#ISRAELHAMASWAR. È ancora guerra a Gaza e Rafah. Houthi: attaccheremo le navi fino a che non si fermerà la guerra a Gaza

35

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi descrive la guerra israeliana a Gaza come una “vergogna per la civiltà”, ripetendo gli appelli di Pechino per un “cessate il fuoco immediato”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e il primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez che hanno criticato lsraele per i suoi continui attacchi contro la Striscia di Gaza e hanno rinnovato le loro richieste per un cessate il fuoco.

Secondo il Washington Post, dall’inizio della guerra, gli Stati Uniti hanno trasferito segretamente a Israele più di 100 spedizioni di armi che non erano state sottoposte all’approvazione del Congresso perché il loro valore finanziario era inferiore al valore finanziario minimo che richiedeva il rinnovo ufficiale. In effetti, solo due accordi sugli armamenti per Israele – 106 milioni di dollari in munizioni per carri armati e 147,5 milioni di dollari in componenti di proiettili di artiglieria da 155 mm – sono stati presentati al Congresso e hanno suscitato critiche.

Inoltre, più di 100 diversi accordi non sono stati controllati dai legislatori, il che potrebbe ora aumentare le critiche nei confronti dell’amministrazione Biden. Le armi fornite includono munizioni a guida di precisione, bombe guidate SDB, sfonda-bunker e altre armi letali.

Sempre secondo il Washington Post, l’amministrazione Biden sta valutando modi per impedire a Israele di utilizzare armi americane se attaccasse aree densamente popolate nella Striscia di Gaza. Secondo il giornalista David Ignatius, Biden e la sua amministrazione non hanno ancora preso alcuna decisione sull’imposizione di condizioni simili a Israele, ma il fatto che ne stiano discutendo dimostra quanto l’amministrazione sia preoccupata per la crisi nella Striscia di Gaza.

Il Portavoce dell’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa il 7 marzo ha dichiarato che: “Dalla notte scorsa sono arrivati ​​all’ospedale più di 45 morti e 90 feriti, la maggior parte dei quali donne e bambini”. “Preoccupano ancora i morti e feriti sotto le macerie attualmente recuperati con mezzi primitivi”. 

Un gran numero di feriti sono morti a causa della mancanza di capacità dell’ospedale. Difficoltà anche per la Mezzaluna Rossa Palestinese: “Continuiamo le nostre operazioni in varie aree della Striscia di Gaza nonostante i continui attacchi e la mancanza di capacità”. “Chiediamo che venga trovato un corridoio umanitario sicuro per fornire aiuti e che il nemico non prenda di mira gli sfollati”. 

Muhammad Abdel Salam, portavoce di Ansar Allah e capo della delegazione negoziale nazionale ha dichiarato che: “Americani e britannici subiranno le conseguenze della loro militarizzazione del Mar Rosso”. E ha chiosato affermando: “Le forze yemenite non prendono di mira nessuna nave a meno che non venga avvertita di non attraversare, e c’è chi obbedisce e si ritira, e c’è chi rifiuta e viene preso di mira”. “Il mondo non deve fuorviare l’America e dimenticare i crimini genocidi commessi da Israele contro il popolo di Gaza, con il pieno sostegno americano”.

Il cacciatorpediniere D63 Kolkata della Marina indiana ha effettuato un’operazione di salvataggio a fianco della nave portacontainer True Confidence, danneggiata il sei marzo dagli Houthi nel Golfo di Aden. Il portavoce ufficiale delle forze armate yemenite, generale di brigata Yahya Saree ha rivendicato l’atto di Ansarallah: “Le forze navali delle forze armate yemenite hanno effettuato un’operazione di targeting contro la nave americana (TRUE CONFIDENCE) nel Golfo di Aden”. “L’operazione è stata effettuata con una serie di missili navali appropriati e, grazie a Dio, il colpo è stato preciso, provocando lo scoppio di un incendio”. “L’attacco è avvenuto dopo che l’equipaggio della nave ha respinto i messaggi di avvertimento della marina yemenita”. “Tutti gli equipaggi delle navi prese di mira devono allontanarsi rapidamente dopo il primo attacco”.

