#ISRAELHAMASWAR. Arrivata a 120mila firme la petizione sulla fine della guerra e il rilascio di prigionieri. Nuovi attacchi a Gaza, Libano e Cisgiordania

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Gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare le loro forze da una base militare situata nei pressi del più grande giacimento di gas “Konico” nella provincia di Deir ez-Zor, riporta il quotidiano panarabo Al-Araby Al-Jadeed, citando una propria fonte nella formazione curda alleata degli Stati Uniti “Forze democratiche siriane” (SDF). Secondo i Media israeliani: “il previsto ritiro delle forze statunitensi dalla Siria preoccupa la parte “israeliana” e consente maggiore libertà alla Turchia in Siria”.

Secondo il New York Times: Trump ha annullato il piano israeliano di colpire un reattore nucleare iraniano e ha deciso di dare una possibilità ai negoziati con l’Iran, nonostante i tentativi di Netanyahu di convincerlo a sostenere un’opzione militare. Channel 12: “Gli Stati Uniti si sono rivolti ai mediatori con una richiesta urgente di scoprire la sorte del prigioniero israeliano Edan Alexander, detenuto dalle Brigate Qassam. Questa mossa riflette la crescente preoccupazione americana per la sorte del soldato e indica la possibilità di attivare canali diplomatici o negoziali nel prossimo periodo, soprattutto alla luce della complessità della situazione a Gaza”.

Secondo Channel 13: “Ex capi delle forze di sicurezza, tra cui capi di stato maggiore, investigatori generali della polizia ed ex capi dello Shin Bet, del Mossad e della Divisione di intelligence militare, hanno incontrato il presidente Yitzhak Herzog, dopo aver avvertito in una dichiarazione pubblica che: ‘Il comportamento del primo ministro Benjamin Netanyahu rappresenta un pericolo per lo Stato, porta a un nuovo disastro ed è in conflitto di interessi. La ripresa dei combattimenti a Gaza con motivazioni soggettive e senza un obiettivo politico realizzabile non porterà alla liberazione dei prigionieri, né risolverà la battaglia contro Hamas, e cancellerà i risultati ottenuti dall’esercito e dai servizi segreti durante la guerra. La fine dei combattimenti aprirà la porta alla normalizzazione delle relazioni con l’Arabia Saudita e le consentirà di essere meglio preparata ad affrontare la sfida iraniana’”.

Netanyahu ha accettato di distruggere le case dei responsabili operativi anche se non causano morti, ma solo feriti, con il sostegno del Ministro della Difesa e del Consiglio per la Sicurezza Nazionale israeliano.

Ophir, il padre del prigioniero Rom Braslavski,, il cui video è stato diffuso ieri dal Jihad islamico ha detto: “Ciò che si dice secondo cui Hamas pratica il terrorismo psicologico non è corretto. Hamas è rimasta ferma sulle sue posizioni fin dall’inizio e non ha cambiato nulla. In realtà, siamo noi a praticare il terrorismo. Per quanto mi riguarda, per noi stessi, siamo noi a confondere la scena e a creare caos. Che tu sia di destra o di sinistra, non cambia nulla. Ciò che sta accadendo ferisce tutti: le famiglie, i prigionieri, tutti coloro che stanno vivendo questo incubo. Questa è la dura realtà che ci troviamo ad affrontare. È il momento di una dichiarazione chiara e decisa. Dopo tutti questi mesi, dopo le torture e la morte lenta a cui hanno dovuto sottoporsi i prigionieri, e dopo il video che abbiamo visto, dobbiamo dire: basta. Anche se dopo non succede nulla, almeno lo diciamo e sappiamo di averci provato. Non sottrarti alle responsabilità, Netanyahu. Dichiarate chiaramente: siete pronti a porre fine alla guerra ed è giunto il momento di restituirci i nostri figli”.

Il numero di firmatari delle petizioni che chiedono il ritorno dei prigionieri in cambio di un cessate il fuoco è salito a più di 120.000. Diecimila dei firmatari della petizione per il cessate il fuoco sono riservisti ed ex soldati. Queste cifre riflettono la crescente pressione popolare all’interno di Israele per porre fine alla guerra, soprattutto a causa del numero crescente di prigionieri e della pressione psicologica sulle loro famiglie.

L’ex ministro della Difesa israeliano Benny Gantz: “Dobbiamo colpire gli obiettivi nucleari iraniani e cambiare il volto del Medio Oriente”.

