
Il “Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo” ha affermato che “le stime del costo della ricostruzione della Striscia di Gaza raggiungono i 70 miliardi di dollari”. Nel frattempo in Egitto è stato siglato il 13 sera l tra i leader di Egitto, Qatar, Stati Uniti e Turchia il cessate il fuoco definitivo a Gaza durante il vertice di pace di Sharm el-Sheikh. Nella giornata del 14 ottobre il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha annunciato che un comitato tecnico palestinese composto da 15 membri è stato nominato per governare la Gaza del dopoguerra. I membri, selezionati da Israele e approvati da tutte le fazioni, compresa Hamas, gestiranno le attività quotidiane e la ricostruzione sotto la guida di un “Consiglio per la Pace” presieduto dagli Stati Uniti.
Il governo indonesiano ha smentito le notizie di diversi media israeliani secondo cui il presidente Prabowo Subianto visiterà Israele dopo un vertice programmato in Egitto.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno fornito a Israele “così tante” armi, che Israele è diventato forte e potente, il che alla fine ha portato alla pace. Trump si è rifiutato di stringere la mano ad al-Sisi durante il loro recente incontro, mettendo al-Sisi in una posizione imbarazzante.
Trump riconosce pubblicamente Miriam Adelson, una donatrice filo-israeliana, per la sua importante influenza politica e strategica. Dopo la sua donazione di 100 milioni di dollari alla sua campagna, è stata una figura chiave dietro la sua decisione di riconoscere le alture del Golan come parte di Israele. E ancora il presidente a Fox News: “Credo che gli abitanti di Gaza rimarranno nella Striscia e lo spero. Gaza era un inferno anche prima della guerra e ora c’è una grande opportunità. I paesi più ricchi del mondo, guidati da grandi leader, sono interessati a migliorare la situazione a Gaza”.
Il Presidente Trump sulla sua fiducia che la seconda fase del suo accordo di pace per Gaza possa iniziare: “Sono fiducioso. Abbiamo molto potere. Quella era una stanza di potere. Quelle persone, quelli sono i paesi più ricchi. Penso che con, ora con i dazi, penso che siamo il paese più ricco del mondo, in realtà, gli Stati Uniti. Stiamo incassando centinaia di miliardi di dollari. Ma quelli sono, sapete, paesi davvero molto ricchi, e possono gestirlo”.
L’ex Segretario alla Difesa e Direttore della CIA sotto Obama, Leon Panetta, ha affermato che porre fine alla guerra a Gaza è un risultato straordinario che non sarebbe stato possibile senza la leadership del Presidente Trump.
Il Ministro della Difesa australiano, Richard Marles, per Sky News: “Valuteremo la possibilità di inviare truppe australiane in Medio Oriente. La nostra possibile partecipazione sarà a sostegno degli sforzi di mantenimento della pace nella regione”.
Il presidente venezuelano Maduro: la questione palestinese è la questione più sacra per l’umanità e proponiamo di inviare squadre di costruttori, agricoltori e medici a Gaza per aiutare la popolazione”. Il Presidente francese: “Lavoreremo per dispiegare una forza ONU nella Striscia di Gaza e contribuiremo all’addestramento delle forze di sicurezza palestinesi per mantenere la sicurezza interna”.
Dmitri Medvédev: “Solo uno Stato palestinese completo fermerà la guerra”
La Radio dell’esercito israeliano ha riferito che c’è stata una protesta nella Knesset israeliana durante il discorso di Trump che ha portato all’espulsione dei membri della Knesset Ayman Odeh e Ofer Cassif dopo aver interrotto il discorso di Trump, che ha consuma battuta definito il servizio d’ordine interno dell’aula parlamentare ”molto efficiente”.
Secondo l’ex Primo Ministro israeliano Ehud Barak: “Gli ostaggi sono tornati grazie a Trump, che ha dimostrato più impegno nei loro confronti di Netanyahu. L’incoscienza del governo di Netanyahu ha macchiato il volto di Israele con uno stigma che sarà difficile cancellare anche con lo sforzo di un’intera generazione Per la prima volta, si sollevano dubbi sulla legittimità dell’esistenza di Israele. Le giovani generazioni di tutto il mondo sono diventate ostili a Israele e sono emersi dubbi anche tra i giovani ebrei stessi”.
Portavoce della Croce Rossa a Gaza: La consegna dei corpi degli ostaggi e dei detenuti uccisi in guerra richiederà tempo e rappresenta una sfida enorme. C’è la possibilità che i corpi degli ostaggi non vengano ritrovati, e questa è una sfida più grande del rilascio dei vivi. Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha definito la decisione di Hamas di consegnare i corpi di soli quattro ostaggi una “violazione degli obblighi” e ha minacciato una risposta corrispondente. Ci sono forti pressioni su Hamas affinché rilasci altri corpi di prigionieri, come previsto dall’accordo. Obiettivo: un altro lotto oggi, altrimenti “Israele” interverrà contro questa violazione.
Hamas ha riferito che affiliati al gruppo di Abu Shabab “sono stati giustiziati”. La Croce Rossa ha riferito che i resti di 4 prigionieri sono stati trasferiti alle autorità israeliane. Secondo PressTV: “Abubaker Abed sostiene che è improbabile che il cessate il fuoco duri, affermando che Israele sta ancora usando i suoi scagnozzi e le bande armate a Gaza per uccidere quanti più palestinesi possibile”.
