#ISRAELHAMASWAR. Finita operazione a Rafah: attenzione su Hezbollah e il Libano. Attacco della Resistenza a Dishon contro militari israeliani

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Secondo la testata Al-Akhbar: “La soluzione offerta dall’amministrazione americana agli israeliani è quella offerta da Hezbollah: cessare la guerra a Gaza e cessare il fuoco dal Libano. Il dipartimento di Stato americano riferisce: “Israele ci dice che si sta avvicinando alla fine delle operazioni militari su larga scala a Rafah”. Questo potrebbe portare a una nuova escalation verso il Libano o secondo altri a un accordo con Hezbollah in Libano. 

Vasilij Nebenzja durante una sessione dei lavori all’Onu ha chiesto a nome della Russia che Israele abbandoni l’operazione a Rafah, ha chiesto il rilascio degli ostaggi israeliani e i palestinesi detenuti. Nebenzya ha accolto con favore il recente riconoscimento della Palestina come Stato da parte di numerosi paesi.

Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco, ha sostenuto le minacce del segretario generale di Hezbollah Nasrallah e ha affermato che Cipro è diventata una base per operazioni militari e di intelligence, soprattutto nel contesto di Gaza. Ha detto che gli agenti europei hanno trasformato l’isola “in una base logistica per coprire i loro obiettivi militari”.

“Vediamo costantemente nei rapporti dell’intelligence turca che l’amministrazione greco-cipriota di Cipro meridionale costituisce una base per alcuni paesi nelle operazioni contro Gaza. C’è una seria militarizzazione lì. E ora Cipro Sud si è messa sulla buona strada per diventare un bersaglio per Hezbollah” ha continuato il Ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan.

Fonti diplomatiche in Grecia sono indignate per le parole del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che, tra le minacce di Nasrallah, ha affermato che “Grecia e Cipro dovrebbero mantenere le distanze dagli affari del Medio Oriente”. Fonti dei media greci hanno definito “inaccettabili” le dichiarazioni del ministro degli Esteri turco, aggiungendo che “la Grecia non permetterà che le sue politiche siano dettate da altri”.

Il ministro della Difesa israeliano spera che la fine dell’attuale fase a Gaza possa riportare la calma con il Libano. Lo ha detto durante l’incontro con l’inviato americano Amos Hochstein, Yoav Gallant lo ha informato che il passaggio alla Fase III della guerra a Gaza avrà un impatto su tutti i settori (sia Gaza che il Nord). Aggiunge che Israele si sta preparando ad ogni possibilità – militare e diplomatica – per risolvere il conflitto con Hezbollah.

Per la fase 3, Gallant, intende la fine dell’invasione di Gaza e lo stazionamento dell’esercito israeliano nelle zone cuscinetto appena create per mantenere la capacità di raid. 

Benjamin Netanyahu, in una intervista rilasciata il 23 giugno ha affermato che non vuole ancora porre fine alla guerra a Gaza; che lascerà la Striscia di Gaza una volta restituiti tutti gli ostaggi. Ha riferito che è d’accordo con un accordo parziale sugli ostaggi che restituirà tutti gli israeliani rapiti, dopodiché potrà continuare la guerra. E infine ha dichiarato che rifiuta un accordo per porre fine alla guerra. E ha concluso dicendo brevemente che, dopo la fine dell’operazione Rafah, ordinerà all’esercito israeliano di spostarsi verso il confine libanese.

Yedioth Ahronoth: “L’esercito israeliano oggi, di stanza a Gaza da otto mesi, costituisce una forza decisiva e affidabile in grado di rimuovere la minaccia di Hezbollah e Hamas in una guerra breve e decisiva? Lo stesso esercito israeliano ci crede?”. 

