#ISRAELHAMASWAR. Ben Gvir vs Netanyahu. Houti attaccano con la Resistenza Islamica la centrale elettrica Orot Rabin a Hadera

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Tra le dichiarazioni del presidente statunitense Joe Biden che hanno suscitato scalpore: “Hamas non è popolare in Cisgiordania”. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato il presidente americano Joe Biden e la sua Amministrazione di complicità nelle atrocità della guerra israeliana nella Striscia di Gaza e ha accusato gli Stati Uniti e gli altri alleati della NATO di “alimentare il fuoco” della guerra in Ucraina”. Il presidente turco Erdogan sempre al vertice della NATO ha detto non tollereremo i tentativi di sviluppare la cooperazione tra Israele e NATO. Nel frattempo si apprende che la NATO ha deciso di aprire il suo ufficio per le comunicazioni in Giordania.

Il primo Ministro ceco, Per Fiala, ha parlato con il presidente della Knesset Amir Ohana e lo ha informato che la Repubblica ceca si appellerà al Tribunale dell’Aja contro i mandati di arresto del primo ministro Netanyahu e del ministro della difesa Galant. Knesset: “La Repubblica Ceca ha scelto il lato giusto della storia. I mandati di arresto sono una vergogna morale.”

Un Bombardier CL 600 dell’aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti (UAF1351 matricola 1350) è atterrato oggi a Tel Aviv. Questo è il terzo volo di questo tipo nelle ultime 72 ore. I media israeliani hanno affermato che gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto hanno accettato di partecipare a una forza di sicurezza di Gaza del dopoguerra, in coordinamento con gli Stati Uniti.

In Israele si intensificano i sentori di una rottura all’interno della destra al potere. Secondo un sondaggio pubblicato da Israelnationalnews: “Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha il maggior sostegno tra gli elettori della coalizione per la posizione di leader del blocco religioso di destra il giorno dopo le dimissioni del primo ministro Benjamin Netanyahu”. Nel frattempo sempre i media israeliani affermano che Gvir spesso non risponde al telefono a Netanyahu

Secondo Channel 13: “Si registra un’escalation di atti di odio e attacchi da parte dei coloni contro i cristiani a Gerusalemme”. Secondo l’Ex ministro della Difesa e membro della Knesset Avigdor Lieberman: “Se questa Knesset continuerà con l’attuale coalizione fino al 2026, lo Stato di Israele non esisterà più”.

L’ex capo del Mossad Tamir Pardo: “I fallimenti continuano dal 7 ottobre e la loro entità non può essere stimata”. Secondo Channel 14: “Sono passati 18 anni dalla Seconda Guerra del Libano (luglio 2006), e se la guerra scoppierà di nuovo, non sarà come la guerra del 2006. Hezbollah possiede ora centinaia di migliaia di razzi a lungo, medio e corto raggio, migliaia dei quali sono missili a guida di precisione progettati per colpire le risorse strategiche di “Israele”, decine di migliaia di droni esplosivi, numerosi tunnel e una forza d’élite di diverse migliaia di combattenti conosciuta come la “Forza Radwan””.

Secondo il leader Houthi Abdul Malik al-Houthi: “Una delle operazioni più importanti della settimana è stata l’attacco a una nave americana a nord-est di Socotra, e il nemico ha espresso i suoi timori per l’espansione della minaccia”.

Confermata la notizia dell’apertura di un “ufficio di coordinamento” nella capitale irachena per operazioni congiunte contro Israele tra le forze di Sanaa e la resistenza irachena, e si prevede che si intensificheranno ulteriormente. A conferma di quanto annunciato, la Resistenza Islamica in Iraq ha annunciato attraverso la sua piattaforma ufficiale, l’attacco con droni suicidi alla centrale elettrica “Orot Rabin” a Hadera, che si trova sulla costiera mediterranea israeliana.