Bombardamenti aerei a Hodeidah nella sera del 6 marzo. Colpita l’area di Ras Issa nel distretto di Al-Salif con due raid. Ancora raid il 7 di marzo sempre a Hodeidah: un raid nella zona di Al-Jabbana, a ovest della città.

Il 7 marzo, come ogni giovedì, alle ore 14:00 italiane c’è stato il discorso del leader Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi. Il leader dopo aver parlato a lungo dei morti a Gaza e aver incolpato i paesi arabi di essere collusi con chi uccide i palestinesi ha ribadito che: “Gli israeliani non sarebbero stati in grado di fare ciò che hanno fatto a Gaza senza il sostegno e la partecipazione americana”. 

“L’americano sta cercando di nascondere i suoi crimini e ingannare la gente inviando un po’ di cibo a Gaza. Ma gli americani hanno generosamente fornito decine di migliaia di bombe e tonnellate di esplosivo da lanciare sulle teste dei residenti di Gaza, ed ora è venuto a consegnare alcuni pasti!” “Ci sono corridoi terrestri e marittimi attraverso i quali possono entrare gli aiuti per soddisfare la fame del popolo di Gaza, ma gli americani lo impediscono”.

Gli aiuti oltre che a essere ritenuti insufficienti finiscono in mare o alle coste a volte sono completamente inutilizzabili. “L’America ha fornito 100 accordi gratuiti di armi al nemico israeliano, ostacolando qualsiasi mossa seria volta a portare cibo e medicine a Gaza come mezzo per torturare il popolo palestinese”. “Più di 70.000 tonnellate di bombe ed esplosivi sono state sganciate sul popolo palestinese nelle sue città e nelle sue case”. E “Nonostante il grande livello di distruzione, uccisioni e fame, il nemico non è riuscito a raggiungere gli obiettivi dichiarati”. 

In merito agli attacchi alle navi Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi ha riferito: “le operazioni navali yemenite hanno causato grandi perdite economiche al nemico israeliano. La posizione del Brasile e quella del suo presidente sono più chiare e coraggiose di quella di alcuni leader arabi. La Colombia e il suo presidente, il Venezuela e il Sud Africa hanno posizioni avanzate e misure pratiche per rompere le relazioni con il nemico. Il programma con i paesi in via di normalizzazione non è per la pace, ma per l’interesse, la distruzione e il controllo dei paesi”. 

Abdul -Malik ha chiamato ancora una volta al boicottaggio delle merci americane e israeliane. “I popoli oppressi devono agire, anche a livello di boicottaggio delle merci americane e israeliane”. Alcune aziende in effetti come McDonald’s e Starbucks in alcuni paesi hanno annunciato licenziamenti per il calo delle vendite. E ancora auspica che “Il Fronte iracheno intensifichi le sue operazioni”. 

Le operazioni effettuate nel Bahrein Rosso e Arabo ammontano a 64 operazioni, e le operazioni effettuate nella Palestina occupata ammontano a 32 operazioni. “Questa settimana, le operazioni di sostegno effettuate, con l’aiuto di Dio, sono state 8 operazioni, durante le quali 7 navi sono state prese di mira con 19 missili e droni”. “Nelle recenti operazioni sono state usate nuove armi e gli americani e gli inglesi ne sono rimasti sorpresi”. 

Al Houthi afferma che “i corsi di combattimento hanno raggiunto più di 282.000 tirocinanti durante il periodo dell’aggressione contro Gaza. 403 missili balistici, alati e droni sono stati lanciati in operazioni di sostegno all’alluvione di Al-Aqsa”. “Mentre i bombardamenti americano e britannici del nostro paese durante questa settimana è ammontato a 18 incursioni e bombardamenti navali che, grazie a Dio, sono stati tutti fallimenti e non hanno avuto alcun effetto”. “L’unico modo per fermare le operazioni navali del nostro Paese è fermare l’aggressione e l’assedio di Gaza”. 

