
Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam è arrivato a Baghdad il 26 luglio per promuovere la cooperazione energetica con l’Iraq, con il riavvio dell’oleodotto Kirkuk-Tripoli come punto centrale dei colloqui.
Il dibattito sull’oleodotto Kirkuk-Tripoli è sorto in seguito all’accordo iracheno-siriano per la riabilitazione dell’oleodotto Haditha-Banias, firmato in precedenza nell’ambito di un’iniziativa volta a ricollegare l’Iraq alle reti energetiche del Levante, riporta BneIntelliNews.
L’oleodotto Kirkuk-Tripoli, che collega i giacimenti petroliferi iracheni di Kirkuk, attraversa il territorio siriano e arriva al porto libanese di Tripoli, è inattivo da decenni. Dopo la firma di un memorandum d’intesa tra Iraq e Siria per il riavvio del tratto Kirkuk-Banias, i colloqui tra Beirut e Baghdad mirano a estendere questo slancio al Libano, ricollegando il Paese alle infrastrutture energetiche regionali in un quadro che, secondo funzionari libanesi, gode del sostegno degli Stati Uniti.
Salam era accompagnato dal Ministro delle Finanze Yassin Jaber, dal Ministro dell’Energia e delle Risorse Idriche Joe Sadek e dal Ministro delle Telecomunicazioni Charles Hajj.
A seguito degli incontri bilaterali con il Primo Ministro iracheno Ali al-Zaidi, Nida Al-Watan ha riportato le parole di Salam, secondo cui il Libano “è determinato a proseguire nel rafforzamento della connettività strategica e dei progetti di integrazione con i paesi della regione in vari settori, in particolare energia, telecomunicazioni e trasporti”. Al-Zaidi ha ribadito l’impegno dell’Iraq a sviluppare le relazioni e a sostenere la stabilità regionale.
La visita ha riguardato anche il rinnovo dell’accordo esistente per la fornitura di carburante all’Iraq, che ha rappresentato un’ancora di salvezza fondamentale per il Libano durante la crisi energetica e finanziaria, mantenendo operative le centrali elettriche in un momento in cui il paese aveva poche alternative.
La riattivazione del gasdotto si inserisce nel contesto della crescente diplomazia energetica regionale che coinvolge Iraq, Siria, Libano e Turchia, e si verifica mentre sia il Libano che l’Iraq si muovono verso il consolidamento degli armamenti sotto il controllo statale, un processo parallelo che inquadra l’agenda economica in termini esplicitamente politici.
Il 27 luglio, l’agenzia INA ha riportato che il governo iracheno ha autorizzato l’amministratore delegato della Basra Oil Company a firmare un memorandum d’intesa tra il Ministero del Petrolio iracheno e il Ministero dell’Energia siriano per lo sviluppo di un oleodotto che collegherà la produzione di greggio iracheno ai mercati di esportazione globali attraverso il Mar Mediterraneo.
La decisione, approvata durante una riunione di gabinetto presieduta dal Primo Ministro Ali Faleh al-Zaidi, rientra in un più ampio pacchetto di misure volte a sviluppare il settore petrolifero e del gas iracheno e ad attrarre investimenti.
Tommaso Dal Passo
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