
Le urgenti trattative per un cessate il fuoco a Gaza giungono a un vicolo cieco dopo che una delegazione israeliana ha lasciato il Cairo e la proposta egiziana è stata respinta. La resistenza palestinese ha rifiutato la proposta israeliana che prevedeva l’azzeramento dei vertici della Resistenza consegnando anche le armi in assenza di una visione sulla fine della guerra. Israele ha respinto la proposta di Hamas di una tregua umanitaria.
Il Ministro degli Esteri giordano, Ayman Al-Safadi in un comunicato ha detto: “La sala operativa congiunta egiziana-qatariota per monitorare l’impegno nei confronti dei termini dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza ha registrato più di 900 violazioni israeliane dell’accordo negli ultimi 40 giorni, “Israele” ha violato l’accordo e ha ripreso l’aggressione dopo aver interrotto l’introduzione di aiuti umanitari nel settore”. E ancora ha detto: “la nostra priorità è fermare l’aggressione, attuare l’accordo di scambio e sistemare il popolo palestinese sulla sua terra. I nostri sforzi per fermare le misure illegali israeliane che prendono di mira la Cisgiordania non vengono interrotti”.
La proposta di Hamas e degli Stati Uniti prevedeva su suggerimento egiziano il rilascio di 5 ostaggi israeliani ogni settimana, a condizione che Israele fosse obbligato a entrare nella seconda fase dell’accordo dopo la prima settimana di scambio.
Il 22 marzo ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha incontrato a Istanbul una delegazione di Hamas guidata da Khalil al-Hayya.
Secondo un funzionario statunitense intervistato da Fox News, gli Stati Uniti intendono sostenere Israele fino alla fine, distruggendo tutti i suoi rivali, siano essi Houthi, Hamas, Hezbollah o altri. Gli Stati Uniti faranno di tutto per rendere Israele l’unica e sicura potenza nella regione, e ora sono nelle fasi iniziali di questo processo.
Sempre più fragile la coalizione interna del governo israeliano, e con il licenziamento del direttore dello “Shin Bet” Ronin Bar sempre in prima pagina. Channel 12, citando fonti, ha riferito che i capi del Mossad e il capo di stato maggiore dell’IDF hanno dovuto intervenire fisicamente per impedire uno scontro tra il capo dello Shin Bet Ronen Bar e il ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir. Ben Gvir avrebbe attaccato il capo dello Shin Bet e sembrava sul punto di strangolarlo.
Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha affermato che dal 7 ottobre 2023, 1.850 israeliani sono stati uccisi e 14.000 militari sono rimasti feriti. E ha chiesto una inchiesta reale sui fatti accaduti. Lapid, attacca Gvir: “Il criminale responsabile della sicurezza nazionale che osa parlare in questo modo dello Shin Bet, è la prova della perdita di tutti i controlli nel governo di Israele, in uno stato sano, il primo Ministro starebbe dalla sua parte supplicandolo di tornare per salvare il suo governo.”
Binyamin Gantz in una dichiarazione ha detto: “Israele è in pericolo a causa della divisione interna”. Il ministro delle Comunicazioni, Shlomo Karhi ha fatto eco alle sue parole affermando: “Siamo in una guerra esistenziale in corso, e la sua frequenza è aumentata nell’ultimo anno e mezzo”. Sempre in tema di questioni interne il quotidiano Haaretz: “L’esercito israeliano apre un’indagine con il comandante della 252a divisione per aver preso di mira l’ospedale turco a Gaza”.
Il ministro per le finanze Smotrich: “Abbiamo iniziato con i passi normativi per imporre la sovranità sulla Cisgiordania”.
Salah al-Bardawil, membro del politburo di Hamas, è stato ucciso in un attacco aereo israeliano nella regione meridionale di Gaza, a Khan Yunis. È diventato il terzo membro del Politburo ad essere ucciso da Israele dopo i rinnovati attacchi a Gaza la scorsa settimana.