Secondo il giornalista Khalil Nasrallah: “Nei colloqui tra Trump e Netanyahu, non una parola sullo Yemen. E quando si parla di Hezbollah e Iran, si esagera nella descrizione e nella valutazione che riflettono fatti a loro noti. Lloyd’s List, il sito web britannico dedicato agli affari marittimi: “Con la crisi del Mar Rosso in corso, quest’anno oltre il 70% delle navi autorizzate ha cambiato bandiera, oltre il 20% ha cambiato bandiera due volte e il 7% ha cambiato bandiera tre o più volte, mentre gli analisti ritengono che le compagnie di navigazione dovranno percorrere una lunga strada prima di tornare collettivamente in mare”.
Secondo fonti siriane, Israele ha istituito un posto di blocco e perquisito i cittadini nella campagna settentrionale di Quneitra. Aerei da ricognizione della Coalizione Internazionale in volo nei cieli delle città di Armanaz e Kafr Takharim, nella campagna settentrionale di Idlib.
Dal Libano si apprende che un razzo è stato lanciato dal Libano meridionale verso Israele, ma ha fallito il lancio ed è caduto in territorio libanese. Secondo al Manar, “Quattro carri armati israeliani si sono mossi nelle località di Jal al-Deir e al-Malikiyah mentre gli abitanti della città di Aitaroun si dirigevano verso gli uliveti”
Il Direttore Generale dell’OMS ha dichiarato che 8 camion carichi di forniture mediche sono entrati nella Striscia di Gaza, mentre il programma Alimentare Mondiale: “137 camion sono entrati nella Striscia di Gaza per supportare i panifici e fornire rifornimenti alimentari”.
Il Comune di Gaza: “Ci sono 50 milioni di tonnellate di macerie da rimuovere, il 90% delle strade di Gaza City è completamente o parzialmente distrutto a causa della guerra israeliana”. “Israele ha distrutto circa il 95% dei camion e dei mezzi pesanti nella Striscia di Gaza”. “Abbiamo bisogno di almeno 100.000 tonnellate di cemento per la manutenzione di pozzi, reti idriche e fognarie”
Il Portavoce della Protezione Civile a Gaza afferma che sono stati recuperati più di 250 corpi dal cessate il fuoco, alcuni dei quali erano in strada. “Stiamo affrontando una significativa carenza di mezzi pesanti per gestire le macerie”.
Secondo il Portavoce di Hamas, Hazem Qassem a Gaza si registra l’uccisione di diversi residenti della Striscia a causa di attacchi dell’esercito israeliano nella mattina del 14 ottobre. Hamas è riuscita a sequestrare veicoli moderni che Israele aveva fornito a questa milizia durante la guerra, oltre ad armi e altre attrezzature logistiche. Sempre a Gaza sono in corso i rastrellamenti arresti ed esecuzioni delle famiglie che hanno sostenuto Israele nell’operazione militare su Gaza.
Violenti scontri sono in corso a est di Jabalia, nella Striscia di Gaza settentrionale, tra la resistenza e i miliziani che collaborano con Israele. Una fonte per Quds Network: “L’apparato di sicurezza della resistenza “Radea” ha condotto un’ampia campagna di sicurezza all’alba del 14 ottobre, prendendo di mira un covo di collaboratori di Israele nel quartiere di Al-Shuja’iya. La fonte ha confermato che violenti scontri sono ancora in corso nella zona, nell’ambito di un’operazione volta a smantellare una rete di cooperazione al servizio delle IDF”.
L’Unità Sahm: “Durante un’imboscata tesa dalle forze di sicurezza della resistenza, due collaboratori di Israele sono stati uccisi e un terzo è stato arrestato, in via Al-Shaboura, a est del quartiere di Al-Shuja’iya a Gaza”. Tre palestinesi uccisi a seguito del fuoco di un drone di Israele contro i civili nel quartiere di Al-Shujaiya, a est di Gaza City.
Fonti locali riportano di violenti scontri tra le forze di sicurezza della resistenza e affiliati a Israele a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. La resistenza ha eseguito la condanna a morte di diversi agenti e trasgressori di una famiglia nel quartiere di Sabra, per aver collaborato con le IDF. L’esecuzione è avvenuta in pubblica piazza. La famiglia Al-Mujaida (che ha collaborato con Israele) a Gaza annuncia la consegna completa delle armi alla resistenza.
Bakr Abu Moor è stato ucciso da un attacco di droni israeliani che ha preso di mira un gruppo di famiglie a sud della città di Al-Fakhari,, a est della città di Khan Younis. Ci sarebbero almeno altri due feriti. La Resistenza ha rastrellato aree dove vi erano “i covi di ladri e spacciatori nell’area di Fash Farsh”, a sud-ovest di Khan Yunis.
Per la terza volta in una giornata le forze IDF assaltano la città di Beit Ummar, a nord di Hebron. Assalto alla città di Tubas da parte delle forze IDF. I coloni assaltano Khirbet Samra nella Valle del Giordano settentrionale e distruggono gli ulivi nelle terre di Bardala, nella Valle del Giordano settentrionale. Segnalazioni di una sparatoria in Street 60 in Cisgiordania. Le IDF assaltano il villaggio di Salem, a est di Nablus, in Cisgiordania.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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