ISRAELE. Un quinto paese musulmano aderirà agli Accordi di Abramo

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Israele sta lavorando per formalizzare le relazioni con un quinto paese musulmano, possibilmente in Asia, durante il mandato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha detto il 23 dicembre un ministro del governo israeliano.

Quest’anno la Casa Bianca ha mediato un riavvicinamento tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Sudan e Marocco. La scorsa settimana Rabat ha ospitato una delegazione israelo-statunitense per approfondire il miglioramento delle relazioni.

Il ministro della Cooperazione regionale israeliana Ofir Akunis, riporta Ynet TV: «Stiamo lavorando in quella direzione (…) Credo che ci sarà un annuncio americano su un altro paese che sarà reso pubblico con la normalizzazione delle relazioni con Israele e, in sostanza, con le infrastrutture per un accordo (…) un accordo di pace», ha detto.

Il governo ha detto che stanno cercando di far riconoscere Israele ad altri paesi o di riavviare i legami esistenti. Akunis ha detto che ci sono due principali paesi candidati a diventare i prossimi a muoversi verso i normali legami con Israele.

Non ha fatto il nome di nessuno dei due, ma ha detto che uno è nel Golfo e che potrebbe essere l’Oman, ma non l’Arabia Saudita. L’altro, più a est, è un «Paese musulmano che non è piccolo ma non è il Pakistan», ha detto Akunis.

L’Indonesia, il Paese musulmano più popoloso, ha detto la settimana scorsa che non riconoscerà Israele finché le richieste dello Stato palestinese rimarranno insoddisfatte. La Malesia ha detto di seguire una politica simile: «La posizione ferma della Malesia sulla questione palestinese non cambierà», ha detto il 23 dicembre il vice ministro degli Esteri Kamarudin Jaffar al Senato malese, aggiungendo che Kuala Lumpur non interferirà nelle decisioni delle altre nazioni su Israele.

A Dacca, un funzionario del ministero degli Esteri ha detto che il Bangladesh non è interessato a stabilire legami diplomatici con Israele: «La nostra posizione rimane la stessa», riporta la Reuters.

L’Oman ha elogiato la spinta diplomatica degli Stati Uniti, ma non ha commentato le sue prospettive di stabilire legami con Israele. I palestinesi, i cui negoziati con Israele sono in fase di stallo nel 2014, temono di essere messi da parte dal processo di normalizzazione.

Tommaso dal Passo