Una fonte dell’esercito libanese ha detto al quotidiano del Qatar Al-Arabi Al-Jadeed: “L’esercito sta aumentando la sua presenza nel Libano meridionale, conducendo pattugliamenti e indagando sugli attacchi dal territorio libanese, nonché dal punto da cui sono stati lanciati i razzi”.
Il presidente Aoun ha ricevuto l’incaricato d’affari presso l’ambasciata libanese in Siria, Talal Daher, e ha discusso con lui delle relazioni libanesi-siriane e delle condizioni di lavoro della missione diplomatica libanese in Siria. Il Primo ministro libanese Nawaf Salam: “Israele” deve ritirarsi completamente dal sud, e stiamo esercitando pressioni arabe e internazionali su questo, e lo stato è l’unico responsabile della liberazione delle terre da esso.
Sempre Nawaf Salam: “Mettiamo in guardia dalla rinnovata attività militare al confine meridionale del Libano che potrebbe trascinare il paese in una nuova guerra devastante. Esorto l’ONU a intensificare la pressione internazionale su “Israele” affinché si ritiri completamente dal territorio libanese occupato, la sua presenza è una violazione della risoluzione ONU 1701 e degli accordi di cessate il fuoco. Abbiamo bisogno di tutte le misure di sicurezza e militari necessarie per riaffermare che solo lo stato detiene l’autorità sulla guerra e sulla pace”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 16:00 del 24 marzo.
Walz, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti, “nella scorsa settimana, la leadership Houthi nello Yemen ha ucciso il suo più esperto esperto missilistico”. Dallo Yemen hanno confermato la morte di un comandante degli Houthi ucciso il 23 marzo in un’imboscata da parte dei combattenti tribali nella provincia di Jawf era Ahmed al-Rizmi della provincia di Saada.
Tra il 20 e il 24 marzo la Marina americana ha lanciato un nuovo attacco a Hodeidah, la provincia di Sada. Secondo il canale televisivo Al-Arabiya, l’esercito americano ha attaccato depositi di armi e siti di lancio di missili e droni nella provincia di Hodeidah, nello Yemen e ancora attacchi Sanaa. Il 23 marzo preso di mira un edificio in un quartiere residenziale nella zona Asr del distretto di Ma’in nella capitale Sanaa.
Il 22 marzo la seconda portaerei nucleare americana, la CVN 70 Carl Vinson, è entrata nel Mar Rosso. Anche gli Houthi hanno fatto numerosi lanci a partire dal 20 di marzo contro obiettivi israeliani: lanciato un missile balistico. Secondo la testata Al-Hadath: tutti i leader Houthi sono scomparsi dopo gli attacchi americani di ieri alla capitale Sanaa. Gli Houthi hanno isolato l’area bombardata per più di sei ore e hanno imposto rigide misure di sicurezza.
Sotto attacco israeliano anche la Siria. Il 21 è stata attaccata base aerea militare di Tadmur nel sud-est di Homs. Finora si sono verificati sei attacchi all’aeroporto militare di Palmira, alla periferia di Homs, oltre all’attacco all’aeroporto T4. Il 22 marzo una notizia di Al Jazeera: Israele colpisce il villaggio di Najaha a sud di Damasco, prendendo di mira installazioni militari e case di ufficiali. Il 23 marzo attacco aereo israeliano ha preso di mira la periferia della città di confine di Al-Qasr. La stessa città che ha visto scontri con i militanti siriani.
Le forze israeliane il 23 marzo hanno condotto operazioni di spianamento e stanno creando una nuova base militare nella regione di Tulul al-Humur della provincia siriana occupata di Quneitra. Gli attacchi aerei israeliani hanno distrutto un Sukhoi 24 durante un’operazione contro siti militari siriani nella campagna di Homs.
Il 24 marzo un’aggressione israeliana ha preso di mira un sito militare a est di Al-Sanamayn, nella campagna di Daraa, in coincidenza con un intenso sorvolo di aerei israeliani.
