
Gli Stati Uniti hanno nuovamente posto il veto alla risoluzione per un cessate il fuoco immediato a Gaza. Questa risoluzione, approvata da altri 14 membri del Consiglio, chiedeva un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente a Gaza e l’immediata revoca di tutte le restrizioni all’ingresso e alla distribuzione di aiuti umanitari nella regione, ma gli Stati Uniti hanno posto il veto.
Il Rappresentante Permanente di Israele alle Nazioni Unite, Danny Danon, ringrazia l’Inviato Speciale degli Stati Uniti, Morgan Ortagus, per aver posto il veto alla Risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza.
Trump si dice preoccupato per la vita di 30-40 prigionieri israeliani a Gaza. Le Brigate Qassam nella giornata del 18 di settembre in tarda serata hanno fatto sapere a Israele che: “Non avrete nessun prigioniero, né vivo né morto”. Trentasei dei prigionieri sarebbero ancora in vita. Secondo la testata Haaretz: “La polizia ha evacuato per la seconda volta l’accampamento delle famiglie dei rapiti vicino alla casa di Netanyahu a Gerusalemme, dopo 4 giorni dalla sua istituzione”.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti: “Stiamo lavorando con la Siria per ricollegare in modo sicuro e responsabile la sua economia al sistema finanziario internazionale, continuando al contempo a contrastare il finanziamento del terrorismo”. Per la prima volta in 25 anni, il Ministro degli Esteri siriano, Assad al-Sheibani, è in visita negli Stati Uniti. Si registrano le dimissioni dell’inviato delle Nazioni Unite in Siria, Geir Pedersen.
E mentre si stanno cercando meccanismi per applicare le nuove sanzioni all’Iran, documenti del Pentagono rivelano che durante i 12 giorni dell’operazione israeliana contro l’Iran, gli Stati Uniti hanno perso missili intercettori avanzati per un valore di circa mezzo miliardo di dollari. Il 19 di settembre, il porto di Ravenna, ha impedito alle navi che trasportavano carichi militari per Israele di entrare dopo le proteste dei lavoratori portuali contro la guerra a Gaza, fonti israeliane.
Il Ministro dell’Economia spagnolo: “Mi aspetto che ci sia una maggioranza nell’Unione Europea per imporre sanzioni a “Israele”. Il Cancelliere tedesco: “Siamo d’accordo con la Spagna nel criticare il comportamento di Israele, ma non concordiamo con la sua valutazione secondo cui si tratterebbe di genocidio”. Nel frattempo anche i paesi firmatari degli accordi di Abramo cominciano a mettere in discussione l’operato di Israele. Gli Emirati Arabi Uniti, secondo Reuters: “potrebbero peggiorare le relazioni con Israele se il governo procedesse con l’annessione della Cisgiordania. Si prevede che ciò comporterà il ritorno dell’ambasciatore da Tel Aviv, piuttosto che una rottura completa delle relazioni”.
Il Vice Comandante dell’Esercito iraniano, Generale di Brigata Pourdastan: “Francamente, siamo rimasti scioccati e confusi dalla guerra dei 12 giorni. Il Leader della Rivoluzione ci ha svegliati”. L’Iran il 18 di settembre ha testato un nuovo missile.
Nel tardo pomeriggio del 18 settembre, disagi diffusi alle infrastrutture ferroviarie nei territori israeliani. Le ferrovie israeliane hanno annunciato in un comunicato la sospensione di alcuni servizi ferroviari nelle città di Gerusalemme, Tel Aviv e Haifa a causa di un guasto ad alta tensione nell’infrastruttura di distribuzione dell’energia elettrica che ha causato un incendio sulle linee ferroviarie. Il primo ministro Benjamin Netanyahu congela le visite della Croce Rossa ai prigionieri palestinesi dopo l’opposizione di Ben Gvir. Il primo Ministro ha fatto marcia indietro su una proposta del Consiglio di Sicurezza Nazionale di consentire alla Croce Rossa di visitare i prigionieri palestinesi, a seguito delle obiezioni del “Ministro della Sicurezza Nazionale” Itamar Ben Gvir e del Servizio Penitenziario.
