#ISRAELHAMASWAR. Gaza affamata, Forum Riformatore e Tribale: “Neghiamo categoricamente che qualsiasi aiuto stia entrando nella Striscia di Gaza tramite i nostri fratelli in Giordania o altri paesi arabi”

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Al 23 luglio il Ministero della Salute a Gaza ha spiegato che il numero totale di morti per carestia e malnutrizione aveva raggiunto quota 111 dall’inizio degli attacchi di Israele e della guerra per la fame a Gaza.

Oltre 100 organizzazioni umanitarie e per i diritti umani chiedono ai governi di tutto il mondo di intervenire con urgenza, mentre la crisi alimentare nella Striscia di Gaza si aggrava. Le organizzazioni hanno chiesto “un cessate il fuoco immediato e permanente e la revoca di tutte le restrizioni al flusso di aiuti umanitari”.

I firmatari hanno messo in guardia contro la diffusione della carestia di massa in tutta la Striscia, con tonnellate di cibo, acqua pulita e forniture mediche che si accumulano fuori Gaza, e alle organizzazioni umanitarie è ancora impedito di entrare o consegnare aiuti ai civili.

“Mentre i cittadini di Gaza muoiono di fame a causa del blocco imposto dal governo israeliano, gli operatori umanitari si uniscono alle stesse file per il cibo, rischiando di essere colpiti solo per cercare di sfamare le loro famiglie. Con le scorte completamente esaurite, le organizzazioni umanitarie vedono i loro colleghi e partner appassire davanti ai loro occhi”. 

Le restrizioni israeliane, i ritardi e la frammentazione delle procedure nell’ambito del blocco totale hanno causato “caos, fame e morte”. Invitiamo i governi a revocare tutte le restrizioni burocratiche e amministrative, ad aprire urgentemente tutti i valichi di frontiera e a garantire un accesso senza restrizioni agli aiuti in tutta la Striscia di Gaza, respingendo al contempo il sistema di distribuzione controllato dall’esercito israeliano.

Sottolineiamo la necessità che gli Stati adottino misure concrete per porre fine al blocco, tra cui l’interruzione del trasferimento di armi e munizioni

Il rappresentante algerino al Consiglio di Sicurezza: “Israele sta usando la fame come arma di guerra a Gaza, sotto gli occhi del mondo. Israele sta ostacolando i convogli umanitari diretti a Gaza e prendendo di mira i palestinesi vicino ai centri di aiuto. Le organizzazioni delle Nazioni Unite sono sotto attacco non solo a Gaza, ma anche al Consiglio di Sicurezza. Un cessate il fuoco a Gaza è atteso da tempo e il Consiglio di Sicurezza deve dichiararlo un dovere morale. Condanniamo gli attacchi israeliani a Gerusalemme”.

Un Comunicato stampa rilasciato dal Forum Riformatore e Tribale: “Neghiamo categoricamente che qualsiasi aiuto stia entrando nella Striscia di Gaza tramite i nostri fratelli in Giordania o altri paesi arabi. Ciò che sta entrando in questo momento proviene solo dal Programma Alimentare Mondiale; non è nemmeno una goccia nell’oceano dei bisogni della nostra gente affamata a Gaza. Invitiamo i nostri paesi arabi a lavorare efficacemente per portare aiuti, aprire il valico di Rafah e fare pressione per porre fine alla fame e al genocidio nella Striscia”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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