Le truppe russe il 24 marzo hanno iniziato a schierarsi nelle città circostanti la base aerea di Khmeimim a Latakia, sulla costa della Siria. Si tratta del primo dispiegamento di truppe russe sul suolo siriano, al di fuori di due basi, dalla caduta di Bashar al-Assad.
Le truppe russe hanno preso il controllo di al-Qubaysiya, Bakhdarmo e Khirbet al-Ashar. Lo scopo del dispiegamento è apparentemente quello di rafforzare la sicurezza della base e alleviare la pressione sugli oltre 7.000 alawiti che si sono rifugiati all’interno della base.
Numerosi attacchi israeliani registrati nel sud del Libano nel fine settimana. Attacco aereo ha preso di mira l’area di Hawsh al-Sayyid Ali a Hermel. L’esercito libanese: “l’esercito ha chiuso sei attraversamenti illegali a Mashari’ al-Qaa, Hosh al-Sayyid Ali e Qubash–Hermel come parte degli sforzi per frenare l’infiltrazione e il contrabbando lungo i confini settentrionali e orientali”.
Il 21 marzo gli israeliani hanno aperto il fuoco sull’auto di un cittadino sulla strada interna tra Kfar Kila e Adaisseh. È stato trasferito al Rescue Hospital di Nabatieh per le cure. Le IDF di Tal al-Hamamas hanno sparato raffiche di mitragliatrice verso i dintorni della collina. (Al-Manar) Il 22 marzo mattina il portavoce dell’IDF: “L’IDF sta attualmente attaccando obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano in risposta agli attacchi del primo mattino”. L’attacco israeliano sulla città libanese di Tiro uccide almeno 10 persone.
Il 22 marzo bombardamenti di artiglieria israeliana hanno preso di mira la periferia di Yohmor al-Shaqif e la periferia tra Houla e Marjayoun, accompagnati da un intenso fuoco di terra. Le IDF hanno condotto un intenso fuoco di mitragliatrice dalla collina di al-Hamamiss verso la periferia di Khiam e la pianura di Khiam, nel Libano meridionale. Gli attacchi aerei israeliani sono ripresi su Iqlim al-Tuffah, nel Libano meridionale. Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani a Tulin nel sud è salito a due martiri e nove feriti.
Il 23 marzo tra gli attacchi di Israele in Libano sud si registrano: un drone israeliano contro edificio in piazza Shiheen, distretto di Tiro. Artiglieria e attacco aereo su Al-Labouneh tra Alma Al-Shaab e Naqoura nel Libano meridionale. Una forza israeliana, sostenuta da carri armati e bulldozer, a Wadi Qatmoun, ha installato barriere di terra. Il 23 sera l’esercito libanese ha rilasciato una dichiarazione: “Il ritmo degli attacchi israeliani al Libano è aumentato con vari pretesti da ieri e continua oggi. Stiamo monitorando gli sviluppi in coordinamento con UNIFIL e le parti interessate per contenere l’evoluzione della situazione al confine meridionale”.
Il 24 marzo droni Hermes 450 nei cieli del Sud e di Beirut. Elicotteri israeliani hanno sorvolato volato nello spazio aereo di Shebaa Farms e sulle alture del Monte Hermon.
Un allarme rosso è stato emesso nel centro e nel sud di Israele il 21 marzo dopo l’ennesimo lancio di missili balistici a lungo raggio da parte degli Houthi nello Yemen. Le forze israeliane hanno sparato missili intercettori contro i razzi lanciati dalla Striscia di Gaza verso Ashkelon e i suoi dintorni. Anche il 22 marzo, l’intelligence israeliana emette un avvertimento ufficiale sul lancio di razzi dallo Yemen.
Il 23 marzo un missile è stato intercettato dalla difesa aerea israeliana. Il 24 marzo il Jihad islamico rivendica attacco a Haifa, che è stato condotto da uno elemento del gruppo. Secondo la polizia l’attacco è avvenuto a Yuknene, per mano di un arabo. Un morto e un ferito.