Il piano è arrivato in risposta a una petizione alla Corte Suprema presentata da organizzazioni per i diritti umani, dopo che Israele ha vietato le visite della Croce Rossa e il trasferimento di informazioni sui prigionieri dal 7 ottobre 2023. Sebbene il governo abbia chiesto decine di volte di rinviare la sua risposta alla petizione, le pressioni internazionali e legali hanno spinto a un’iniziativa parziale. Tuttavia, Ben Gvir ha fermamente respinto il piano, considerandolo una “resa al nemico”, mentre il Servizio Penitenziario ha avvertito che l’ingresso della Croce Rossa potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza delle carceri e del loro personale. Secondo alcune fonti, Netanyahu potrebbe deferire la questione a un forum ministeriale più ristretto che si occupi delle questioni umanitarie a Gaza, piuttosto che presentarla all’intero governo.
Il Ministro della Difesa Yisrael Katz ha minacciato nuovamente gli Houthi: “Oh Abdul-Malik Al-Houthi, arriverà il tuo turno. Il tuo governo e tutti i membri dell’asse degli assassini malvagi che attendono nelle profondità dell’inferno saranno inviati a incontrarli. Lo slogan “Morte a Israele, maledizioni sugli ebrei” scritto sulla bandiera degli Houthi sarà sostituito dalla bandiera blu e bianca di Israele, che sventolerà nella capitale yemenita unificata.”
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 14:00 del 19 settembre. Tre attacchi yemeniti registrati nella giornata del 18 settembre. Droni e missili verso Eliat, Tel Aviv. Fonti israeliane riportano “Le sirene d’allarme suonano a Eilat per timore di infiltrazioni di droni”. A Eliat è stato colpito un obiettivo appartenente all’esercito di Israele dopo che un drone yemenita ha penetrato i cieli di Israele.
Fonti siriane riportano: “Una forza dell’esercito di Israele composta da 7 veicoli militari si è infiltrata nel villaggio di Abidin e nella periferia del villaggio di Kuwa, nell’area del bacino di Yarmouk, nella campagna occidentale di Daraa”.
Intensi attacchi di Israele nel sud del Libano: attacco a Mays al-Jabal, Kfar Tebnit e Debbin nel Libano meridionale. In seguito a una serie di attacchi aerei contro le città meridionali del Libano di Meis al-Jabal, Kfar Tebnit e Debbin, le Forze di Difesa Israeliane hanno lanciato un’altra minaccia di attacchi per Borj Qalaouiye e Chehabiyeh. Nella tarda serata del 18 settembre attacchi israeliani registrati in tutto il libano meridionale.
Sette coloni colpiti a Gerusalemme Est a seguito di un’operazione anti-israeliana nei territori israeliani. Le piattaforme israeliane segnalano oggi un altro incidente di sicurezza, in cui soldati dell’IDF sono stati uccisi e feriti.
Continuano i raid aerei sulle zone occidentali di Gaza City. Due soldati sarebbero stati uccisi in un nuovo evento di sicurezza a Gaza e altri 4 feriti. L’esercito israeliano sta chiudendo l’asse Salah al-Din e afferma: ”Continueremo a lavorare con una forza e una forza senza precedenti contro Hamas e il resto delle organizzazioni terroristiche”.
Il Portavoce del Comune di Gaza afferma in una nota che centinaia di migliaia di famiglie sono ammassate nel centro di Gaza City in assenza di aiuti. “Non ci sono dati precisi sul numero di sfollati che hanno lasciato la città, ma ci sono ancora diverse famiglie. Il collasso del sistema di servizi per i cittadini di Gaza City e la distruzione delle infrastrutture sono molto gravi”.
I bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira l’area dei razzi nel quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza.
“Rafah è stata presa due volte e gli edifici sono stati rasi al suolo, ma le cellule di Hamas stanno ancora combattendo contro l’esercito israeliano” recitano i post palestinesi. “il 18 settembre a Rafah si sono verificati quattro incidenti: tre scontri e il quarto incidente è stata la detonazione di un ordigno esplosivo mortale in un veicolo militare” fonti media israeliani.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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