ISRAELE. Un cecchino con l’IA uccise il padre del nucleare iraniano

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Il Mossad ha ucciso lo scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh con una mitra comandante a distanza e usando una Intelligenza Artificiale.

Secondo quanto riporta il New York Times , e il Times of Israel, sabato, l’arma usata nell’eliminazione di Fakhrizadeh, a novembre 2020, considerato il “padre” del programma di armi nucleari dell’Iran, era una mitragliatrice Fn Mag modificata di fabbricazione belga attaccata a un apparato robotico avanzato e con tecnologia di riconoscimento facciale. L’intero dispositivo pesava circa una tonnellata ed è stato fatto entrare in Iran in piccole parti prima dell’operazione e poi riassemblato.

La squadra del Mossad ha gestito l’intera operazione da un centro di comando fuori dal paese. Israele ha seguito da vicino la carriera e i movimenti di Fakhrizadeh almeno dal 2007 e ha iniziato a fare i preparativi per un’operazione di assassinio tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 in seguito a una serie di incontri tra funzionari israeliani guidati dall’allora direttore del Mossad Yossi Cohen e alti funzionari statunitensi tra cui l’allora presidente Donald Trump, il segretario di Stato Mike Pompeo e il direttore della CIA Gina Haspel.

Questi preparativi sono entrati nel vivo nell’estate del 2020, e Israele ha deciso di andare avanti, spinto da due fattori: la tiepida risposta dell’Iran all’uccisione nel gennaio 2020 del suo generale di punta Qassem Soleimani, e la crescente probabilità che Trump perdesse le elezioni a novembre a favore di Joe Biden.

Fakhrizadeh, 59 anni, fisico, ufficiale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e professore all’Università Imam Hussein di Teheran, è stato ucciso il 27 novembre 2020, mentre era in viaggio con sua moglie dalla loro casa di vacanza sul Mar Caspio alla loro casa di campagna ad Absard, a est di Teheran. Era alla guida del suo veicolo, una berlina nera Nissan Teana, con sua moglie seduta sul sedile del passeggero accanto a lui e le sue guardie del corpo in auto separate dietro di lui. L’arma computerizzata era apposta su un’auto dall’aspetto abbandonato, un pick-up Nissan Zamyad blu, posizionato da agenti iraniani del Mossad a un incrocio sulla strada principale dove gli automobilisti diretti ad Absard dovevano fare un’inversione a U; il camion era carico di esplosivi in modo da poter essere distrutto dopo il colpo.

Quando la squadra ha saputo che Fakhrizadeh stava uscendo, «un cecchino ha preso posizione, ha calibrato il mirino, ha armato l’arma e ha toccato leggermente il grilletto», tutto da una «posizione non rivelata a migliaia di chilometri di distanza» e non in Iran. Tutti i problemi di balistica sono stati risolti cin una «AI programmata per compensare il ritardo, il tremolio e la velocità dell’auto».

Una volta che il veicolo di Fakhrizadeh è arrivato all’incrocio, un altro veicolo con le sue guardie del corpo si è diretto verso la casa di vacanza per ispezionarla prima del suo arrivo, lasciandolo esposto. I restanti veicoli del convoglio hanno rallentato per un dosso di velocità appena prima del camion parcheggiato e l’operativo ha scatenato una grandinata di proiettili, colpendo la Nissan nera di Fakhrizadeh sotto il parabrezza. L’auto ha sterzato e si è fermata, dopo di che è sceso e si è accovacciato davanti alla portiera aperta; allora è stato colpito da altri tre proiettili ed è crollato sulla strada. Il camion blu è poi esploso, ma la maggior parte del materiale è rimasto in gran parte intatto.

Tommaso Dal Passo