Il 16 aprile il Presidente libanese Aoun e l’Emiro qatariota Tamim hanno discusso del rafforzamento dei legami e del sostegno del Qatar al Libano, in particolare nei settori dell’energia e della difesa. Hanno affrontato le sfide poste dagli israeliani e hanno sottolineato la pace civile e il controllo statale sulle armi. Mahmoud Qamati di Hezbollah ha confermato che non è stato raggiunto alcun accordo con il presidente Joseph Aoun su una tempistica per il dialogo sulle armi.

Il presidente Aoun ha affermato che Hezbollah non sarà integrato come le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) irachene, ma potrà unirsi e sottoporsi all’addestramento postbellico. L’Iraq ha convocato l’ambasciatore del Libano per protesta, sottolineando il ruolo delle PMF in materia di sicurezza. A seguito delle indagini sui lanci di razzi del 22 e 28 marzo verso i territori palestinesi, le autorità hanno identificato il gruppo responsabile, composto sia da libanesi che palestinesi. Il ministro dell’Industria Joe Issa Khoury ha riferito: “Abbiamo chiesto la consegna delle armi, comprese quelle provenienti dai campi palestinesi, entro 6 mesi.”

Lungo discorso il 17 aprile del leader degli Houthi come ogni giovedì dall’inizio del conflitto a Gaza. Sayyid Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi ha parlato degli ultimi sviluppi a Gaza e sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali: “Il nemico israeliano continua a violare la Siria e ha stabilito nove basi nel sud, ponendo limiti imposti ai gruppi takfiri e ai loro sostenitori”.

“Tutto ciò che il nemico sta facendo in Palestina, Libano e Siria è una prova evidente che i nostri popoli hanno un disperato bisogno di capacità di deterrenza e protezione. Ciò che si richiede agli arabi e ai musulmani, americani, israeliani ed europei, è di essere privati ​​di ogni capacità di difesa e protezione. Dopo tutto quello che è successo nella Striscia di Gaza, ci sono regimi e forze arabe che stanno adottando la questione del disarmo del popolo palestinese. Qualsiasi proposta volta a disarmare la resistenza palestinese è illogica e ridicola. Nessuno interviene quando un popolo musulmano viene violato e ucciso, né le Nazioni Unite né il Consiglio di Sicurezza. Gli europei, invece, ne sono felici. Ciò che la Francia ha fatto in questi giorni in Algeria sono politiche di molestia e provocazione contro il popolo algerino. Ciò che la Francia ha commesso in Algeria è stato un crimine orribile, una tirannia e un genocidio, così come ciò che hanno fatto la Spagna e l’Italia durante il periodo coloniale. Siamo la nazione che ha più bisogno di armi di qualsiasi altra”.

E ancora ha detto: “La decisione presa dalle Maldive di impedire ai turisti israeliani di entrare nel Paese è stata un passo pratico e valido. Ciò che ha fatto il Bangladesh è un passo concreto verso il boicottaggio turistico del nemico israeliano”. “Sono necessari passi concreti perché molti regimi arabi e islamici non hanno ancora raggiunto alcuna posizione o passo concreto”. Ha invitato i manifestanti a scender in piazza domani per raggiungere il milione di persone contro quanto sta accadendo a Gaza. 


Ed ora uno sguardo agli aspetti militari aggiornato alle 15:30 del 17 aprile. I sistemi di difesa aerea giordani hanno abbattuto un drone partito dallo Yemen. I bombardamenti sauditi con razzi e artiglieria hanno colpito le zone di confine nel governatorato di Saada, in Yemen, mentre un attacco aereo statunitense sul quartiere di al-Nahda, nel distretto di Thawra, a Sana’a, ha ucciso un uomo. Oltre 68 attacchi aerei statunitensi hanno colpito lo Yemen settentrionale, centrale e occidentale nelle ultime 24 ore, inclusi quattro attacchi sul distretto di al-Tuhayta a Hodeidah. (Al-Masirah). Gli americani hanno effettuato più di 220 raid questa settimana utilizzando aerei stealth, aerei da guerra F-18 e altri tipi di velivoli.

Secondo gli Houthi sarebbero 900 le incursioni e bombardamenti navali nel giro di un mese contro lo Yemen da parte degli Stati Uniti. Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi nel suo discorso del giovedì ha detto: “L’aggressione americana non è riuscita a mettere in sicurezza le navi israeliane e il Mar Rosso e il Mar Arabico rimangono completamente chiusi al nemico israeliano. Continuare a bloccare le navi israeliane è la prova evidente del fallimento dell’aggressione americana”. In settimana abbattuto il diciannovesimo aereo MQ-9. Le operazioni totali durante questo mese sono state 78 e sono state effettuate con 171 missili balistici, da crociera e ipersonici, nonché con droni. Mentre sono 33 le operazioni contro la portaerei e le navi militari che la accompagnavano, utilizzando 122 missili balistici e da crociera e un drone.

