
A Davos, Jared Kushner ha illustrato una presentazione che delineava un “piano generale” per il futuro di Gaza. Jared Kushner, membro esecutivo del Consiglio di Pace, invita ebrei, arabi e turchi a calmarsi e, per una volta, a lavorare insieme per un Bene Superiore: “Vedo molte persone che cercano di intensificare la tensione, criticando Israele, o gli israeliani che criticano la Turchia o il Qatar. Direi: calmatevi per 30 giorni. Credo che la guerra sia finita. Diamole una possibilità e facciamo del nostro meglio per andare avanti. Se crediamo che la pace sia possibile, allora la pace può essere possibile”.
A Davos sono stati firmati anche gli accordi per il Consiglio di Pace; i firmatari sono 19: Bahrein; Marocco; Argentina; Armenia; Azerbaigian; Bulgaria; Ungheria; Indonesia; Giordania ; Kazakistan; Kosovo; Pakistan; Paraguay; Qatar; Arabia Saudita; Turchia; Emirati Arabi Uniti; Uzbekistan; Mongolia. Il presidente degli Stati Uniti Trump annulla l’invito del Canada a partecipare al Consiglio di Pace. Il Primo Ministro spagnolo annuncia che il suo Paese rifiuta l’offerta di aderire al Consiglio.
Il Presidente rumeno, Nicușor Daniel Dan: “Stiamo ancora valutando la partecipazione al Consiglio per la Pace del Presidente Trump”. Tra i membri del Consiglio di Pace di Trump, i cittadini di 11 paesi che vi hanno aderito non possono ottenere il visto per entrare negli Stati Uniti.
Trump ha definito “molto interessante” la proposta di Vladimir Putin di utilizzare i beni russi congelati per contribuire al “Consiglio di Pace”. Trump ha osservato che alcuni paesi hanno contribuito “molto più” di 1 miliardo di dollari per aderire al “Consiglio di Pace”.
Il ministro degli Esteri belga Maxime Prévost ha smentito le indiscrezioni secondo cui il paese avrebbe aderito al Consiglio di pace. A suo dire, Bruxelles nutre dubbi su questa iniziativa e desidera una “risposta europea comune e coordinata”.
Il primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer: “Sono preoccupato per la presenza di Putin nel Consiglio di Pace. Sta dichiarando guerra a un paese europeo. Stanno sganciando bombe sull’Ucraina. La gente pianta tende in soggiorno per stare al caldo”.
Sono in corso negoziati tra gli Stati Uniti e l’Autorità Nazionale Palestinese in merito alla possibilità che l’Autorità Nazionale Palestinese aderisca al Consiglio di Pace. Israele starebbe ostacolando questo passo.
Channel 12 da una fonte del Consiglio per la Pace: “L’amministrazione Trump non concederà ad Hamas più di qualche mese per disarmarsi”. “Ai cittadini di Gaza sarà impedito di tornare nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah, tranne che per casi umanitari”. La richiesta del Governo di aprire il valico di Rafah: “In previsione della possibilità di aprire il valico di Rafah, il Ministro Strook ha chiesto, nell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri, di non apporre il timbro dell’Autorità Nazionale Palestinese sui passaporti dei cittadini di Gaza, dopo aver preteso che i cittadini di Gaza in partenza ricevessero un documento in aggiunta al passaporto, senza alcuna menzione dell’Autorità Nazionale Palestinese”.
Secondo il canale Kan: “Un altro valico verrà costruito vicino all’attuale a Rafah, sotto la supervisione israeliana, dove le forze di sicurezza israeliane potranno effettuare ulteriori controlli di sicurezza sui pedoni”.
Le modalità operative del valico di Rafah sono state praticamente definite, con l’istituzione di un valico aggiuntivo sotto la gestione israeliana e l’ispezione di sicurezza a distanza, come parte della seconda fase delle intese, nonostante una discrepanza tra le dichiarazioni politiche e i dati esecutivi sul campo.
