#ISRAELEHAMASWAR. Secondo i media israeliani i militari feriti in guerra sono di più di quelli emersi dai dati ufficiali. Al Mossad l’ultima parola per liberare gli ostaggi

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Secondo il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, il numero delle vittime in combattimento dell’IDF secondo gli elenchi degli ospedali supera di gran lunga i dati pubblicati dall’esercito israeliano.

Va notato che il problema dei combattimenti nei tunnel è motivo di grande preoccupazione tra i dirigenti e gli ufficiali sul campo dell’esercito israeliano.

A seguito dei verbali trapelati di una riunione sulla sicurezza tenutasi il 13 giugno dello scorso anno, presieduta da Netanyahu e alla presenza del capo di stato maggiore israeliano, Netanyahu ha affermato quanto segue: «Dobbiamo sapere che stiamo affrontando una guerra in diversi teatri, e non abbiamo la capacità di eliminare e isolare queste arene durante la guerra.»

I verbali della riunione sulla sicurezza del 13 giugno dimostrano che Netanyahu era consapevole del pericolo, ma ha semplicemente scelto di nascondere la testa sotto la sabbia e non fare nulla.

I combattimenti nel nord e nel sud della Striscia di Gaza continuano a provocare gravi feriti tra ufficiali e soldati dell’esercito israeliano. L'”impero dei tunnel” di Hamas nella Striscia di Gaza è considerato una delle sfide più difficili per l’IDF nella guerra.

Ogni giorno, i membri di Hamas tendono imboscate ai militanti e aspettano il momento in cui possano emergere dalla terra e sorprendere l’IDF con il fuoco di armi leggere, missili anticarro e ordigni esplosivi. Il 14 di dicembre l’Ospedale israeliano Soroka in una nota ha detto: “Abbiamo ricevuto 35 soldati israeliani feriti, 8 dei quali erano in condizioni critiche. A seguito degli scontri con la resistenza nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore”.

L’ospedale israeliano Soroka riferisce che ha ricevuto 2.148 feriti israeliani dall’inizio della guerra.

Ancora del tutto irrisolta anche la questione dei prigionieri. La testata israeliana Yedioth Ahronot citando funzionari iraniani: “Un passo atteso entro pochi giorni per innescare un nuovo accordo sui prigionieri”. Al-Araby Al-Jadeed ha scritto: “Da giorni sono in corso trattative per concludere un nuovo accordo di scambio tra Israele e Hamas”. 

Ma a frenare gli entusiasmi il leader di Hamas Osama Hamdan che in una dichiarazione video ha detto: «Le Brigate Al-Qassam hanno mantenuto la loro promessa di trasformare Gaza in un cimitero per le forze di occupazione. Netanyahu e il suo staff militare non hanno altra scelta che dichiarare il loro fallimento nel raggiungere qualsiasi obiettivo. […] Non ci saranno negoziati sui prigionieri fino alla completa cessazione dell’aggressione contro la Striscia di Gaza e al rispetto delle nostre condizioni». 

Netanyahu dopo l’ennesimo fallimento de dialogo sui prigionieri ha conferito al capo del Mossad completa libertà di lavorare per liberare le persone rapite. Le istruzioni di Netanyahu al capo del Mossad prevedono un incontro con i mediatori con l’obiettivo di liberare i sequestrati. 

Il 15 sera si apprende di primi contatti riguardo al rilascio di tutti gli ostaggi. Il capo del Mossad si è incontrato con il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e ha discusso dei contatti.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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