
Reuters citando un Funzionario dell’esercito israeliano: “L’espansione della guerra a Gaza non inizierà finché Trump non concluderà la sua visita nella regione la prossima settimana – Controlleremo le zone di sicurezza al confine con Gaza per proteggere gli insediamenti circostanti – C’è la possibilità di un accordo durante la visita di Trump o l’operazione a Gaza verrà estesa in modo intensivo”. Nonostante questa dichiarazione nelle ultime 24 ore a Gaza sono morte 48 persone e ci sono stati almeno 142 feriti.
Il Ministro delle Finanze di Israele, Bezalel Smotrich, ha dichiarato: “Gli arabi devono essere esposti a un nuovo disastro in risposta al 7 ottobre. Sfolleremo gli abitanti di Gaza dopo essere stati trasferiti a sud dell’asse Morag, e ci saranno migrazioni su larga scala verso paesi terzi”. L’asse sud ricordiamo ha due confini naturali: l’Egitto e la Giordania. Ed entrambi i paesi hanno per l’ennesima volta protestato contro Israele per l’espansione dell’operazione nella striscia di Gaza.
Nonostante tutti dicano che la questione dello scambio dei prigionieri è a un punto morto, gli Stati Uniti d’America e Il Qatar stanno cercando di portare a casa i prigionieri. Witkoff: “Speriamo di fare progressi negli sforzi per raggiungere un accordo sulla questione dei prigionieri a Gaza e un cessate il fuoco prima delle visite di Trump nella regione”.
Due bombardieri strategici B-52H sono decollati nella mattina del 6 di maggio dalla base aerea di Barksdale, in Louisiana, diretti a Diego Garcia. Lì si uniranno ai sei bombardieri strategici B-2A Spirit schierati sull’isola a marzo, che da allora hanno condotto diversi attacchi contro gli Houthi nello Yemen occidentale e hanno anche agito come deterrente contro l’Iran. Il motivo dell’impiego dei B-52 nella regione è attualmente sconosciuto, anche se potrebbe essere un segnale di un’imminente escalation in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti sperano di riuscire ad ampliare gli Accordi di Abramo, volti a normalizzare le relazioni tra Israele e i paesi arabi, entro il prossimo anno. Lo ha affermato l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steven Witkoff, durante un evento presso l’ambasciata israeliana a Washington, in concomitanza con il 77° anniversario dell’indipendenza dello Stato ebraico. Ha inoltre invitato Hamas a disarmarsi.
Secondo la testata Axios, citando funzionari israeliani: “La guerra a Gaza è il motivo per cui Trump non ha visitato Israele nell’ambito del suo tour in Medio Oriente. “Trump ha dato il via libera a Netanyahu per fare ciò che riteneva opportuno a Gaza”. E ancora si legge: “Trump attualmente non sta svolgendo un ruolo attivo negli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza”.
Il Portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majid al-Ansari, ha dichiarato: “Gli sforzi di mediazione a Gaza continuano nonostante la difficile situazione. Gli aiuti umanitari a Gaza non possono essere usati come una carta di pressione o di negoziazione. Il ruolo dello Stato del Qatar come mediatore onesto riconosciuto a livello internazionale.Gli sforzi di mediazione di Qatar, Egitto e Stati Uniti si concentrano sulla fine della guerra catastrofica nella Striscia di Gaza. Gli sforzi di mediazione hanno portato al rilascio di più ostaggi rispetto a quelli ottenuti con un’azione militare”.
Il Capo di Stato Maggiore, Generale Eyal Zamir, il capo dello Shin Bet Ronen Bar e i membri dello Stato Maggiore stanno valutando la situazione e approvando i piani operativi nella zona meridionale, in preparazione dell’espansione delle operazioni terrestri nella Striscia di Gaza. Ad oggi si sono registrati intensi bombardamenti in tutti e quattro i quadranti della Striscia di Gaza.
Haaretz: “L’esercito ha avvertito il governo che se i combattimenti nella Striscia di Gaza dovessero estendersi, le persone rapite potrebbero essere ignorate e uccise nel giro di pochi giorni. L’esercito teme inoltre che i membri di Hamas possano nascondere i corpi dei rapiti, poiché in un simile scenario, i corpi potrebbero essere persi per sempre se elementi segreti di Hamas venissero uccisi durante i combattimenti”.