Antonio Costa, Presidente del Consiglio Europeo: “L’Unione Europea è pronta a collaborare con l’America per attuare un piano di pace globale per Gaza. Nonostante i seri dubbi su diversi punti della Carta del Consiglio di Pace proposta da Trump, in particolare quelli relativi alla portata dei lavori del Consiglio, alla sua giurisdizione e alla sua coerenza con la Carta delle Nazioni Unite”.
Le importazioni di petrolio dell’Azerbaigian in Israele attraverso la Turchia sono aumentate del 31% nel 2025, raggiungendo circa 94.000 barili al giorno, nonostante l’embargo commerciale imposto dalla Turchia – Reuters. Questo rende l’Azerbaigian il principale fornitore di petrolio di Israele, con spedizioni effettuate attraverso il porto turco di Ceyhan. Anche le petroliere disattivano temporaneamente i transponder e mostrano false destinazioni, come Egitto o Cipro, ma alla fine attraccano e scaricano in Israele.
Resta alta la tensione USA-Israele contro l’Iran: “Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto alle dichiarazioni di Zelensky: “A differenza del vostro esercito, che dipende dagli aiuti esteri ed è pieno di mercenari, noi sappiamo difenderci bene e non abbiamo assolutamente bisogno di chiedere aiuto agli stranieri”. Il Procuratore Generale iraniano Mohammad Mubahedi: “L’affermazione di Trump secondo cui il suo intervento avrebbe portato alla sospensione di 800 esecuzioni di manifestanti è infondata e errata”. Sempre dall’Iran cominciano a circolare notizie che alcuni manifestanti sarebbero stati uccisi da proiettili di fabbricazione israeliana, dopo aver mostrato i proiettili di origine sovietica.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 14:30 del 23 gennaio. Il portavoce degli Houthi Yahya Qasim Saree : “Se gli Stati Uniti attaccano l’Iran, attaccheremo le navi americane”.
Gli Stati Uniti stanno valutando un ritiro completo delle truppe americane dalla Siria ha detto il WSJ ma ovviamente la situazione è impensabile. Solo con il pieno raggiungimento tra Israele e Siria degli accordi di Abramo, gli Stati Uniti potrebbero pensare di lasciare la Siria. In ballo inoltre c’è la gestione del petrolio e del gas siriano.
Sempre secondo Wall Street Journal: “Le truppe dell’esercito siriano si sono avvicinate pericolosamente ai soldati americani in Siria durante un’operazione contro i curdi, e almeno una volta gli americani hanno abbattuto un drone siriano apparso vicino a una delle loro postazioni”.
Due aerei da ricognizione israeliani sorvolano la città di Bosra al-Harir, nella campagna orientale di Daraa.
Nel frattempo la macchina bellica anti Iran è in moto. Le forze aeree europee stanno effettuando un dispiegamento su larga scala in Medio Oriente. Le forze armate tedesche, francesi e britanniche stanno inviando jet Eurofighter alla base aerea di Akrotiri a Cipro e alla base aerea di Mafraq Al-Sultan in Giordania. Almeno 29 aerei da trasporto C-17 dell’Aeronautica Militare statunitense e almeno 12 aerei cisterna per il rifornimento in volo sono arrivati in Medio Oriente negli ultimi cinque giorni, atterrando principalmente in Qatar e Giordania. Simili schieramenti di mezzi aerei americani erano stati osservati prima dei precedenti attacchi statunitensi e israeliani contro gli impianti nucleari iraniani.
Il primo Ministro uscente Al Sudani dell’Iraq ha chiesto: “I paesi dell’Unione Europea devono accogliere gli elementi dell’ISIS che hanno la loro nazionalità e garantire il loro processo”. Nel frattempo circa 150 elementi di Daesh dalla Siria son arrivati in Iraq. In totali ne arriveranno 7.000 inclusi 2.000 stranieri.