Al Houthi ha minacciato: “Dico al nemico israeliano, agli americani, agli inglesi e a tutti i nemici, ciò che sta arrivando è più grande in ogni senso della parola”. 

Il quotidiano libanese Al-Akhbar, associato a Hezbollah, riferisce il sette marzo da fonti occidentali che Israele ha informato i paesi occidentali di aver fissato il 15 marzo come scadenza per raggiungere un accordo politico con il Libano e, se ciò non dovesse avvenire, Israele sta intensificando le ostilità verso una guerra su vasta scala. Non è possibile verificare la notizia. Una nota di Hamas riporta: “La delegazione di Hamas, il sette marzo, ha lasciato il Cairo per consultazioni e continui sforzi per fermare l’aggressione a gaza”. “Si consulterà con la leadership del movimento, sottolineando la continuazione dei negoziati e degli sforzi per fermare l’aggressione, restituire gli sfollati e portare aiuti umanitari al popolo palestinese”.

Washington, secondo le fonti social, si sta muovendo per una tregua che durerà 6 settimane a Gaza cercando di evitare l’escalation prevista in Cisgiordania e in altre zone durante il mese di Ramadan, nonché di fare pressioni per il rilascio dei prigionieri, dopodiché Israele continuerà la guerra e l’assedio. 

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornato alle ore 16:00 del 7 marzo

Le sirene hanno suonato nel nord di Israele per dei lanci dal sud del Libano. La Resistenza Islamica Libanese ha rivendicato: “colpi di artiglieria contro un nuovo quartier generale nella zona di Liman”. La resistenza irachena prende di mira l’aeroporto di Kiryat Shmona con droni. Lanci verso Rosh HaNikra, Ya’ara. 

Aerei israeliani prendono di mira terreni agricoli all’ingresso del campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza.

Mentre si registrano ancora scontri nel sud di Gaza. Le Brigate Al-Quds rivendicano colpi di mortaio contro soldati israeliani sulla strada 10, a sud del quartiere di Zaytoun. Scontri con mitragliatrici pesanti registrati nella zona di Juhor ad-Dik. Imboscata contro i militari israeliani: “Le Brigate Al-Qassam hanno teso un’imboscata a una forza sionista composta da più di 20 soldati e hanno fatto esplodere una serie di ordigni esplosivi antiuomo in un appartamento nella città di Hamad”.

La versione dell’IDF è la seguente: “Durante i raid mirati contro le infrastrutture di Hamas nell’area di Hamad a Khan Yunis, le truppe dell’IDF hanno individuato un impianto di produzione di armi, ordigni esplosivi ed equipaggiamento militare. Le truppe hanno anche individuato pozzi di tunnel e centri di comando smantellati utilizzati dalle organizzazioni legate ad Hamas nella Striscia di Gaza”.

E ancora nel comunicato si legge: “Le IDF non hanno parlato dell’imboscata ma affermano di aver ucciso 6 uomini di Hamas nell’area di Al-Qarara a Khan Yunis. Durante le operazioni nel centro di Gaza, le truppe dell’IDF hanno ucciso circa 10 uomini appartenenti ad Hamas”.

Quaranta arresti registrati in Cisgiordania nella giornata del sette marzo. I militari israeliani sono stati attaccati a Tubas mentre cercavano di assediare la città. Scontri registrati anche in altre aree della città. Forze Israeliane hanno staccato nel nord e del sud della Cisgiordania. Sale a 35 il numero dei morti del bombardamento israeliano delle case a Nuseirat e Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. Demolita una struttura agricola nel villaggio di Faqoua, a nord-est di Jenin. 

Un raid aereo israeliano su una casa nella zona di George Street, a est di Rafah, nel quartiere di Al-Jeneina. Sarebbero 5 i morti. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

Per la versione inglese dell’articolo, cliccare qui – To read the english version, click here 
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/