Da fonti stampa occidentali e israeliane si apprende che la Corte Suprema israeliana ha stabilito che “Lo Stato deve iniziare ad arruolare nell’esercito gli studenti dei seminari ebrei ultra-ortodossi, un decreto che crea nuove tensioni politiche per il primo ministro Benjamin Netanyahu”. “Il partito Likud di Netanyahu ha affermato che la sentenza della Corte Suprema è ‘sconcertante’, visti gli sforzi in corso in parlamento per concordare una nuova legge sulla coscrizione che affronti il ​​problema”.

Secondo Reuters: “Il governo di coalizione del primo Ministro fa affidamento su due partiti ultra-ortodossi che considerano le esenzioni dalla coscrizione come la chiave per mantenere i loro elettori nei seminari religiosi e fuori da un esercito crogiuolo che potrebbe mettere alla prova i loro costumi. I leader di questi partiti si sono detti delusi dalla sentenza ma non hanno minacciato immediatamente il governo. Tuttavia, la prospettiva che i militari, sostenuti dal ministro della Difesa Yoav Gallant, inizino a reclutare studenti del seminario, potrebbe allargare le crepe nella sempre più fragile coalizione di Netanyahu”.

A partire dal 24 giugno si registra la movimentazione di un grande convoglio di attrezzature pesanti israeliane avvistato nel nord di Israele.

Da fonti stampa palestinesi si apprende che la sorella del capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, è ​​stata uccisa da bombardamento israeliano in una casa nel campo di Beach, a ovest di Gaza.

Ed ora uno sguardo all’aggravamento nella striscia di Gaza – Nord di Israele/sud del Libano, Cisgiordania aggiornato alle ore 16:00 del 25 giugno.

Confermato dalle forze di sicurezza israeliane un attacco del 24 pomeriggio a Beqaa che ha preso di mira un complesso di unità di difesa aerea.

Gli attacchi alla valle della Beqaa del 24 giugno rappresentano una nuova fase di questa battaglia in corso, creando un nuovo pericoloso precedente. Le regole d’ingaggio fino ad oggi stabilivano come Israele avrebbe attaccato Hezbollah la valle della Beqaa e preso di mira posizioni strategiche solo come ritorsione a un attacco di quest’ultimo contro Israele che avesse preso di mira strutture strategiche o abbattuto un UAV. Prendere di mira le difese aeree, a più di 100 km dal confine, significa che si sta solo preparando il terreno per aumentare i danni e distruggere le armi che sarebbero di fondamentale necessità se questa si trasformasse in una guerra.

Hezbollah il 24 giugno ha chiuso la giornata con quattro rivendicazioni: attacco a soldati israeliani tra Margaliot e Al-Manara; attacco con l’artiglieria al luogo di sosta dei soldati sulle colline di Kafarshouba; attacco a una casa nell’insediamento di Al-Manara; attacco a una casa nell’insediamento di Ya’roun. L’attacco alle case è stato una risposta agli attacchi israeliani contro i villaggi libanesi e alla distruzione di case, tra cui Blida, Maroun e Aitaroun.

Le IDF in un comunicato confermano l’attacco: “Nelle ultime ore, aerei da combattimento dell’IAF hanno colpito le infrastrutture utilizzate dall’Air Defense Array di Hezbollah nell’area di Baalbek in Libano. Inoltre, oggi, aerei da combattimento dell’IAF hanno colpito le infrastrutture di Hezbollah nelle aree di Aitaroun, Blida e Maroun El Ras nel sud del Libano”.

Il 25 giugno allerta con droni sull’area di Dishon, dove sono stazionate unità di artiglieria israeliane. Come parte della risposta iniziale all’aggressione israeliana a sorpresa nella valle Beqaa, Hezbollah ha annunciato di aver attaccato con successo con uno sciame di droni la base della 91a Divisione vicino a Dishon. A seguito dell’attacco è scoppiato un incendio. La Resistenza Islamica ha rivendicato l’attacco: “un attacco aereo con uno squadrone di droni d’assalto contro una brigata quartier generale della 91a Divisione della zona Nahal Gershom,  est di Dishon, prendendo di mira ufficiali e soldati israeliani, provocando numerose vittime tra loro e lo scoppio di un incendio all’interno del quartier generale”.

