#ISRAELHAMASWAR. Gli Houthi con piccoli droni sottomarini vincono sulle grandi navi militari, lievitano i costi della logistica

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Il senatore Angus King lamenta la crudeltà degli Houthi e l’orrore delle perdite che l’America sta subendo a causa della battaglia dei mari nella sua conversazione con gli alti ufficiali della difesa al Senato. Secondo il senatore si tratta di un vero e proprio scandalo. Gli Houthi inviano un aereo che vale 20mila dollari e lo abbattiamo con un missile da 4,3 milioni. Non possiamo difenderci con missili da 80 milioni!”. 

A rafforzare la tesi dei costi e della difficoltà di combattere in mare gli Houti arriva dal Centro internazionale per la sicurezza marittima “CIMSEC” una nota: “La coalizione navale occidentale nel Mar Rosso deve affrontare una nuova e difficile sfida, per affrontare le immersioni dei droni yemeniti. L’emergere della minaccia dei droni yemeniti richiede una rivalutazione completa delle strategie e delle tattiche di difesa marittima utilizzate nel Mar Rosso”.

Secondo il CIMSEC “Le immersioni con droni yemeniti rappresentano una grande sfida per le operazioni navali occidentali progettate principalmente per affrontare le minacce aeree e di superficie. Le tradizionali difese navali progettate per affrontare le minacce di superficie e aeree sono inefficaci contro i droni sottomarini e questo rappresenta una sfida importante e difficile per la Marina occidentale nel Mar Rosso. L’impatto delle immersioni dei droni yemeniti va oltre i potenziali danni alle singole navi, e la presenza di una minaccia come questa sotto il mare è devastante”.

E ancora: “Il processo di rilevamento dei droni yemeniti, con le attuali capacità militari, e la presenza dell’ambiente acustico della navigazione marittima nel Mar Rosso, è considerato complesso”.

Secondo il Centro internazionale per la sicurezza marittima “CIMSEC”: La minaccia dei droni yemeniti ricorda duramente la necessità di un continuo adattamento e innovazione nel campo della guerra marittima.

In Effetti nonostante l’efficacia limitata degli attacchi Houthi, le aziende internazionali continuano a sostenere costi significativi. In particolare, Maersk ha segnalato un aumento delle maggiorazioni per la sicurezza e problemi con i porti sulla rotta attorno al Capo di Buona Speranza.

I porti stanno inoltre sperimentando congestione e carenza di attrezzature per la manutenzione di merci e navi e fonti del settore logistico riportano un calo previsto nel trasporto merci anche con l’aggiunta di ulteriore capacità di container. Quindi Ansar Allah per ora sta vincendo al sua guerra nel mare. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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