
Ci sono già almeno sei bombardieri strategici B-2 sull’isola di Diego Garcia. Il senatore repubblicano Lindsey Graham si oppone alla nomina di Eli Sharvit a capo dello ShinBet israeliano: “Le dichiarazioni di Sharvit contro il presidente Trump e le sue politiche creano tensione in un momento critico. Suggerisco ai miei amici di esaminare attentamente chi nominano”.
Amnesty International avverte: “Qualsiasi visita di Netanyahu in uno stato membro della CPI senza il suo arresto incoraggerà “Israele” a commettere crimini”. Il riferimento è alla visita del primo Ministro in Ungheria.
Le navi da rifornimento della Marina americana hanno consegnato grandi quantità di armi strategiche e munizioni al porto di Ashdod. Gli Stati Uniti stanno spostando un’incredibile quantità di merci nel Golfo Persico. Consegnano merci in Israele anche via mare. I fronti sono relativamente calmi e un accumulo di rifornimenti più intenso rispetto al primo attacco contro Israele nel 2023 non fa ben sperare. Il timore e di una preparazione di un’azione contro l’Iran.
Un alto funzionario di Hezbollah ha detto ad Al-Manar che l’organizzazione ha deciso di non rispondere con un attacco dal Libano dopo l’attacco israeliano a Beirut. Secondo lui, Naim Qassem ha scelto un’operazione dal territorio iracheno, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. “L’intelligence israeliana ha identificato movimenti insoliti di veicoli missilistici balistici verso siti di lancio in Iraq”, risorsa RakhaDashot.
Amir-Ali Hajizadeh, comandante dell’aeronautica militare del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche: “Gli Stati Uniti hanno 50.000 soldati in dieci basi nella regione, il che significa che sono in una casa di vetro. Chi vive in una casa di vetro non lancia sassi”. Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane ha sequestrato due petroliere che trasportavano carburante diesel di contrabbando nel Golfo Persico. Una fonte americana: Il sequestro di petroliere nel Golfo Persico lascia al presidente Trump una sola opzione: attaccare l’Iran. Un funzionario iraniano: ci aspettiamo che Israele bombardi i siti nucleari in Iran.
Sono emersi nuovi dettagli sulla proposta di Israele di negoziare un accordo sugli ostaggi: il cessate il fuoco durerà 40 giorni. Il primo giorno del cessate il fuoco prevede la liberazione di dieci ostaggi viventi e liberazione del soldato americano-israeliano Edan Alexander. Il quinto giorno: Hamas dovrà fornire informazioni complete sulle condizioni di tutti gli ostaggi. Si tratta di un elenco dettagliato dei nomi, cioè di ciascuno dei 59 rapiti, così come delle loro condizioni, e non come nel caso della Fase A, dove Hamas nel suo complesso dettagliava quanti dei 33 rapiti tornarono vivi in Israele. Il decimo giorno verranno restituiti 16 ostaggi morti, che si stima siano la metà del numero degli ostaggi morti detenuti da Hamas.
Durante i giorni della tregua si terranno trattative sul futuro e sulle condizioni per porre fine alla guerra. Oltre al rilascio di tutti gli ostaggi e alla restituzione di tutti i civili rapiti, Israele chiede la creazione di una zona di sicurezza nella Striscia di Gaza, la smilitarizzazione della striscia e l’espulsione dei membri di Hamas. Una fonte della sicurezza ha sottolineato che le posizioni israeliane e le attuali richieste nel quadro dell’accordo vengono coordinate con l’amministrazione americana.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 16:30 del 1 aprile. Donald Trump: “il vero dolore degli Houthi in Yemen e Iran deve ancora arrivare”. Il Wall Street Journal riporta che i bombardieri americani B-2 Spirit non sono stati in grado di distruggere il complesso missilistico sotterraneo Houthi utilizzando bombe anti-bunker GBU-57A/B.
Gli Houthi hanno nel frattempo hanno annunciato la distruzione di un altro UAV americano MQ-9 Reaper sulla provincia di Marib. In una dichiarazione si legge: “Confermiamo che continuiamo a impedire la navigazione israeliana nel Mar Rosso e nel Mar Arabico”. Secondo il ministero della Difesa israeliano, gli Houthi cercheranno di aumentare aumentare il ritmo dei bombardamenti su Israele subito dopo l’intensificazione degli attacchi americani. Nel frattempo nella notte almeno quattro i bombardamenti americani sullo Yemen in quattro diverse regioni.
Un alto funzionario iraniano ha detto al Telegraph: “Discussioni intense su una base congiunta statunitense-britannica su Diego Garcia sono in corso da quando gli Stati Uniti hanno stazionato lì i bombardieri. I comandanti militari hanno ricevuto istruzioni di prepararsi per un attacco preventivo contro l’Iran, prima che gli Stati Uniti attacchino l’Iran da lì”.
Il Dipartimento di Stato americano: “il comportamento della Repubblica islamica nel mondo minaccia i nostri interessi. Trump ha rinnovato la sua campagna di massima pressione sul regime iraniano per eliminare la minaccia nucleare. L’Iran non avrà mai armi nucleari”. Blogger legati all’opposizione iraniana riferiscono di una serie di esplosioni avvenute di recente nella zona di Isfahan.
Fonti siriane: “le forze israeliane stanno avanzando nel villaggio di Saida, a ovest della città di Daraa”.
Dal Libano arrivano notizie di diversi attacchi: “Le forze israeliane hanno sparato contro i coltivatori di tabacco a Saasaa, alla periferia di Rmeish, nel Libano meridionale. Attacchi anche alla periferia di Aita al-Shaab, con razzi”.
Attacco aereo israeliano nemico nella periferia sud di Beirut. L’edificio preso di mira si trova nelle vicinanze del complesso Imam al-Kadhim nell’area di Sfeir, nella periferia sud. I tre piani superiori dell’edificio sono stati distrutti. Un edificio residenziale alle 03:30 del mattino. Quattro i morti confermati. Aerei da ricognizione a bassa quota sorvolano i villaggi a ovest di Baalbek. E ancora aerei da guerra israeliani hanno sorvolato la città di Naqoura nel settore occidentale.
L’esercito libanese ha aperto la strada dalla città di Adaisseh verso “Khallet al-Mahafer” a sud della città, dopo che l’IDF ll’ha chiusa con barriere di terra durante la sua ritirata a Maskaf Aam.
E ancora di apprende che mentre l’esercito libanese stava smantellando una barriera avanzata di terra eretta dalle forze israeliane a Tallat al-Mahafir vicino all’avamposto di Misgav Am alla periferia di Odaisseh, una pattuglia israeliana è avanzata e ha preso posizione nelle vicinanze. In risposta, i soldati libanesi si sono ritirati alla prima barriera, che avevano già sgomberato vicino a un avamposto UNIFIL.
Da un annuncio congiunto di IDF, ISA e Mossad si apprende che i bombardamenti a Beirut erano contro uomini di Hezbollah, in modo particolare “il terrorista Hassan Ali Mahmoud Bdeir, un terrorista dell’Unità 3900 di Hezbollah e della Forza Quds iraniana, nell’area di Dahieh, una roccaforte chiave dell’organizzazione terroristica di Hezbollah”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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