#ISRAELHAMASWAR. Confini con Libano e Giordania a rischio. Pronti ospedali nel Nord Israele. Houthi attaccano con droni e missili nel sud del Mar Rosso

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Il ministero della Sanità israeliano ha incaricato gli ospedali del nord e del centro di Israele di predisporre piani per accogliere migliaia di vittime quotidiane, in uno scenario in cui la guerra con il Libano si espande. La tensione al nord di Israele è al massimo dal 7 ottobre. 

Il Generale riservista dell’esercito israeliano Gershon Hacohen ha detto, sempre in merito al Libano, che il segretario generale di Hezbollah Nasrallah era e rimane un maestro nella gestione e nel combattimento dei conflitti.

In risposta agli attacchi il Libano presenta una nuova denuncia contro Israele al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lo Stato del Libano intende presentare una nuova denuncia alle Nazioni Unite in risposta alla recente denuncia israeliana sul mancato rispetto da parte del Libano della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza.

Il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha dichiarato: «Temo che Israele possa aver commesso atti a Gaza che potrebbero costituire una violazione del diritto internazionale. Il parere legale afferma che Israele finora ha rispettato il diritto internazionale, ma molti incidenti sono ancora in discussione».

L’Ufficio del commercio marittimo del Regno Unito ha segnalato un incidente nello stretto di Bab al-Mandab nel Mar Rosso meridionale, a circa 50 miglia nautiche a ovest del porto di Hodeidah, nello Yemen, controllato dagli Houthi.

Si aggrava la situazione anche al confine con la Giordania. Nella giornata del 10 gennaio si apprende che 120 personalità giordane hanno presentano un progetto di consenso nazionale per sostenere la resistenza palestinese. Il 9 gennaio la capitale giordana, Amman, ha assistito allo svolgimento di un incontro nazionale per sostenere la resistenza palestinese e sostenere Gaza di fronte alla guerra. Su invito del Forum Nazionale per il Sostegno alla Resistenza e la Protezione della Patria, hanno partecipato più di 120 personalità giordane.

Il ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato: «Cerchiamo di accelerare la cessazione della guerra a Gaza e di raggiungere un accordo sullo scambio di prigionieri». Il portavoce ufficiale del ministero degli Affari Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari, ha confermato che la mediazione del suo Paese continua a fermare la guerra a Gaza, aggiungendo: «C’è uno scambio di idee tra il Qatar e vari partiti a questo riguardo».

L’agenzia di stampa Houthi, Saba, ha riferito le parole del portavoce ufficiale delle forze armate yemenite, generale Yahya Saree secondo cui “le forze navali, missilistiche e aeree senza pilota delle forze armate yemenite hanno effettuato un’operazione militare congiunta con un gran numero di missili balistici e navali e droni, prendendo di mira una nave americana che stava fornendo sostegno a Israele”. “L’operazione è arrivata come prima risposta al proditorio attacco alle nostre forze navali da parte delle forze nemiche americane domenica 18 Jumada al-Akhirah 1445 AH”. 

Le Forze Armate yemenite affermano che non esiteranno ad affrontare in modo appropriato tutte le minacce ostili nell’ambito del diritto di legittima difesa del nostro Paese, del nostro popolo e della nostra nazione e che continueranno a impedire alle navi israeliane o a quelle dirette ai porti occupati della Palestina di navigare nel Mar Arabico e nel Mar Rosso “finché l’aggressione non cesserà e l’assedio sui nostri fedeli fratelli nella Striscia di Gaza non sarà revocato”.


Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio, si registrano 21 lanci effettuati dagli Houthi nel Mar Rosso meridionale, tutti intercettati. Il gruppo Ansarallah ha lanciato 18 UAV, due missili da crociera e un missile balistico antinave.

Il presidente della Camera dei Rappresentanti della Malesia, Yahya Al-Rai, ha elogiato la decisione annunciata dal primo Ministro della Malesia di impedire alle navi israeliane di attraccare nei porti malesi.

Adnan Abu Hasna, portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), ha dichiarato che Israele sta trasformando la Striscia di Gaza in un luogo inabitabile e nel peggiore posto sulla terra.