L’esercito israeliano ha attaccato gli abitanti del villaggio di Taybeh e i loro veicoli con piccoli droni suicidi dotati di schegge; attacco aereo israeliano tra Odaiseh e il villaggio di Kfarkila al confine libanese e ancora attacco aereo israeliano anche nel villaggio di Khiyam.

In un comunicato l’IDF scrive che ha condotto un attacco su una struttura utilizzata da Hamas per attaccare le truppe dell’IDF. La struttura si trovava all’interno dell’Università Islamica nella zona di Sabra “è stata colpita dalle IAF, con l’assistenza delle truppe di terra dell’IDF. Hamas e i suoi uomini hanno utilizzato la struttura per lanciare missili anticarro e per dirigere ed effettuare attacchi contro le truppe dell’IDF”. 

Sempre nel comunicato IDF si legge: “Le truppe di terra dell’IDF continuano operazioni mirate basate sull’intelligence nell’area di Rafah. Nell’ultimo giorno, le truppe hanno eliminato diversi uomini di Hamas armati e gli aerei dell’IAF hanno smantellato numerosi siti di infrastrutture di Hamas e milizie che contenevano tunnel del terrore identificati dalle truppe”.

In seguito ai lanci di proiettili verso le comunità vicino alla Striscia di Gaza della notte del 24 giugno, “gli aerei da combattimento dell’IAF hanno colpito strutture militari adiacenti al punto da cui sono stati lanciati i lanci a Gaza. Inoltre, l’IAF ha colpito siti di infrastrutture di Hamas, depositi di armi e miliziani nella Striscia di Gaza centrale”.

L’IDF ha colpito durante la notte uomini di Hamas che operavano all’interno di due strutture nel nord della Striscia di Gaza, compresi alcuni di quelli coinvolti nella detenzione di ostaggi e nel massacro del 7 ottobre.

Nella notte del 23, sotto la direzione dell’intelligence dell’IDF e dell’ISA, l’IAF ha colpito due strutture utilizzate da Hamas a Shati e Daraj Tuffah nel nord della Striscia di Gaza. Hamas operava all’interno dei complessi scolastici utilizzati come scudo per le sue attività terroristiche.

Le Brigate Al-Qassam, in collaborazione con le Brigate Al-Quds, rivendicano attacco contro i soldati e veicoli israeliani nel campo di Yabna nella città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, con colpi di mortaio. Le Brigate Al-Quds rivendicano bombardamenti con colpi di mortaio di grosso calibro il quartier generale del comando nemico sionista nel “sito di Abu Oreiban” nell’asse “Netzarim”. Secondo il Corrispondente di Al-Mayadeen, giornale di Hezbollah,a Gaza: “La resistenza è impegnata in scontri con le forze di occupazione nelle zone a ovest di Rafah”. “L’artiglieria israeliana bombarda il quartiere di Tal Al-Hawa, a sud di Gaza City”. 

Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa – Tulkarem: “In un’operazione congiunta con Al-Qassam, abbiamo preso di mira un’auto che trasportava un certo numero di soldati nemici dietro il muro vicino ad Al-Jarushiya”. Secondo il commissario generale dell’UNRWA: “Siamo preoccupati per la situazione in Cisgiordania, che sta affrontando una guerra silenziosa e l’intensità delle operazioni militari israeliane nei campi profughi ne è un segnale”.

I media israeliani infine riportano sospetti su un incidente di sicurezza vicino al fiume Yarmouk, al confine tra Giordania e Palestina. Almeno 6 persone hanno attraversato il confine giordano-israeliano e sono entrate nell’area della Valle del Giordano senza la presenza delle forze di sicurezza sul posto.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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