IRLANDA. Sì alla Global Tax

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Sembra ormai a portata di mano il raggiungimento di un accordo sulla Global corporate tax.

Infatti, come dichiarato dal Commissario dell’Unione Europea all’economia, Paolo Gentiloni, l’Irlanda ha deciso di aderire all’accordo internazionale dell’OCSE per una tassazione globale minima per le aziende del 15%, poche ore dopo si è aggiunta a questo gruppo anche l’Irlanda.

Al momento all’interno dell’Unione Europea solo l’Ungheria di Victor Orban si oppone all’accordo, non permettendo all’Unione stessa di aderire all’accordo poiché quest’ultima richiede l’unanimità dei membri in materia di fisco.

La scelta dell’Irlanda può essere definita storica, poiché con il suo 12,5% di tassazione sui profitti, il paese possedeva l’aliquota più bassa del mondo sviluppato. La decisione irlandese è un duro colpo per le Big Tech come Apple, Google, Amazon e Facebook, che hanno scelto l’Irlanda come sede per le operazioni europee per beneficare di un trattamento fiscale molto più favorevole, ma impatta su oltre 1.5 56 società che oggi pagano soltanto il 12,5% sui loro profitti. Anche Dublino ci rimette: la nuova global tax, che dovrebbe entrare in vigore nel 2023, potrebbe costare fino a 2 miliardi di mancati ricavi.

Tuttavia, l’Irlanda ha spuntato però la possibilità di mantenere l’aliquota del 12,5% per le sue aziende domestiche fino a 750 milioni di «È la giusta decisione, è una decisione sensata e pragmatica», ha dichiarato il ministro delle Finanze, Pascal Donohoe durante una conferenza stampa annunciando che Dublino ha ritirato la sua opposizione a una revisione a livello globale delle tasse sulle società, accettando di rivedere la sua aliquota del 12,5% per le grandi multinazionali. Donohoe si è detto «fiducioso» che l’Irlanda resti un Paese attraente per gli investimenti delle multinazionali internazionali.

Con Irlanda ed Estonia, adesso sono 141 i Paesi del mondo pronti alla storica firma che metterà un freno alla concorrenza fiscale.

Tuttavia, se l’accordo sulla carta è fatto, per i dettagli si dovrà però aspettare l’inizio del prossimo anno.

Salvatore Nicoletta