L’esercito israeliano riconosce la morte di uno dei suoi ufficiali nel centro di Gaza sotto il peso degli attacchi della resistenza. Si registra anche un ferito grave, negli scontri di terra in corso con la resistenza palestinese al centro della Striscia di Gaza. Il 10 gennaio secondo i media israeliani 37 soldati sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore.

Il portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari, si prende ufficialmente il merito dell’omicidio di Ali Hussein Burji, sostenendo che è il comandante di Hezbollah responsabile di dozzine di attacchi di droni nel nord di Israele. Sostiene che sia stato lui il responsabile dell’attacco al quartier generale del Comando Nord dell’esercito israeliano.

Se le dichiarazioni dell’esercito israeliano venissero confermate da Hamas e Hezbollah, che Burji aveva guidato l’attacco al quartier generale del Comando Nord, l’esercito israeliano avrebbe ucciso la cellula ATGM che ha distrutto le cupole radar nella base del Monte Meron; gli operatori di droni che hanno attaccato il quartier generale del Comando Nord.

Ma la conferma non arriva, anzi via Al-Mayadeen, che cita Hezbollah, arriva la smentita: “Israele non ha preso di mira il capo della schiera di droni. Non specifica se potrebbe essere stato solo il sud!”. Hezbollah più tardi rilascerà la seguente dichiarazione: “L’autorità radiotelevisiva israeliana, il portavoce militare dell’esercito di occupazione israeliano hanno affermato che aveva assassinato quello che a volte chiamavano l’ufficiale dell’unità UAV di Hezbollah o un ufficiale dell’aeronautica altre volte. Hezbollah nega categoricamente questa falsa accusa, che non ha alcuna verità, e confermano che il mujahid responsabile dell’unità UAV di Hezbollah non è mai stato sottoposto ad alcun tentativo di omicidio, come affermato dal nemico.”

L’attuale affermazione israeliana è che è stato assassinato il capo del distretto meridionale dello schieramento UAV, non il capo dell’intero schieramento UAV. In ogni caso, un chiarimento molto strano da parte di Hezbollah, quasi senza precedenti.

Nel frattempo si apprende dai media israeliani che nell’attentato con camion bomba nella Striscia di Gaza il 9 gennaio abbiano perso la vita o siano rimasti feriti 30 uomini tra soldati e ufficiali. 

Ed ora uno sguardo diretto al fronte.

L’IDF ha annunciato il completamento parziale dell’operazione nel nord della Striscia di Gaza e il ritiro di alcune unità da lì. I militanti continuano a condurre raid e a riferire quotidianamente sulla distruzione delle attrezzature dell’IDF, ma non hanno fornito alcuna prova.

Nella parte centrale dell’enclave, l’aeronautica israeliana sta prendendo di mira attivamente le località e le infrastrutture di Hamas. Una volta completata la “terraformazione del terreno”, si possono prevedere nuovi tentativi di avanzamento dell’IDF nell’area. Nella giornata del 10 si sono registrati anche scontri e attacchi da parte delle brigate legate ad Hamas. 

Nel sud dell’enclave, gli israeliani stanno sistematicamente distruggendo i grattacieli di Khan Younis e gli insediamenti vicini in previsione di un nuovo attacco. Il piano dell’IDF rimane lo stesso: tagliare le difese di Hamas e circondare i gruppi militanti in diverse sacche, spezzando la resistenza in questa parte della Striscia di Gaza. Al momento si registrano scontri e rispettive risposte agli stacchi con numerosi morti da entrambe le parti. 

L’IDF continua la sua campagna di raid e arresti in Cisgiordania, con decine di palestinesi detenuti. Gli scontri più feroci hanno avuto luogo a Tulkarem, Jenin e Nablus, dove gli israeliani hanno addirittura schierato la forza aerea. Si intensificano i lanci della Resistenza Islamica, Hamas, Hezbollah a Gerusalemme e alta Galilea.

La situazione è peggiorata notevolmente al confine con il Libano dopo che gli attacchi israeliani hanno ucciso diversi comandanti di Hezbollah. Un altro raid ha ucciso Ali Hussein Barji, responsabile dell’aviazione senza pilota della zona sud del Libano. 

In risposta, Hezbollah ha lanciato missili balistici e droni nel territorio israeliano, oltre a colpire le posizioni dell’IDF con gli ATGM. Tra gli altri, il gruppo ha colpito l’edificio del Comando Nord dell’IDF a Safed, provocando danni materiali.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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