#ISRAELHAMASWAR. Completato il molo umanitario a Gaza. Fazioni palestinesi: “rifiutiamo qualsiasi tutela sul valico di Rafah”

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Moltissimi gli eventi che hanno caratterizzato la giornata dell’8 maggio nel conflitto Israele -Hamas che fanno comprendere che almeno per tutta l’estate ci sarà un conflitto molto acceso tra le parti. 

Dagli Stati Uniti si apprende che oltre a ritardare le consegne dei kit di bombe guidate JDAM 6.500, l’amministrazione Biden sta anche ritardando la consegna di bombe SDB avanzate per inviare un “messaggio” tra le preoccupazioni di Washington riguardo alle politiche di Israele nella Striscia di Gaza, riferisce Politico.

Il Pentagono ha annunciato il completamento della costruzione di un “molo umanitario” a Gaza. Ieri in Israele è arrivato il direttore della CIA Burns per incontrare gli alti funzionari israeliani e Benjamin Netanyahu. Il report del Dipartimento di Stato americano, che avrebbe dovuto stabilire se Israele ha violato il diritto internazionale nella guerra di Gaza, è stata rinviata a tempo indeterminato. 

Gli avvocati olandesi hanno presentato una richiesta alla Corte penale internazionale per emettere mandati di arresto per Benjamin Netanyahu e funzionari israeliani. 

Il Giornale Israel Today per voce dell’analista militare Yoav Limor: “Dal momento in cui Hamas ha annunciato il suo accordo sui termini del cessate il fuoco, la pressione si è spostata sul governo israeliano affinché anche lui accettasse i termini, e le famiglie dei detenuti lo hanno chiarito per ultime. Questa notte intensificheranno le proteste ed è probabile che otterranno un ampio sostegno popolare, che Hamas spera si tradurrà in ulteriori concessioni da parte di Israele”.

In risposta il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione: “La scorsa notte, con l’approvazione del Gabinetto di Guerra, ho ordinato un’azione a Rafah. Poche ore dopo, le nostre forze hanno issato bandiere israeliane al checkpoint di Rafah e hanno rimosso le bandiere di Hamas. L’ingresso a Rafah ha due scopi militari principali: il ritorno dei rapiti e la distruzione di Hamas”. 

Nesso dei due obiettivi è stato conseguito al momento. Il Portavoce del governo israeliano l’8 maggio ha rincarato la dose: “Israele” non accetterà di porre fine alla guerra a Gaza e di lasciare Hamas al potere. Un UAV di tipo Sky Rider è stato scoperto oggi nell’area di Kfar Saba, l’IDF ha fatto sapere che non ci sono preoccupazioni riguardo a una violazione della sicurezza e non ci sono timori di fuga di informazioni. 

Una fonte da Hamas ad Al-Arabia ha fatto sapere che “il primo round di negoziati si è concluso al Cairo, e Netanyahu ha riportato tutto all’inizio e sta cercando di guadagnare tempo. Il movimento studierà la sua posizione dopo questo ciclo di negoziati e le cose non saranno più come prima dell’invasione di Rafah. Bisogna far sapere alle famiglie dei prigionieri israeliani che l’attuale ciclo di negoziati potrebbe essere l’ultima opportunità per restituire i propri figli”.

Da Rafah fonti mediche palestinesi fanno sapere che l’ospedale Abu Youssef Al-Najjar è fuori servizio dopo l’attacco di Israele alle regioni orientali di Rafah alla luce delle deboli capacità mediche della città. Medici senza frontiere:” Abbiamo iniziato a evacuare i pazienti in grado di camminare dall’ospedale del campo indonesiano. L’attacco a Rafah avrà effetti catastrofici su più di un milione di persone e impedirà l’accesso ad alcuni ospedali vulnerabili alla distruzione”.

La portaerei americana Eisenhower e il cacciatorpediniere Greeley hanno effettuato una rapida operazione di rifornimento nella baia di Souda, sull’isola greca di Creta, dopo aver esaurito le munizioni nel Mar Rosso. Il ritorno della portaerei statunitense “Eisenhower” nel Mar Rosso, dopo il riarmo, avviene alla luce della crisi missilistica nello Yemen di cui non si vede la fine, e dell’intelligence americana che avverte che il conflitto potrebbe continuare per un po’.

La Marina americana ha speso quasi 1 miliardo di dollari in missili per contrastare le minacce provenienti dallo Yemen, una cifra che evidenzia il crescente costo finanziario nel Mar Rosso e la necessità per le navi della Marina di rifornire le proprie munizioni.

