ISRAELE. Se gli USA rientrano nel JCPOA, attaccheremo l’Iran

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Israele ha detto apertamente che attaccherà l’Iran se gli Stati Uniti allenteranno le sanzioni contro il regime sciita e accetteranno di tornare all’accordo nucleare che per Gerusalemme è «la più grande bufala della storia recente (…) Israele ha bisogno di sapere – e in fretta – se Washington ha intenzione di fermare la corsa dell’Iran alla bomba o di intraprendere qualche azione per farlo», ha detto una fonte israeliana a Breaking Defece.

L’intelligence israeliana sta osservando da vicino gli impianti nucleari iraniani. Israele ha presumibilmente attaccato un altro obiettivo iraniano in Siria il 21 gennaio e tali attacchi secondo Breaking Defence continueranno. I ministri del Likud hanno detto all’inizio di questa settimana che la nuova amministrazione Usa non deve “placare” l’Iran, e hanno avvertito Teheran che non tollereranno la sua presenza militare in Siria né accetteranno i suoi piani per costruire una bomba nucleare.

Uno degli avvertimenti più diretti è venuto dal ministro senza portafoglio con delega agli insediamenti Tzachi Hanegbi, vicino a Bibi Netanyahu, secondo cui Israele potrebbe attaccare il programma nucleare dell’Iran se gli Stati Uniti rientrassero nel Jcpoa, come Biden ha detto di voler fare: «Se il governo degli Stati Uniti rientra nell’accordo nucleare – e questa sembra essere la politica dichiarata per ora – il risultato pratico sarà che Israele sarà di nuovo solo contro l’Iran. Alla fine dell’accordo l’Iran avrà ricevuto il via libera dal mondo, compresi gli Stati Uniti, per continuare con il suo programma di armi nucleari», ha detto Hanegbi ripreso da Israel Kan.

Negli ultimi mesi l’Iran ha segnalato che vuole la fine delle sanzioni e ha iniziato ad arricchire l’uranio ad un livello del 20%, in violazione dei suoi impegni nell’ambito del Piano d’azione congiunto globale, Jcpoa e ha detto che la sua azione è reversibile, ed è pronto a tornare ai suoi obblighi se gli Stati Uniti tornano all’accordo e togliessero le sanzioni.

Secondo Yossi Kuperwasser, ex direttore generale del ministero israeliano degli affari strategici e capo della divisione di ricerca dell’intelligence militare di Idf, l’Iran ha diversi obiettivi: accorciare il periodo necessario per ottenere quantità adeguate di uranio arricchito a un livello superiore al 90% per produrre un ordigno nucleare; rendere chiaro al presidente entrante Biden che la sua migliore opzione è tornare rapidamente al Jcpoa. La risposta internazionale iniziale alla mossa è stata debole. Maggiore attenzione è data al dirottamento da parte dell’Iran di una petroliera sudcoreana. L’Iran spera di convincere Seul a rilasciare i fondi iraniani congelati.

Luigi Medici