullo spazio aereo della regione. Il Corrispondente Shihab – Osservatorio nella Bekaa: “Aereo da ricognizione israeliano sorvola lo spazio aereo della Bekaa Occidentale”. L’IDF ha sostenuto di aver distrutto tunnel nel Libano SUD di Hezbollah. 

Un drone militare israeliano si è schiantato il 17 mattina nella città settentrionale di Kiryat Shmona a causa di un guasto tecnico. L’IDF afferma che le truppe hanno recuperato il velivolo e che l’incidente non ha causato danni o feriti. Israel Hayom: “Il 16 giugno, prima dell’alba, un missile iraniano ha colpito la fabbrica di Bazan. Tre persone, che si ritiene si trovassero all’interno di una stanza, sono rimaste uccise e intrappolate tra le macerie e gli incendi scoppiati. L’attacco ha causato danni significativi agli impianti energetici e al parco di illuminazione ed energia. Di conseguenza, Bazan ha annunciato che i suoi impianti erano stati completamente chiusi e che sarebbero gradualmente tornati operativi nel corso di diversi mesi”, area di Haifa.

Le forze IDF prendono d’assalto la città di al-Issawiya, a est di Gerusalemme.

Secondo fonti palestinesi: “Le forze israeliane continuano gli attacchi nella Striscia di Gaza per il 682° giorno consecutivo, attraverso bombardamenti aerei e di artiglieria, uccidendo persone affamate e sfollate, con il sostegno politico e militare americano, il silenzio internazionale e un abbandono senza precedenti da parte della comunità internazionale e degli stati arabi”.

Il corrispondente di Al Mayadeen a Gaza: un morto e 17 feriti dopo che le IDF hanno preso di mira coloro che attendevano aiuti vicino al ponte di Wadi Gaza, a sud dell’asse “Netzarim”. Le IDF hanno demolito diversi isolati residenziali all’alba di oggi a Gaza City utilizzando robot esplosivi. Esplosioni nei pressi di via Al-Mansoura, nel quartiere di Shujaiya, a est di Gaza City, a seguito delle operazioni di demolizione effettuate dall’esercito di occupazione con l’utilizzo di “robot” carichi di esplosivo.

Secondo Maariv: “Si prevede che i combattimenti a Gaza City saranno complessi e difficili. La complessità del combattimento è evidente nel quartiere di Zeitoun, dove i combattenti Nahal e le unità corazzate affrontano militanti armati che emergono per combattere, piazzare ordigni esplosivi e lanciare missili anticarro contro le forze”. Le navi militari hanno lanciato decine di proiettili verso la parte occidentale di Gaza.

L’Ospedale Al-Awda – Nuseirat: “Abbiamo ricevuto 10 feriti a seguito dell’attacco IDF ai raduni vicino a un punto di distribuzione di aiuti in Salah al-Din Street, a sud dell’area di Wadi Gaza, nella Striscia centrale”. Una fonte dei servizi di ambulanza e di emergenza riferisce: 3 vittime, tra cui un bambino, nel bombardamento israeliano di un edificio che ospitava sfollati nel quartiere di Al-Daraj, a est di Gaza. Un ferito e persone ferite in un attacco aereo israeliano all’alba di oggi su un’abitazione nel campo di Nuseirat, nella Striscia centrale.

Gli aerei di Israele hanno lanciato raid sulla città centrale di Khan Yunis, in concomitanza con i bombardamenti di artiglieria che hanno preso di mira le aree centrali e orientali della città, nella parte meridionale della Striscia.

Altri quattro carri armati Merkava sono stati distrutti a Gaza negli ultimi 15 giorni. A causa della riduzione delle unità combattenti e del bombardamento delle aree residenziali, le perdite di Israele negli ultimi 15 giorni sono state relativamente lievi. I gruppi di Gaza hanno disattivato 907 carri armati Merkava-3/4, mentre Hezbollah ne ha disattivati 108. Numero totale: 1015.

In Cisgiordania le milizie dei coloni attaccano i residenti di Wadi Sa’ir, a nord di Hebron, invitandoli alla resistenza. E ancora operazioni dei coloni di spianamento, zona di Hawara a Masafer Yatta. Le forze IDF demoliscono esercizi commerciali nella zona di Anab, tra Ramadin e Dhahiriya, a sud di Hebron. Irruzione delle IDF nel campo di Aqabat Jabr a Gerico: arrestato il leader Sheikh Shaker Amara.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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