Il ministro degli Esteri iraniano Abdullahian ha dichiarato che: “Iran ed Egitto sono interessati a riprendere le relazioni diplomatiche tra loro. Ho parlato con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shehri e stiamo sviluppando una tabella di marcia per riprendere le relazioni.”

Ed ora uno sguardo all’aggravamento Israele Hamas aggiornato alle ore 16:00 dell’8 maggio. Le IDF hanno parlato di 20 obiettivi di Hezbollah colpito nell’area di Ramyeh, nel Libano meridionale, comprese strutture militari e infrastrutture. Durante gli attacchi sono state identificate esplosioni secondarie, indicanti la presenza di depositi di armi nella zona.

Inoltre, gli aerei da combattimento dell’IAF hanno colpito una struttura militare di Hezbollah e un’infrastruttura nelle aree di Marwahin e Kfarkela, nel Libano meridionale.

Hezbollah e la Resistenza Islamica hanno rivendicato diversi attacchi nel Nord di Israele, ci sarebbero diverse vittime secondo la testata israeliana Hadshot Bazman. Attacco missilistico guidato contro un edificio che ospitava soldati israeliani nella città di Al-Matla. 8 missili anticarro sono stati lanciati durante la giornata contro edifici ad Avivim, Metulla, Shlomi, Manara e Hanita, causando danni.

Secondo i media israeliani la difesa aerea nel nord non ha il 100% di capacità di contrastare gli aerei d’attacco inviati da corto raggio e bassa quota. Nel pomeriggio sirene in azione a: Admit, Goren, Elon e Arab Al-Aramsha, Elkush, Matat, Fasuta e Tan’a nella Galilea occidentale per paura di infiltrazioni di droni. Registrata interruzione di corrente ad Avivim e Doviv a causa di attacchi missilistici. Vi sarebbero morti a al Manara e Avivim. Un soldato della Brigata Golani è stato ucciso e gravemente ferito in un attacco di Hezbollah al sito di Al-Malikiyah.

Le Brigate Al-Qassam bombardano militari nel “Sito Militare di Karam Shalom” con un sistema missilistico a corto raggio “Rajoum” da 114 mm. La Resistenza ISalmica afferma di aver colpito soldati israeliani nel sito di Al-Malikiyah. Drone riesce a colpire Ya’ara dove c’è il quartier generale della nuova Brigata Occidentale, bombardato da Hezbollah il sito di Al-Samaqa a le colline libanesi di Kafr Shuba. Sempre Hezbollah ha preso di mira la base di Beranit nella Galilea occidentale con un missile Burkan poco dopo la partenza del ministro della Difesa Yoav Galant.

In risposta raid israeliani su Aita al-Shaab, Kafr Kila, Armati e Jabal Balat, Libano meridionale.

Non si placano gli scontri a Gaza sud. Le Brigate Al-Qassam sono impegnate in scontri con le forze israeliane che penetrano a est della città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. Le| Brigate dei Martiri di Al-Aqsa: “Abbiamo preso di mira un veicolo militare dell’esercito nemico con un proiettile R.P.G. a est di Rafah”. Le Quds parlano di scontri con mitragliatrici e armi d’assalto con i soldati e veicoli israeliani che penetrano a est della città di Rafah, utilizzati i colpi di mortaio regolari calibro 60 nel quartiere di Al-Shoka.

Secondo fonti mediche palestinesi: 35 morti e 129 feriti sono arrivati ​​all’ospedale del Kuwait a Rafah in 24 ore.

Gli account iraniani parlano dio “passi intrapresi dall’asse della resistenza verso la questione del coordinamento e dell’integrazione degli sforzi per scoraggiare queste minacce su Rafah”. Le fazioni palestinesi fanno sapere che: “rifiutiamo qualsiasi tutela sul valico di Rafah”.

Oggi, mercoledì, le fazioni palestinesi hanno rifiutato qualsiasi custodia del valico di Rafah, considerandola un’occupazione.

Secondo un comunicato IDF: “L’IDF sta conducendo una precisa operazione antiterrorismo in aree specifiche della parte orientale di Rafah; I terroristi furono eliminati e i pozzi sotterranei e le infrastrutture furono localizzati in diverse aree. Le truppe di terra dell’IDF stanno continuando la precisa operazione antiterrorismo basata sull’intelligence dell’IDF e dell’ISA per eliminare i terroristi di Hamas e smantellare le infrastrutture terroristiche di Hamas in aree specifiche della parte orientale di Rafah”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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