#ISRAELHAMASWAR. Azione diversiva houthi: missili e droni contro navi da guerra per colpire nave commerciale. Israele accusa la Turchia di aver sostenuto Hamas negli attacchi del 7 ottobre

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Il primo marzo il Pentagono ha fatto sapere che lancerà nei prossimi giorni una campagna per fornire aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, che l’amministrazione Biden dovrebbe annunciare oggi fonte WSJ. E la conferma è arrivata a distanza di poche ore dal Presidente degli Stati Uniti, JoeBiden: “gli Stati Uniti stanno trasportando in aereo cibo e rifornimenti aggiuntivi a Gaza”. Gli aiuti sono arrivati a bordo di tre aerei da trasporto militare C-130J hanno sganciato 66 pacchi contenenti 38mila razioni il due di marzo. 

Sempre il due di marzo l’aeronautica militare egiziana ha organizzato un ponte aereo da Al-Arish verso zone inaccessibili della Striscia di Gaza. “Ora ci saranno voli giornalieri durante i quali aerei da trasporto militare consegneranno aiuti umanitari nelle aree isolate di Gaza”. Si cerca dunque di placare la fame e la sete di Gaza con ponti aerei con il benestare di Tel Aviv. 

Il tre marzo invece dalla social sfera afferente al Libano si apprende che in Libano, il mediatore americano Amos Hochstein presenterà a Beirut un piano in tre fasi per calmare il fronte libanese: “Il cessate il fuoco a Gaza porterà a un cessate il fuoco in Libano e al ritorno alle loro case dei residenti su entrambi i lati del confine. Aumentare lo schieramento dell’esercito libanese vicino al confine e porre fine a qualsiasi attività militare visibile di Hezbollah a sud di Litani. Negoziati riguardanti il ​​confine terrestre tra paesi”. 

Israele ha attirato l’attenzione sulla somiglianza della situazione attuale con quanto accaduto alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Sempre da Israele si apprende che un portavoce del ministero degli Esteri turco attacca il ministro degli Esteri Israel Katz, che ha accusato Erdogan di sostenere Hamas e il massacro del 7 ottobre: ​​“È chiaro che prima o poi tutti i membri del governo israeliano saranno ritenuti responsabili dei crimini che commettono nella Striscia di Gaza . Il governo israeliano deve fermare il massacro deliberato, sistematico e indiscriminato degli abitanti di Gaza”.

Dal fronte si apprende che un bulldozer dell’IDF schiaccia le motociclette dei palestinesi che avrebbero preso parte agli eventi del 7 ottobre. E ancora il Generale della riserva dell’esercito israeliano, Yitzhak Brik ha detto alla stampa che: “C’è un completo collasso della disciplina operativa nel nostro esercito e, se continua così, non riusciremo a sconfiggere Hamas. Si tratta di uno scandalo senza precedenti poiché l’esercito combatte senza un piano”. 

Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronot riferisce che l’esercito israeliano ha distribuito doni per il Ramadan ai residenti dell’insediamento Hamad a Khan Yunis.

Il presidente turco Erdogan nei giorni scorsi ha ribadito che: “Quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza è un genocidio deliberato”.

Mentre dalle fonti social afferenti all’Iran si apprende che Teheran ha annunciato di aver giustiziato un terrorista che secondo le autorità lavorava per il Mossad e che l’anno scorso aveva effettuato un attacco a una struttura del Ministero della Difesa a Isfahan. Secondo il rapporto, è stato arrestato in un paese vicino pochi giorni dopo l’attacco.

Il Nicaragua ha formalmente presentato un ricorso alla Corte internazionale di giustizia contro la Germania, accusandola di non aver impedito il genocidio dei palestinesi nella Striscia di Gaza e di “facilitare la commissione del genocidio”.

Il primo marzo la delegazione di Hamas è stata a Mosca e ha incontrato il viceministro degli Esteri Mikhail Bogdanov, viceministro russo che ha la delega al Medio Oriente e si occupa anche di Nord Africa. Secondo la TV Al-Arabiya che ha citato le parole di Munir Al-Yagow, alto funzionario di Fatah: “I colloqui di Mosca hanno allentato le tensioni e rotto il ghiaccio tra le fazioni palestinesi”. Ricordiamo che Hamas è in disaccordo con la Resistenza Islamica sulla questione del rilascio degli ostaggi.