Per Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi : “Uno dei risultati delle nostre operazioni contro la portaerei Truman fu il ricorso del nemico americano all’impiego di aerei stealth. A causa del fallimento e della scarsa efficacia delle proprie operazioni, gli Stati Uniti hanno dovuto ricorrere a una base nell’Oceano Indiano, a circa 4.000 km di distanza. Ciò che sta facendo la portaerei Truman è diventata principalmente un’operazione difensiva e si difende a malapena dalle nostre operazioni. Le nostre operazioni contro la portaerei Truman l’hanno messa sulla difensiva, senza riuscire a garantire la sicurezza della navigazione israeliana. L’arrivo di un’altra portaerei è un fallimento che conferma che la Truman non ha avuto un ruolo efficace nel raggiungimento degli obiettivi americani”. Gli Houthi nella notte del 17 hanno rivendicato attacco contro la base “Sodet Micha”, l’aeroporto “Ben Gurion” e un obiettivo vitale ad Ashkelon in Israele. 

Le forze israeliane hanno aperto il fuoco sui comitati di valutazione dei danni affiliati al Consiglio del Sud mentre svolgevano il loro compito nella periferia meridionale di Mays al-Jabal, senza causare feriti. Nella notte tra il 16 e il 17 aprile e nella mattinata del 17 aprile numerosi gli attacchi in Libano: Un attacco aereo israeliano con un drone ha preso di mira la città di Umm al-Tut. La città è già stata spazzata via per l’80% dalla faccia della Terra. Presa di mira una casa prefabbricata ad Aita al-Shaab. Nuovi attacchi israeliani hanno preso di mira case prefabbricate nel Libano meridionale. 

Attacco antiaereo a bassa quota sulla valle della Bekaa. Droni che volano a bassa quota nei cieli di Beirut e della sua periferia meridionale.Un attacco di droni israeliani ha preso di mira una motocicletta alla periferia della città di Aitaroun. Un drone ha sganciato una bomba su una casa prefabbricata nella zona di Bustan, vicino a Naqoura.

Continua l’avanzata israeliana a Gaza. Sette morti e feriti dopo bombardamento di una tenda per sfollati nel campo di Jabalia, a nord di Gaza. Bombardamento di artiglieria israeliana a est della città di Gaza. Bombardamenti su larga scala a est di Gaza colpiti i quartieri di Shujaiya e Al-Tuffah

Artiglieria israeliana in azione nella Striscia di Gaza orientale. Almeno 15 morti e decine di feriti nell’attacco israeliano a Mawasi, Khan Yunis. La Protezione civile a Gaza descrive così l’attacco: “I proiettili degli aerei nemici hanno bruciato le tende degli sfollati nella zona di Mawasi a Khan Yunis e divorato i loro corpi nelle ultime ore della notte. Un gran numero di morti e feriti in una scena tragica e terrificante che non potrà mai essere cancellata dagli occhi di coloro che saranno ancora in vita”. Nella notte si sono susseguiti nuovi attacchi a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale. Serie di attacchi aerei israeliani sulla città di Rafah, in concomitanza con il volo a bassa quota di aerei da guerra israeliani. Distrutti edifici residenziali.

Le IDF segnalano attività sovversive nelle zone centrali e orientali di Nablus. Assalto delle IDF nella città di Tubas. Le forze israeliane prendono d’assalto la città di Tamoun, a sud di Tubas, e il quartiere di Al-Makhfiya a Nablus. Registrati violenti scontri tra combattenti della resistenza e forze israeliane nella città di Tammun, a nord della Cisgiordania

Le Brigate Al-Quds – Battaglione Tubas hanno rilasciato un comunicato: “I nostri combattenti della Compagnia Tamoun affrontano le forze di occupazione sui fronti di battaglia e, a seconda delle esigenze e delle condizioni sul terreno, bombardano le forze di occupazione e i veicoli militari con pesanti raffiche di proiettili”.

Le IDF si sono dispiegate nella città di As-Samu, a sud di Hebron, e stanno chiudendo diverse strade per impedire l’assalto dei siti religiosi della città da parte dei coloni. Le IDF hanno preso d’assalto la città di Qabatiya, a sud di Jenin, dove hanno arrestato un giovane palestinese dopo averlo aggredito. La città di Qabatiya è da tempo teatro di ripetuti raid da parte delle forze di Israele, accompagnati da arresti e violenti scontri con i residenti, che aumentano le sofferenze dei residenti e alimentano la tensione nella regione.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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