Evacuazione di militari israeliani feriti a Gaza all’ospedale di Soroka. Le IDF hanno trasferito la 36a Divisione dal confine settentrionale con il Libano al confine con la Striscia di Gaza. Che si unisce alla 252a Divisione di Riserva delle Forze di Difesa Israeliane stanno conducendo operazioni nella Striscia di Gaza.
I bombardamenti a Gaza nell’area nord centro e sud son continuati per tutto il fine settimana, il 24 marzo uccisi due giornalisti palestinesi, uno di Palestine Today e un corrispondente di al Jazeera. Uccisi a Gaza nord. Nell’ultimo post il giornalista Hossam Shabat piange il suo collega, il giornalista Mohamed Mansour, che lo ha preceduto di circa un’ora. Colpito mezzo a Al-Jarn, a nord di Gaza.
Il 24 marzo, morti registrai da attacco israeliano a nord del nuovo campo di Nasrat nella Striscia di Gaza centrale. Bombardamento israeliano ha preso di mira un’auto nel campo di Al-Bureij nella Striscia di Gaza centrale. Attacchi aerei israeliani su Gaza City.
Colpito anche il sud della Striscia a partire dal 23 sera colpito il quartiere di Ohali Hiriya tra cumuli di spazzatura vicino allo stadio Yarmouk a Gaza City. Le forze di difesa israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione “urgente” e immediato per i palestinesi che vivono nella zona di Tel Sultan, a sud di Rafah, a Gaza.
In un post su X, il portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane, colonnello Avichai Adrai, pubblica una mappa dell’area da evacuare, affermando che “l’area in cui ti trovi è considerata una zona di guerra pericolosa” perché lì i militari stanno conducendo operazioni. Agli abitanti di Gaza è stato ordinato di viaggiare immediatamente a piedi lungo la cosiddetta strada Gush Katif verso l’area di al-Mawasi, sulla costa meridionale di Gaza. “La circolazione dei veicoli è vietata”, afferma Adrai. Egli avverte che restare a Tel Sultan o viaggiare lungo altre rotte “mette a rischio la vostra vita e quella delle vostre famiglie”. “Lasciare immediatamente l’area”, aggiungeva il messaggio.
Le Forze di Difesa Israeliane e lo Shin Bet confermano che Ismail Barhoum, successore di Hamas come primo Ministro di Gaza e ministro delle Finanze e delle Istituzioni nell’ufficio politico dell’organizzazione, “è stato eliminato”.
Il Comune di Rafah: “Migliaia di famiglie sono assediate a Tel Al-Sultan sotto bombardamenti, interruzioni di comunicazioni e servizi e il destino delle squadre di ambulanza e di difesa civile è sconosciuto 36 ore fa dopo aver perso i contatti con loro mentre andavano a salvare i feriti. Chiediamo un intervento internazionale immediato per salvare i civili e aprire immediatamente passaggi sicuri”. Non si hanno notizie di personale della Croce Rossa nell’area di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.
Due feriti a Dura, a sud di Hebron da attacco israeliano. Presa una casa. Ferite da soffocamento nel villaggio di Mughair, a nord-est di Ramallah.
IDF registrate all’interno delle corsie del campo di Balata, a est di Nablus. Il Comitato mediatico nel campo di Jenin sostiene che Israele continua ad attaccare il campo da 63 giorni. 300 appartamenti verranno demoliti a breve. Oltre 21mila sfollati, tra cui bambini e donne, sono ancora nei rifugi, nella città di Jenin e in alcuni villaggi del governatorato.
Le Brigate Al-Quds insieme al Battaglione Jenin rivendicano attacco con ordigno esplosivo guidato ad alto potenziale pre-preparato del tipo Sejil con un veicolo militare durante l’assalto a Silat Al-Harithiya.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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