Rinnovate da parte di al Houthi le minacce all’Arabia Saudita : “Le nostre operazioni non si fermeranno e l’Arabia Saudita non riuscirà a fermarle”. Nella giornata del 12 di luglio l’Autorità marittima britannica riceve un rapporto da una nave commerciale riguardante esplosioni a circa 21 miglia nautiche a ovest del porto yemenita di Mokha

Nel pomeriggio del 12 di luglio un annuncio congiunto dell’IDF e dell’ISA afferma che: “L’IDF e l’ISA hanno eliminato il vice comandante del battaglione Shejaiya di Hamas. Sulla base dell’intelligence dell’IDF e dell’ISA, l’IAF ha eliminato il vice comandante del battaglione Shejaiya di Hamas, Ayman Showadeh. Ayman è stato in precedenza un agente chiave nel quartier generale delle operazioni di Hamas ed è stato coinvolto nella direzione del massacro del 7 ottobre. Durante la guerra, fu attivamente coinvolto nel combattimento con il battaglione Shejaiya e diresse numerosi attacchi contro le truppe dell’IDF. Oltre ad Ayman, è stato eliminato anche Ubadah Abu Heen, comandante di compagnia del battaglione Shejaiya che ha ricoperto un ruolo significativo durante la guerra”.

Ed ora uno sguardo all’aggravamento Israele – Hamas-Hezbollah aggiornato alle ore 16:30 del 12 luglio

Un bombardamento israeliano ha preso di mira la periferia orientale della città di Al-Adissa, a sud del Libano. L’esercito israeliano ha attaccato con un missile teleguidato Teir Harfa e Al-Jebayn. È stato segnalato anche un attacco aereo israeliano a Kfarkila. E un attacco di droni su una motocicletta tra i villaggi di Al-Mari e Rashaya Al-Fukhar.

L’IDF in un comunicato ha parlato di voler colpire le strutture militari di Hezbollah nell’area di Taybeh e le infrastrutture terroristiche nell’area di Kfarkela. Bombardata la città di Wazzani, nel sud del Libano

Le sirene hanno suonato ad Adamit, ad Avivim, Margaliot, Metulla nord di Israele a Kerem Shalom, una comunità vicino alla Striscia di Gaza. Le Forze del martire Omar Al-Qasim: Insieme alle Brigate Mujaheddin rivendicano: “Abbiamo bombardato il sito “Nahal Oz” con una salva missilistica”. “La Resistenza islamica in Libano: prendere di mira il sito “Ruwaisat al-Qarn” nelle fattorie libanesi occupate di Shebaa con armi missilistiche, ottenendo un colpo diretto”.

Continuano gli scontri a Gaza, quelli più violenti registrati a Rafah nel sud della Striscia di Gaza. Quatto morti e feriti a seguito di un bombardamento di un appartamento residenziale della famiglia Abu Hashem vicino alla torre Al-Zaharna in via Al-Jalaa a Gaza City. A Tal al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City si registrano attacchi IDF e imboscate ai danni dei militari israeliani. 

Un video di testimoni oculari che mostra l’attacco dell’aeronautica israeliana contro una scuola nella città di Abasan Al-Kabira nella Striscia di Gaza è apparso in rete. La struttura ospitava rifugiati provenienti da altre parti dell’enclave. Secondo il ministero della Sanità palestinese, ventinove persone sono state uccise nell’attacco, tra cui bambini, più di venti sono rimasti feriti.

L’IDF continua ad operare nella Striscia di Gaza centrale e meridionale. Diversi lanci identificati mentre attraversavano l’area di Beit Hanoun sono caduti in aree aperte vicino a Lachish, nel sud di Israele. Non sono stati segnalati feriti. L’IAF ha poi colpito obiettivi di Hamas nell’area da cui sono stati identificati i lanci.

Le truppe dell’IDF continuano l’attività operativa mirata e basata sull’intelligence nell’area di Rafah. Nell’ultimo giorno, le truppe hanno eliminato numerosi uomini di Hamas in combattimenti ravvicinati e attacchi aerei e hanno smantellato le infrastrutture terroristiche nell’area.

Inoltre, sulla base dell’intelligence, le truppe dell’IDF che operano nel centro di Gaza hanno localizzato un laboratorio di produzione di armi e una grande quantità di fondi utilizzati per attività di Hamas. Inoltre sono stati eliminati i terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe presenti nella zona.

Secondo fonti palestinesi vi sarebbe stato un bombardamento delle forze israeliane posizionate nell’asse “Netzarim” con colpi di mortaio e missili “Rajum”

L’IDF lancia pesanti attacchi sulla parte occidentale di Khan Yunis. Le Brigate Al-Qassam rivendicano: “abbiamo preso di mira un carro armato “Merkvah” e una nave da trasporto truppe di occupazione con due proiettili “Al-Yassin 105” nel quartiere di Al-Tanour e in via “George”, a est di Rafah”.

Attacco Israeliano a Abwein, a nord-ovest di Ramallah, scontri con i palestinesi.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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