Secondo il Washington Post, citando un ex funzionario israeliano: I leader israeliani hanno discusso per mesi l’opzione di lanciare un’invasione completa di Gaza uno scenario di invasione completa per Gaza che richiederebbe almeno 60.000 soldati. I leader militari si sono opposti a questo scenario perché l’esercito non aveva i quadri necessari”.
L’ex Ministro della Difesa israeliano Benny Gantz durante la sua partecipazione a una conferenza organizzata dal quotidiano Mikor Rishon nell’insediamento di “Aufra” a est di Ramallah: “Chiunque parli di uno Stato palestinese o di ritiri è semplicemente estraneo alla realtà e alle esigenze di sicurezza di Israele. Il controllo della sicurezza e la libertà di movimento devono essere preservati a Gaza, in Cisgiordania, nel sud del Libano e Il confine con la Siria. Siamo in un momento opportuno per attaccare gli impianti nucleari dell’Iran. È necessario garantire un’azione diplomatica, economica e militare a lungo raggio per impedire all’Iran di avvicinarsi nuovamente alla soglia nucleare”.
Nel frattempo Netanyahu nei sondaggi è in caduta libera. Channnel 13 ha fatto un sondaggio in cui è emerso che un partito guidato da Nftali Bennett otterrebbe 31 seggi. Il Likud ne ottiene 20. Benny Gantz ne otterrebbe solo 5. Smotrich non supera il tasso di risolutezza. L’opposizione guidata da Bennett ottiene 66 seggi (tra cui la lista araba unificata “Raam”). Il campo di Netanyahu ne ottiene 48. La coalizione del Fronte Arabo per il Cambiamento ne ottiene 6.
Israeli Broadcasting Authority: “Il Ministro del Turismo ha detto a Netanyahu, durante la riunione di governo di ieri, che attaccare gli Houthi è inutile”.
Il leader di Hamas, Naim: “Non ha senso negoziare o affrontare nuove proposte alla luce della guerra per la fame condotta dal nemico israeliano contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza, che la comunità internazionale, soprattutto, ha considerato di per sé un crimine di guerra”. In una dichiarazione di Hamas si legge: “[…] il nostro popolo e la sua resistenza che hanno abbattuto Halevi e i suoi piani criminali, non si lasceranno intimidire dalle minacce e dai piani di Zamir. L’approvazione da parte del governo di occupazione dei piani per espandere le sue operazioni terrestri nella Striscia di Gaza rappresenta una decisione esplicita di sacrificare i prigionieri israeliani nella Striscia di Gaza e riproporre il ciclo di fallimenti iniziato 18 mesi fa, senza riuscire a raggiungere nessuno degli obiettivi dichiarati.”
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornati alle 15:30 del 6 maggio. Attacchi di Israele hanno colpito tra il 5 maggio e il 6 maggio una fabbrica di cemento Bajil ad Hodeidah, il porto di Hodeida dove sono stati distrutti il molo numero 5 e danneggiati altri moli, chiudendo di fatto il porto, l’aeroporto di Sanaa, inutilizzabile, una centrale elettrica a Dahban. Coinvolti almeno trenta aerei israeliani e su Sanaa nella giornata del 6 maggio almeno 20 i raid. Almeno quattro i morti e 39 i feriti al porto di Hodeidah. Il Ministero della Salute di Sana’a, Al-Arab TV Channel: “Tutte le vittime degli attacchi aerei statunitensi e israeliani sono civili”. Attacco anche contro il governatorato di Amran contro una fabbrica di cemento.
Gli attacchi allo Yemen, fino a 2.000 chilometri di distanza, del 6 maggio sono chiaramente anche un messaggio all’Iran.
Dallo Yemen: Una fonte militare di alto livello del Ministero della Difesa ha dichiarato ad Al-Mayadeen: “Le forze armate stanno studiando la qualità della risposta all’aggressione israeliana alle strutture yemenite”. L’HOCC in Yemen invia una notifica formale alle compagnie aeree globali: “Desideriamo informarvi che, in risposta all’escalation israeliana della decisione di estendere le operazioni aggressive contro Gaza, e in risposta alla nostra responsabilità religiosa, umanitaria e morale nei confronti del popolo #palestinese oppresso, le Forze Armate yemenite hanno annunciato un divieto totale di navigazione da e verso gli aeroporti nemici, in particolare l’aeroporto Ben Gurion, a tempo indeterminato. Vi invitiamo a rispettare la dichiarazione al fine di preservare la sicurezza degli aeromobili e dei passeggeri”.
