#ISRAELHAMASWAR. Dopo tre raid aerei gli Houthi colpiscono due navi mercantili. Minacciate di rappresaglia le navi italiane. Scontri a Khan Yunis e assalti in Cisgiordania

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Le acque reflue minacciano la vita degli sfollati nelle tende a Rafah, a sud della Striscia di Gaza, le piogge degli ultimi giorni hanno aumentato il livello dell’acqua degli scarichi rischiando di contaminare l’acqua potabile utilizzata dagli sfollati.

Tra le altre notizie che hanno fatto il giro della rete social nell’ultima settimana, c’è la storia della bambina, Hind Rajab, scomparsa da più di una settimana, insieme all’equipaggio dell’ambulanza della Mezzaluna Rossa che è andata a salvarla dopo che era stata circondata dai carri armati israeliani a Gaza in seguito alla morte dei membri della sua famiglia che erano con lei nell’automobile colpita dai raid IDF.

Secondo il ministero dell’Istruzione della Palestina, 4.895 studenti sono stati uccisi e 400 scuole sono state bombardate o danneggiate dall’inizio dell’aggressione a Gaza.

Continuano le critiche da parte di una certa dirigenza statunitense al governo israeliano: l’ex comandante CENTCOM, generale Kenneth F. McKenzie ha dichiarato: «Israele ha iniziato la guerra e non sa come finirla».

Il leader della Rivoluzione e della Repubblica Islamica dell’Iran, Ali Khamenei, chiede ai paesi, soprattutto quelli islamici, di interrompere le loro relazioni con Israele, alla luce della continua aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza. Mentre Hezbollah conferma chiaramente che il Fronte libanese resterà attivo finché continueranno i combattimenti a Gaza, indipendentemente dalle trattative in corso per la liberazione degli ostaggi. 

L’ex segretario della Difesa britannico, Ben Wallace ha dichiarato che: «Non crediamo che gli attacchi anglo-americani alle posizioni Houthi di sabato abbiano provocato vittime civili». «E comunque», fa sapere Wallace, «gli attacchi nello Yemen non potrebbero impedire completamente gli attacchi Houthi alle navi». Nella notte tra del 6 febbraio si contano tre raid anglo-americani che hanno preso di mira la zona orientale della città di Saada, nel nord dello Yemen.

E nonostante i bombardamenti sullo Yemen, Ansar Allah, dichiara il 6 febbraio di aver colpito due navi con missili. La British Maritime Trade Operations Authority ha dichiarato di aver ricevuto un rapporto su un incidente avvenuto a 57 miglia nautiche a ovest della città yemenita di Hodeidah. Mentre il Portavoce delle Forze Armate yemenite, Yahya Saree annuncia: «Le nostre forze navali hanno effettuato due operazioni militari nel Mar Rosso, la prima contro una nave americana, la “Star Nasia”, e l’altra contro una nave britannica, la “Morning Tide”». «Colpite – si legge nel comunicato – con missili navali, colpi precisi e diretti». Secondo l’ufficio del commercio marittimo del Regno Unito (UKMTO) che ha confermato l’incidente a circa 57 miglia nautiche a ovest del porto di Hodeidah, nello Yemen la nave mercantile britannica è stata colpita da un UAV. 

«Le forze armate yemenite sottolineano la continuazione delle loro operazioni militari nel Bahrein rosso e arabo contro le navi israeliane o dirette ai porti israeliani fino alla fine dell’assedio e alla fine dell’aggressione contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza».

In una intervista rilasciata a Repubblica, riportata sui canali social di Ansar Allah, il Membro del Consiglio Politico Supremo Mohammed Ali Al-Houthi afferma: «L’Italia diventerà un bersaglio se partecipa all’aggressione contro lo Yemen. Il suo intervento sarà considerato un’escalation e una militarizzazione del mare e non sarà efficace. Il passaggio di navi italiane e di altre navi durante le operazioni yemenite a sostegno di Gaza è la prova che l’obiettivo è noto».

In aggiunta il Portavoce di Ansar Allah, Muhammad Abdul Salam ha dichiarato: «La base di ciò che lo Yemen cerca è il suo ingresso consapevole sulla linea di fuoco con le sue operazioni navali a sostegno e sostegno di Gaza di fronte all’aggressione israeliana, che è pienamente sostenuta dall’America e dal resto del sistema occidentale». 

Dai media egiziani si scopre che l’Asse Filadelfia non è stato proprio condiviso con il Cairo. Parlare dell’Asse di Filadelfia e dell’avanzata di terra verso Rafah solleva la preoccupazione dell’Egitto, e di fronte a queste sfide, il Cairo sarà tenuto a limitare le sue opzioni e determinare le sue carte per affrontare quella che ha definito “arroganza israeliana”.

Ed ora uno sguardo all’aggravamento della situazione tra Israele e Hamas aggiornata alle 15.00 del 6 febbraio

L’artiglieria israeliana bombarda i dintorni delle città di Markaba, Hula, Mays al-Jabal e Blida nel sud del Libano. Secondo fonti social vicine ad Hamas, si registra un raid israeliano nella città di Marwahin, sempre nel sud del Libano.

Sin dalle prime ore del 6 febbraio sirene udite nell’insediamento “Margaliot” nel nord della di Israele per minaccia di lancio di missili. Le sirene hanno suonato a Ras Naqoura, nella Galilea occidentale. Secondo quanto riferisce un corrispondente di Shehab: “Razzi sono stati lanciati dal Libano verso il sito di occupazione di Jal al-Alam nella Galilea”.

Diversi i bombardamenti arei di Israele su aree nel nord della Striscia di Gaza. Secondo fonti vicino ad Hamas alleati l’esercito israeliano ha distrutto il progetto delle Torri egiziane nel nord di Gaza.

Scontri registrati tra le forze alleate di Hamas e esercito israeliano a Sheikh Ajlin, Tel al-Hawa, Abu Mazen e della zona di Ansar, a ovest di Gaza City. Elicotteri da combattimento israeliani hanno sparato verso le aree occidentali di Gaza City. I feriti sono stati trasferiti all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a seguito dei bombardamenti israeliani su Al-Salam Street nella città di Deir Al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.

A Gaza sud, la Brigata Khan Yunis delle Brigate Al-Qassam continua gli scontri con le forze di Israele nel centro di Khan Yunis. Secondo le fonti locali gli scontri avvengono con mitragliatrici e missili anticarro nelle aree di avanzata al centro, a ovest e a sud di Khan Yunis.

Scontri registrati anche nella zona di Al-Batn Al-Samin e Qizan Al-Najjar a Khan Yunis. Israele sta sparando anche verso la costa del mare di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza.

Secondo il corrispondente di Shehab che riassume gli avvenimenti nella città di Khan Yunis: “I bombardamenti dell’artiglieria hanno preso di mira la zona di Najjar. Incursioni di aerei da guerra contro le aree occidentali e centrali di Khan Yunis. Scontri tra la resistenza palestinese e l’esercito israeliano in tutte le aree dell’incursione nel Governatorato di Khan Yunis”.

In Cisgiordania continuano i raid a scopo di arresti e scontri tra esercito israeliano e milizie legate ad Hamas. Una sparatoria ha colpito le forze israeliane durante l’assalto al villaggio di Al-Nasariya, a est della città di Nablus. Scontri registrati anche durante l’assalto israeliano nella città di Al-Yamoun, a ovest della città di Jenin.

Scontri registrati anche a Gerico tra le Brigate Al-Quds – Battaglione Gerico con le forze di Israele durante l’assalto alla città e ai suoi campi all’alba del 6 febbraio. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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