IRAQ. L’Egitto produrrà armi a Baghdad

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Da qualche mese si assiste a una fitta corrispondenza tra Egitto e Iraq. Il “la” è stato dato ad agosto quando si è tenuto un vertice tripartito nella capitale giordana Amman tra il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, Mustafa al Kazemi, e il re di Giordania Abdullah II.

Nel suo discorso, Sisi ha detto che il suo paese era pronto a fornire competenze alla Giordania e all’Iraq e a stabilire progetti di sviluppo congiunti a beneficio diretto dei cittadini. Da quel momento in poi gli incontri ufficiali tra Egitto e Iraq sono stati costanti. Il 31 ottobre sono stati siglati tra i due paesi 15 memorandum d’intesa e un programma di cooperazione con l’Iraq in vari settori, tra cui trasporti, risorse idriche, salute, ambiente, giustizia, investimenti, alloggi, edilizia, industria, commercio e finanza. Da ottobre ad oggi sono stati numerosi gli incontri ufficiali.

Nel frattempo l’Iraq ha aperto il valico di Arar proprio per favorire l’ingresso di merci dai paesi arabi tra cui l’Egitto.

Durante un incontro recente, il 10 dicembre con il ministro dell’Industria e dei Minerali iracheno Manhal Aziz Mahmoud al Cairo, il ministro di Stato egiziano per la produzione militare Mohamed Ahmed Morsi ha annunciato la disponibilità del suo paese a sviluppare l’industria della difesa irachena e stabilire linee di produzione complete in Iraq.

La notizia è stata accolta con favore anche in Iraq che spera in questo modo di ridurre la spesa militare all’estero producendo in casa ciò che ora ordina all’estero. Il governo ha stimato un risparmio possibile del 50%

Il 9 dicembre, un’altra delegazione irachena guidata dal ministro della pianificazione iracheno Khalid Batal Najim ha firmato al Cairo una serie di accordi nei settori dell’industria economica, agricola e militare. Ad esprimere il desiderio di cooperare in ambito militare lo stesso presidente Abdel Fattah al-Sisi, il quale ha sottolineato in un incontro ufficiale del 26 novembre che «il suo paese è desideroso di cooperare con l’Iraq in tutti i campi, principalmente militare».

Proprio a novembre una delegazione irachena ha visitato fabbriche militari in Egitto, in particolare la struttura di produzione e manutenzione di carri armati chiamata Factory 200 a Helwan e una struttura a Qalyubia chiamata Factory 300, strutture che potrebbero essere replicate anche in Iraq proprio per volontà egiziana. L’Iraq ha a sua volta detto che è molto interessato alla produzione di veicoli blindati.

L’11 dicembre, il ministero dell’Industria egiziano Nevine Gamea ha annunciato che una delegazione ministeriale egiziana si recherà in visita in Iraq per discutere le modalità per rafforzare la cooperazione tra i due paesi e sostenere l’economia e l’industria irachena.

Il Generale Gamal Mazloum, consigliere militare presso l’Accademia militare di Nasser, ha dichiarato ad Al-Monitor: «L’Iraq ha fiducia nelle intenzioni dell’Egitto nei suoi confronti. Il Cairo non brama la ricchezza e le ricchezze dell’Iraq. La cooperazione militare si basa sulla fiducia reciproca».

«Gli aspetti della cooperazione militare tra Iraq ed Egitto includevano la formazione per ufficiali militari iracheni, l’assistenza all’esercito iracheno nello sviluppo delle industrie della difesa e nella produzione di armi di fabbricazione irachena», ha spiegato Mazloum.

Nar Salem, un altro consigliere dell’Accademia militare di Nasser, ha detto ad Al-Monitor: «Da quando il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi è entrato in carica, l’Iraq ha cercato di consolidare le relazioni con i [paesi] arabi», aggiungendo: «L’Egitto ha beneficiato del desiderio dell’Iraq di riavvicinamento con i paesi arabi e ha concluso diversi accordi con Baghdad».

Graziella Giangiulio