Channel 13: “Israele si sta preparando a rispondere agli Houthi dopo l’attacco allo Yemen e sta alzando il livello di allerta del suo sistema di difesa aerea”. Netanyahu: “Ho continuato l’attacco contro gli Houthi ieri dal quartier generale dell’Aeronautica Militare e continueremo ad agire con forza contro qualsiasi minaccia allo Stato di Israele”.
In risposta il leader degli Houthi Ansar Allah, Mohammed Al-Bukhaiti, ad Al-Arab TV: “La nostra battaglia con Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele continuerà finché l’aggressione a Gaza non cesserà. Affronteremo un’escalation dopo l’altra. Abbiamo molte posizioni nemiche israeliane che non abbiamo ancora preso di mira”. Lo Yemen minaccia di bombardare i serbatoi di ammonio ad Haifa.
Ultime notizie dall’ultimo bilancio: 4 morti a bordo di un aereo da ricognizione che ha preso di mira un gruppo di palestinesi a ovest di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.
Esplosioni sconosciute udite nei quartieri di Hamdaniya e Ramoussa ad Aleppo, nel nord della Siria. Secondo il Corrispondente di Al-Mayadeen: Esplosioni consecutive in un deposito di munizioni ad Aleppo, nel nord della Siria. Non se ne conoscono le origini.
Il Ministero della Salute a Gaza riferisce che ci sono stati 48 morti e 142 feriti nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore. In un comunicato stampa del portavoce dell’esercito di Israele: “L’esercito sta completando l’assedio di Rafah da diverse settimane e le forze sono ancora attive nell’area. Si prevede che la sua area si espanderà fino a includere diverse altre aree e quartieri”.
Nella giornata del 6 maggio bombardamenti in tutti e quattro i quadranti della striscia di Gaza: Al-Shima a Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza. Gigantesca esplosione causata dal bombardamento di abitazioni residenziali da parte dell’occupazione a nord di Beit Lahia, a nord di Gaza. Bombardamento di artiglieria a nord del campo di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. L’esercito di Israele ha distrutto edifici residenziali a est di Gaza City. I droni hanno preso di mira le vicinanze della scuola di Al-Sawarah, a nord della città di Al-Zawaida, nella Striscia di Gaza centrale. Elicotteri israeliani sparano contro il quartiere di Al-Farraheen, a nord della città di Abasan al-Kabira, a est di Khan Yunis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Feriti gravi a seguito del bombardamento di un appartamento residenziale da parte dell’occupazione vicino alla zona di Al-Hawaz, a ovest di Khan Yunis. Bombardamento di una tenda di sfollati vicino all’Al-Rabat College di Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis. Bombardamenti dell’artiglieria israeliana sono stati ripresi a est di Gaza.
Secondo la Radio dell’esercito israeliano: Gli aiuti umanitari saranno distribuiti in tre località di Rafah e a ogni famiglia. La sicurezza stima che ogni famiglia abbia bisogno di 70 chilogrammi di pranzo per sopravvivere. Decine di coloni hanno attaccato la pianura di Marge, tra Al-Maghir e Abu Rafah, a nord-est di Ramallah, e hanno incendiato i raccolti agricoli.
Demolite 106 case nei campi di Tulkarem, ad Abu Mazen. Arrivo di veicoli d’occupazione in via Rojeb, a est di Nablus, accompagnati da un bulldozer militare. Cecchini delle forze di Israeliane occupano i tetti di alcune abitazioni nella periferia a est di Nablus. Nuovi rinforzi militari assaltano la città di Nablus dal checkpoint di Aurta.
Le ruspe israeliane nel campo di Nour Shams a Tulkarem hanno effettuato operazioni di demolizione. Nel corso di 100 attacchi, più di 2984 case sono state demolite dalle forze di occupazione nei campi di Tulkarem e Noor Shams, nella Cisgiordania settentrionale. I coloni hanno tagliato 40 ulivi nel villaggio di Al-Sawaiya, a sud di #Nablus. Nel pomeriggio el sei maggio le IDF concedono ai palestinesi due ore per evacuare le proprie case, dopo l’annuncio della demolizione di decine di edifici nei campi di Nour Shams e Tulkarem.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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