
Ancora una volta le previsioni dello staff di Donald Trump hanno fallito. Almeno stando alle parole del New York Times che citando i funzionari del Pentagono: “Non siamo riusciti a distruggere l’enorme arsenale di armi nello Yemen”.
Il costo totale delle operazioni contro lo Yemen potrebbe superare il miliardo di dollari entro la prossima settimana. Il Pentagono dovrà presto richiedere fondi aggiuntivi al Congresso per coprire le spese del bombardamento dello Yemen.
“Gli Houthi hanno la capacità di adattarsi e sono stati in grado di fortificare le loro posizioni, il che ha ostacolato la nostra capacità di interrompere i loro attacchi contro le nostre navi nel Mar Rosso. Nel bombardare lo Yemen, facciamo affidamento su armi a lungo raggio a causa della minaccia rappresentata dalle difese aeree”, affermano gli States. Gli Emirati Arabi Uniti forniscono supporto logistico e di consulenza all’esercito americano nella sua campagna contro lo Yemen.
In risposta, il 4 aprile ha parlato alla nazione Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi e ha detto: “L’aggressione americana contro il nostro paese è parte della nostra battaglia contro il nemico israeliano. L’aggressione contro il nostro paese è perché gli americani vogliono che tutta la regione sia soggetta al nemico israeliano. L’aggressione americana contro il nostro paese è in escalation, ma è fallita e non ha influenzato le nostre capacità militari. Gli americani falliranno e non raggiungeranno gli obiettivi di l’aggressione fatale. Ciò che è importante è che siamo arrivati al punto di confronto diretto con il nemico israeliano e americano, fa parte di questa battaglia”.
“In tutte le fasi passate, il nostro unico desiderio era, ed è tuttora, che gli arabi smettessero di molestarci e ci lasciassero affrontare uno scontro diretto con i nemici americani e israeliani. Ciò che è importante per noi è che abbiamo raggiunto il punto di uno scontro diretto tra noi e gli israeliani e gli americani, ed è questo che ci premeva. Non siamo come coloro che guardano i crimini del nemico “israeliano” e rimangono in silenzio. Stiamo adempiendo alla nostra responsabilità davanti a Dio Onnipotente. Ci rendiamo conto che siamo in una posizione in cui facciamo tutto il possibile e non esitiamo a fare tutto ciò che possiamo nell’ambito della nostra responsabilità religiosa”.
E ancora nel suo discorso al Houthi riferisce: “Gli Stati Uniti hanno teso all’aggressione contro il nostro paese come parte della sua partecipazione con il nemico israeliano nella sua aggressione contro il popolo palestinese. Siamo in una posizione avanzata al livello del mare e la portaerei “Truman” in caso di fuga e inseguimento continui”. Nella giornata del 4 di aprile gli Houthi hanno riferito che “Le forze armate hanno aggiunto: “Abbiamo neutralizzato due attacchi aerei che il nemico si stava preparando a effettuare contro il nostro paese”.
Se fosse vero gli americani dovranno rivedere le loro tattiche nell’immediato e forse ripensare all’imminente attacco in Iran. Se non sono riusciti a sconfiggere gli Houthi sono davvero certi di smantellare l’Iran?
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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