L’Egitto chiede all’Etiopia di combattere ISIS insieme

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ETIOPIA – Adis Abeba. 20/04/15. L’ambasciatore egiziano in Etiopia: «Il Cairo può insieme ad Addis Abeba colpire Daash in Libia». A riferirlo è la testata libica alwasat. A fare la dichiarazione sarebbe stato Mohammed Idris, Ambasciatore egiziano in Etiopia.

 

Ciò è avvenuto dopo ore di regolamentazione trasmissione «Daash» nuovo video, la Domenica mattina, mostrando l’uccisione di due diversi tipi di prigionieri etiopi cristiani in Libia. Lo stesso all’agenzia «Associated Press» ha riferito che «questa potrebbe essere un’opzione. Vedremo, intanto di esplorare se l’opzione è possibile». Idris ha aggiunto che «i funzionari etiopi devono ancora comunicare con l’Egitto». Nel video da 29 minuti tutto rivolto ai cristiani al pagamento della Jizya e alle regole che devono seguire i cristiani nei territori conquistati dallo Stato Islamico. Un video escatologico che spiega la storia del cristianesimo dalla nascita di Gesù ai tempi nostri, e spiega citando Sure del Corano e hadith degli Iman antichi. Secondo la testata libica che ha intervistato il patriarca della Chiesa ortodossa Tewahedo, le vittime sarebbero immigrati etiopi in Libia.

Il patriarca ha dichiarato: «Penso che sia un altro incidente in cui i cristiani vengono uccisi per mano di regolamentazione statale in nome dell’Islam. I nostri concittadini sono stati uccisi a causa della violenza basata sulla religione, ed è del tutto inaccettabile. È un atto scandaloso, non c’è una religione che ordina l’uccisione di altre persone, anche se si convertono ad un’altra religione» ha dichiarato all’Associated Press ». Le vittime si trovavano in due diverse aree del Paese un gruppo nel Fezzan e il secondo in Cirenaica a Barqa. Nel video, l’uomo con un accento “canadese” ha riferito: «I cristiani devono convertirsi all’Islam o rendere omaggio», ma nel lungo discorso pronunciato dal boia, in realtà si manifesta una supremazia della “nuova religione musulmana inventata da ISIS” rispetto al cristianesimo. E nel preambolo all’esecuzioni tra le immagini degli alti prelati Benedetto XVI.