L’esercito americano è prossimo al completamento della formazione di un “blocco militare” attorno all’Iran in previsione di un attacco su larga scala. Decine di caccia F-15E, progettati per attacchi a terra, sono concentrati nella regione occidentale, in Giordania. Nella regione orientale, nel Mar Arabico e nel Golfo Persico, opera la portaerei CVN 72 Abraham Lincoln, dotata di caccia stealth (F-35C) e capacità di guerra elettronica, insieme a numerose navi di scorta con ampie capacità di attacco a lungo raggio. Nella regione meridionale, i media segnalano un aumento del movimento di aerei da trasporto e attrezzature verso la base aerea di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, solitamente utilizzata per i bombardieri pesanti B-52H o B-2.
Il gruppo d’attacco della portaerei Abraham Lincoln è nella zona di attacco per l’Iran dal 23 gennaio alle ore 10:00 italiane. Trump, durante un briefing per i giornalisti su un aereo in rotta da Davos a Washington: “Abbiamo molte navi dirette verso l’Iran. Abbiamo un’armata diretta verso di loro. Speriamo di non doverla usare. Sanno cosa vogliamo. Ci sono molti omicidi in corso”.
Secondo il Financial Times: “La prossima guerra potrebbe essere più grande della Guerra dei Dodici Giorni. Un aereo di comando e controllo del CENTCOM è arrivato in Giordania. In precedenza, un corrispondente della BBC aveva riferito che la Giordania sarebbe probabilmente diventata un’importante base statunitense in caso di una possibile guerra con l’Iran”. L’Iran ha lanciato un avvertimento a diversi paesi confinanti: se un paese sostiene gli Stati Uniti e Israele nelle azioni contro l’Iran, quel paese diventerà un obiettivo legittimo per l’Iran.
Un carro armato israeliano ha sparato dal sito di al-Hamam contro il perimetro di una forza dell’esercito libanese e delle forze UNIFIL a sud della città di Khiam. Nella mattina del 23 gennaio, si registra un attacco fallito con un drone israeliano sull’autostrada di Baalbek e un successivo attacco nella stessa area.
Il Consiglio Regionale di Hevel Eilot, nel sud di Israele, ha diffuso q un messaggio insolito ai suoi dipendenti: “A causa della situazione di sicurezza, è richiesta la vostra piena prontezza durante il fine settimana. Dovete essere disponibili per qualsiasi compito di emergenza”. Il portavoce dell’esercito israeliano, Avi Dfrin: “Con l’avvicinarsi dello Shabbat, non ci sono cambiamenti nelle istruzioni del Comando del Fronte Interno, vi aggiorneremo in caso di cambiamenti”. Il Comando del Fronte Interno Israeliano: “A causa delle tensioni sulla sicurezza, il Comando del Fronte Interno attiverà sabato il servizio Silent Wave su diverse stazioni radio, dove la trasmissione rimarrà completamente silenziosa e verrà interrotta solo in caso di pericolo o di un allerta, per consentire al pubblico che osserva lo Shabbat di ricevere immediatamente istruzioni e avvisi salvavita, attraverso frequenze designate di emittenti religiose e pubbliche”.
Le navi della marina israeliana hanno sparato il 22 gennaio verso la costa di Khan Yunis per una ragione sconosciuta. Sindaco del Comune di Khan Yunis: “Stiamo attraversando una vera e propria crisi nella fornitura di carburante e nelle operazioni di pompaggio dell’acqua. Siamo pronti a collaborare pienamente con il comitato di gestione della Striscia di Gaza”. Gli Stati Uniti hanno annunciato l’imposizione di sanzioni a 6 associazioni caritatevoli che operano nella Striscia di Gaza e a un gruppo che ha supportato le navi che tentavano di rompere l’assedio imposto al settore, accusandoli di lavorare a di Hamas.
Cisgiordania: UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi ha annunciato che circa 33.000 rifugiati palestinesi sono ancora sfollati forzatamente nel nord della Cisgiordania. Dal suo account X ha scritto: “l’operazione militare israeliana nota come Muro di Ferro, iniziata un anno fa, ha portato all’evacuazione dei campi a causa di sfollamenti forzati e operazioni di demolizione su larga scala”.
Le forze israeliane assaltano il villaggio di Kafr Qalil, a sud-est di Nablus.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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