#ISRAELHAMASWAR. Continua l’operazione IDF a Rafah. Hezbollah intensifica gli attacchi nel nord di Israele. CPI: sì al mandato per Netanyahu e Gallant e per Hamas ad Haniyeh

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Il procuratore capo della Corte penale internazionale all’Aia ha annullato la sua visita in Israele poco prima della mozione per emettere mandati di arresto per il primo Ministro e il ministro della Difesa del paese: gli Stati Uniti ritengono che ciò metta in dubbio la legittimità dell’indagine. Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha detto che il viaggio in Israele del procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan è stato programmato per la prossima settimana: Khan avrebbe dovuto parlare con funzionari del governo israeliano sullo stato di avanzamento delle indagini e ascoltare la loro versione degli eventi. La delegazione sarebbe dovuta arrivare in Israele lunedì per prepararsi alla visita.

Il governo israeliano ha appreso che la delegazione non era salita sull’aereo solo dopo che è stato annunciato in televisione che il pubblico ministero aveva presentato una mozione per emettere mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Yoav Galant e i leader di Hamas Yahya Sinwar. Mohammed al-Deif e Ismail Haniyeh. “Queste e altre circostanze mettono in discussione la legittimità e la credibilità di questa indagine”, ha affermato Blinken in una nota.

Francia e Belgio hanno rilasciato dichiarazioni a sostegno del mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale contro il primo ministro israeliano Netanyahu.

Israele già prima della sentenza considerava un passo vergognoso e ipocrita l’emissione di mandati di arresto da parte della Corte penale internazionale (CPI) nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa dello Stato ebraico Yoav Galant, ha riferito il canale 13 della televisione israeliana, citando un fonte diplomatica vicina a Netanyahu. 

In materia di negoziati sullo scambio di prigionieri tra Israele e Hamas sono stati sospesi a causa di disaccordi tra le parti, riferisce la televisione e radio Kan. Secondo gli interlocutori di Kan coinvolti nei negoziati, la condizione principale posta dai mediatori – Egitto e Qatar – era la fine della guerra in cambio della liberazione degli ostaggi israeliani. Allo stesso tempo, le posizioni dei partiti differiscono notevolmente riguardo al termine “fine della guerra” e alla richiesta di Israele di porre il veto sui nomi degli uomini di cui Hamas potrebbe chiedere il rilascio.

Un portavoce militare Houthi conferma di aver abbattuto un altro drone statunitense MQ-9 Reaper, il sesto abbattuto dagli Houthi nello Yemen dall’inizio della guerra. Il drone stava conducendo la ricognizione sulla provincia di Al-Bayda. Il veicolo sarebbe stato colpito da un missile iraniano noto come Missile 358. Dall’inizio della guerra contro lo Yemen, gli Stati Uniti hanno già perso 6 droni di questo tipo.

Gli Stati Uniti continuano a cercare dei canali per persuadere gli Houthi a fermare gli attacchi alle navi al largo delle coste dello Yemen in cambio di una parziale revoca delle sanzioni e di un’altra rimozione degli Houthi dalla lista delle “organizzazioni terroristiche”.

Secondo una fonte iraniana, nel giro di pochi giorni, dopo aver ampliato gli attacchi a Rafah, l’asse della resistenza è riuscito ad aumentare il ritmo dell’escalation e ad ampliare il cerchio di fuoco in un modo senza precedenti, e questa volta tutti gli occhi sono puntati su Hezbollah e non c’è più calma nel nord né combattimenti limitati. Secondo il Centro di ricerca Alma in Israele, il governo ha evacuato 43 comunità situate fino a cinque chilometri dal confine libanese. Un totale di circa 61.000 cittadini. A loro si sono aggiunte diverse migliaia di persone che hanno deciso di evacuare autonomamente.

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornato alle ore 18:00 del 21 maggio.

Il ministro della Difesa israeliano Gallant al consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Sullivan ha dichairato: “Siamo impegnati ad espandere l’operazione di terra a Rafah per eliminare Hamas”.

Hezbollah rivendica attacchi al sito di Zabdin nella Shebaa libanese. La resistenza islamica in Iraq rivendica attacco con un drone verso una base di droni israeliani nel Golan. 

Le sirene hanno suonato a sud di Ashkelon nel Kibbutz Zikim. Aerei israeliani in risposta hanno alzato i jet in direzione di i Al-Jabayn, a sud del Libano.

Dalla Cisgiordania Saraya Al-Quds – Brigata Jenin affermano di aver contrastato l’incursione delle forze israeliane nel campo di Jenin e nei dintorni del campo con proiettili pesanti.

A Gaza Nord le Qassam ritornano a colpire all’area Tal Al-Zaatar, presi di mira 5 soldati israeliani con una bomba a mano nelle vicinanze del campo di battaglia di Omar bin Al- Moschea Khattab. Sempre le stesse affermano di aver fatto una imboscata contro soldati israeliani, nelle vicinanze di Al- Moschea Bashir ci sono morti o feriti. Scontri tra Qassam e soldati israeliani anche vicino moschea di Omar bin Al-Khattab.

Resta alta la tensione anche al campo di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Le Qassam hanno riferito di aver preso di mira 3 carri armati sionisti “Merkvah” con proiettili “Al-Yassin 105”. Riferiscono anche di aver distrutto un quartier generale di un comando israeliano a sud-ovest di Gaza City con colpi di mortaio. 

Continuano gli scontri tra Brigate Al-Quds e militari israeliani a Jabalia. Le IDF hanno parlato di uso di missili e lanciarazzi in una moschea; i soldati della 460a Brigata Corazzata hanno effettuato raid contro le infrastrutture di Hamas nelle zone agricole di Jabaliya. Durante i raid, i soldati hanno rinvenuto molte armi tra cui giubbotti, una mitragliatrice FN MAG, bombe a mano, esplosivi e materiali di intelligence. “Nel corso di ricerche approfondite e guidate dall’intelligence, le truppe sono arrivate in una moschea dove hanno localizzato missili e lanciarazzi, che sono stati distrutti.”

Sempre le IDF hanno riferito che la 401a Brigata continua la sua operazione a Rafah: i soldati del 932esimo Battaglione hanno effettuato un raid mirato contro infrastrutture di Hamas e hanno localizzato molte armi.

“Durante questa attività, i soldati hanno eliminato decine di uomini di Hamas nella parte orientale di Rafah che cercavano di avvicinarsi alle nostre forze”. “I soldati del 932esimo battaglione hanno effettuato un’operazione per distruggere le infrastrutture di Hamas. Durante l’operazione, i soldati hanno perquisito un edificio e hanno rinvenuto molte armi tra cui equipaggiamenti protettivi, esplosivi, armi, missili anticarro, attrezzature e strumenti destinati a sfondare le recinzioni”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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