Anche gli Houthi hanno continuato gli attacchi mediatici e reali contro gli interessi israeliani in favore della causa dei palestinesi. Le immagini satellitari hanno mostrato l’affondamento definitivo dalla nave portarinfuse Rubymar – fallito anche l’ultimo tentativo di salvataggio della nave che è andata a fondo. Ricordiamo che la nave trasportava 21.000 tonnellate di fertilizzante, che potrebbe causare un disastro ambientale locale nel Mar Rosso. 

Il leader di Ansarallah Abdul Malik al-Houthi ha promesso ulteriori “sorprese militari e attacchi a sorpresa” contro le navi da guerra statunitensi e britanniche in risposta agli attacchi nello Yemen. 

Il ministro dei Trasporti Houthi ha dichiarato, facendo eco alle parole del leader di Ansarallah: “che le attività delle navi da guerra statunitensi e britanniche contro lo Yemen hanno causato interruzioni nei cavi di comunicazione sottomarini nel Mar Rosso”. Anche l’Associated Press ritiene poco probabile che tre cavidi comunicazione sottomarini nel Mar Rosso sono stati danneggiati dagli attacchi Houthi. 

Il tre marzo il ministero della Difesa italiano ha riferito che nella mattina il cacciatorpediniere D554 Caio Duilio ha intercettato un UAV lanciato dagli Houthi nel Mar Rosso. A questo punto anche le navi italiane, rientrano tra gli obiettivi possibili nel Mar Rosso. Non si è fatta attendere la risposta degli Houthi in merito all’abbattimento del drone: “Continueremo ad affondare le navi britanniche in mare”. 

Il 4 marzo le autorità britanniche per le operazioni del commercio marittimo hanno dichiarato: “Abbiamo ricevuto la segnalazione di un incidente a 91 miglia nautiche a sud-est di Aden, nello Yemen”. Gli Houthi rivendicano attacco contro una nave nel Mar Arabico. Si tratta di una nave portacontainer battente bandiera liberiana e collegata a “Israele” a 88 miglia nautiche a sud-est di Aden. Si tratterebbe della “MSC SKY”. L’operazione è stata possibile da copertura di lancio di droni e missili contro le navi da guerra che stazionano nel Mar Rosso. La nave è stata colpita e ha emesso un segnale di soccorso. La società di sicurezza Embray afferma che è scoppiato un incendio a bordo di una nave portacontainer colpita da un’esplosione nelle vicinanze di Aden. Nessun ferito.

Ed ora una uno guardo alla situazione tra Israele e Hamas

Nel fine settimana gli attacchi dell’IDF nella Striscia di Gaza hanno colpito gli insediamenti di Otafa e le aree meridionali. Hamas cattura un altro UAV israeliano SkyLark

Il tre marzo Hezbollah ha bombardato oggi il villaggio di Shlomi in Israele utilizzando un pesante razzo Burkan. Mentre il quattro marzo una salva missilistica è stata lanciata dal nord di Gaza verso Sderot. Attaccata Ashkelon con una salva di razzi KN-103 dal nord della Striscia di Gaza. Anche nel tardo pomeriggio del quattro marzo le sirene hanno suonato a Gonen e Lehavot HaBashan, nel nord di Israele.

Registrati ancora scontri a Gaza nord, segnalati sia da parte di Israele sia da parte di Hamas. Scontri segnalati anche a est del campo di Jabalia, secondo la social sfera vicino ad Hamas ci sarebbero morti e feriti tra i militari israeliani. 

Le Brigate Al-Aqsa rivendicano attacco contro soldati e veicoli israeliani che circondano il sito di Abu Mutaybq, a est del Distretto Centrale, con una serie di colpi di mortaio.

A Gaza sud continuano gli scontri a Khan Yunis. Soprattutto nell’area sud est della città. In zona Al-Zana. Ripresi gli scontri anche nell’asse Al-Taqaddum nelle vicinanze della città di Hamad, a ovest della città di Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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